THE ZEN CIRCUS IN CONCERTO-EVENTO IL 12 APRILE AL PALADOZZA DI BOLOGNA. RIMASTE POCHE DECINE DI BIGLIETTI DISPONIBILI.
THE ZEN CIRCUS
IN CONCERTO-EVENTO DATA UNICA
12 APRILE – BOLOGNA – PALADOZZA
#andatetuttialpaladozza
ULTIMI BIGLIETTI RIMASTI: http://bit.ly/ZenCircus_PalaDozza
È in programma il 12 aprile l’unica data indoor annunciata da THE ZEN CIRCUS: l’attesissimo concerto-evento al Paladozza di Bologna, per festeggiare venti anni di carriera musicale del Circo Zen e dieci anni dall’uscita dell’album “Andate tutti affanculo” (2009), il primo interamente scritto in italiano.
Sarà uno spettacolo unico e irripetibile, una grande festa che la band regala a se stessa e a tutti i fan che hanno risposto con grande entusiasmo fin dall’apertura delle prevendite. Sono rimaste, infatti, ormai poche decine di biglietti disponibili.
Rientrati da poco dalla bellissima esperienza al Festival di Sanremo, inoltre, THE ZEN CIRCUS hanno appena pubblicato l’album “VIVI SI MUORE – 1999 – 2019”, la raccolta che ripercorre venti anni di storia musicale della band.
L’album contiene 17 tracce di storia Zen, rimasterizzate per l’occasione, e 2 inediti, il brano “L’amore è una dittatura”, presentato in gara al Festival di Sanremo 2019 e “La Festa”.
Link al videoclip di “L’amore è una dittatura”: https://www.youtube.com/watch?v=B7Gx2gsjPUU
THE ZEN CIRCUS PARLANO DI “VIVI SI MUORE – 1999-2019”
“Vivi si muore” è il nostro modo, in disco, di festeggiare venti anni di Circo Zen. Nel 1999 dei ventenni della provincia “cronica” escono con un disco autoprodotto, figlio di un certo disagio sociale ed esistenziale, fatto di prove in macchina o per strada, con strumenti acustici improbabili e le mani gelate. Vent’anni e oltre mille concerti dopo, quegli stessi ragazzi si ritrovano fra le mani undici album e decine di migliaia di ragazzi come loro a fargli da esercito, un esercito fatto di fiducia, di condivisione, di verità, di gioia e dolore urlati in faccia per ricordarci che si muore – è certo – ma prima si vive. La raccolta non pretende di essere esaustiva o completa, vuole anzi essere un riassunto in canzoni, proprio come quei “Bignami” che usavano i ragazzi dell’ultimo banco in compiti in classe per cui non avevano studiato, ragazzi ai quali da sempre ci sentiamo di assomigliare.
