THE REGGAE CIRCUS

11 Aprile 2014

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THE REGGAE CIRCUS di ADRIANO BONO

(2014 – ETICHETTA E DISTRIBUZIONE: GOODFELLAS)

Dopo quattro anni di spettacoli e rodaggio dal vivo THE REGGAE CIRCUS è pronto a diventare un album. Il 15 aprile esce THE REGGAE CIRCUS, primo atto discografico del progetto musical­circense omonimo, ideato e diretto da ADRIANO BONO già cantante dei Radici nel Cemento.

Un “concept album” che ruota intorno al “Circo più reggae del mondo” e ai suoi fantomatici personaggi: “Lo Sputafuoco”, “La Trapezista, “Il Clown”, “Il Freak”, “Minù”, “The Lions”.

Il sound è rigorosamente Reggae ma con incursioni anche in altri generi (balkan beats, hip­hop, funk), al servizio di una scrittura autorale e immaginifica. Un disco non solo da ascoltare ma anche da comprendere con fantasia, attraverso le storie e le imprese che racconta.  Un disco comunque, soprattutto e fortunatamente da ballare

Un lavoro che rappresenta senz’altro un unicum nella storia del Reggae e che ben fissa sul supporto audio l’originalità, l’energia e la poesia dello spettacolo ‘live’ dal quale è nato.

Tracklist e commento ai brani:

1 ­ Reggae Circus is comin’

E’ la sigla ufficiale del Reggae Circus, un brano in stile Roots Reggae dall’atmosfera molto poetica durante il quale, dal vivo, si tiene la parata dei trampolieri, i quali si lanciano in danze acrobatiche in mezzo al pubblico al ritmo ondeggiante del dub nel finale della canzone.

2 ­ Gypsy Reggae

Una canzone in stile Reggae Balcanico ispirata a tutti gli zingari del Reggae, ossia a tutti quelli che, tra pubblico e musicisti, sono sempre pronti a partire e percorrere centinaia di kilometri per partecipare allle feste Reggae che si tengono in ogni angolo dello stivale. Con l’occasione si omaggia anche il popolo nomade che fin da sempre ha portato l’arte del circo in giro per il mondo. Il pezzo è anche legato a una campagna ‘sociale’ volta a combattere il pregiudizio nei confronti dei Rom. Attraverso la vendita di un EP contenente varie versioni della canzone remixate da alcuni tra i migliori DJ della scena Balkan europea si cercherà di raccogliere fondi che, in stretta collaborazione con l’associazione Arci Solidarietà Onlus saranno usati per regalare strumenti musicali e attrezzi circensi ai giovani Rom residenti nei campi nomadi della Capitale.

3 ­ Burlesque

Un omaggio all’epoca in cui il Circo non era uno ‘spettacolo per grandi e piccini’, ai tempi in cui il carrozzone degli artisti itineranti portava lo scompiglio nelle cittadine della provincia che

rispondevano a questa irruzione dello straordinario nelle loro vite fin troppo ordinarie lasciandosi andare all’entusiasmo più sfrenato e a gozzoviglie di ogni tipo. Erano i tempi in cui accanto al tendone del Circo vero e proprio c’era anche una tenda più piccola che

ospitava le perfomances ironicamente audaci delle artiste di Burlesque, un genere molto più affine all’arte circense di quanto non si pensi.

4 ­ Il Clown

In un album dedicato ai personaggi del Circo non si poteva certo omettere di dedicare una canzone a una delle figure simbolo di ogni spettacolo circense che si rispetti, il pagliaccio. La canzone è divisa in due parti, una solare ed allegra, ispirata a un pezzo di musica classica che da molti anni rappresenta l’inno di battaglia di questi grandi artisti che sono i clown (Enters of the gladiators, di Julius Fucik), l’altra invece, dal suono più malinconico, racconta l’altra faccia della medaglia, il triste destino di chi anche nelle situazini più serie non sa fare altro che il clown.

5 ­ L’illusionista

Una canzone dedicata ad un altro dei personagi più affascinanti del Circo, il mago. In questo caso chi parla è un malinconico e solitario Illusionista, che dopo la fine del suo spettacolo vaga nel cuore della notte per le strade della città alla ricerca del ‘vero amore’, per poi finire, non trovandolo, tra le braccia della ragazza incontrata dietro il banco dell’ennesimo bar.

6 ­ La Trapezista

Chi parla in questa canzone è uno spettatore, un abitué che tutte le sante sere acquista il biglietto e va al Circo perché perdutamente innamorato della bellissima Trapezista,

naturalmente senza che lei sappia nulla di questa sua bruciante passione. Quando il Circo partirà, al timido spasimante non resterà che aspettare l’anno successivo per rivedere il suo

amore segreto.

7 ­ Il Fenomeno (intro)

Questa canzone durante lo spettacolo dal vivo viene usata soprattutto come sigla di apertura di una ‘rubrica’ dedicata ai ‘fenomeni’ locali, Quando il Reggae Circus arriva sul luogo dell’esibizione si premura sempre di farsi indicare dagli organizzatori qualche persona tra i locali che sappia fare un qualcosa di straordinario, e tale persona viene a un certo punto invitata sul palco per dare una dimostrazione della sua abilità, qualunqe essa sia, precededuta da questa sigla iniziale. Ne escono fuori alcuni tra i momenti più esilaranti della serata.

8 ­ Il Freak

Chi parla in questa canzone è un autentico ‘freak’, uno ‘scherzo di natura’, una persona con qualche forma di peculiarità fisica, anche se non viene specificato esattamente in cosa consista la sua anomalia. Più che un tributo all’epoca in cui i veri freak attiravano torme di curiosi e diventavano fenomeni da baraccone, questa canzone vuole essere un invito ad amarsi per come si è e a respingere il pregiudizio contro qualsivoglia forma di ‘diversità’.

9 ­ Il Fenomeno (outro)

La sigla di chiusura della rubrica dedicata ai ‘fenomeni’ locali di cui sopra.

10 ­ Oh Minù Minù Minù

Una canzone d’amore vecchio stampo, come potrebbe piacere anche a nostra nonna, caratterizzata da un rocksteady molto swingato in stile anni ‘60. La sorpresa però arriva quando ci si rende conto che la canzone è dedicata a una puledra del Circo ed è cantata dall’addestratore perdutamente innamorato dell’animale.

 

11 ­ Lo sputafuoco

Un artista del fuoco racconta la sua passione per l’arte della manipolazione della fiamma. Ma fuoridi metafora la canzone parla del ‘fuoco’ come metafora di energia, socialità e passione da contrapporre al ‘freddo’, alla solitudine e all’inerzia in cui molta gente si ritrova sprofondata per una ragione o per l’altra.

 

12 ­ The Lions

Il disco si comclude con una piccola rassegna al microfono dei moltissimi amici del Reggae Circus sparsi in giro per l’Italia, tra cui i siciliani Shakalab, il napoletano Marcello Coleman (Almamegretta), i milanesi Junior Sprea e Gamba The Lenk, gli Aquilani Dabadub e i romani Kutso. Anche in questo caso i leoni fuggiti dalla gabbia del domatore diventano un simbolo di libertà, di ribellione e di autodeterminazione.

 

THE REGGAE CIRCUS di Adriano Bono – Il Progetto

The Reggae Circus è il nome dello spettacolo itinerante ideato e diretto da Adriano Bono, ex­cantante di Radici Nel Cemento, dal Settembre 2009 impegnato in numerosi progetti da solista.

Lo spettacolo ha debuttato nella primavera del 2009 a Roma, e da allora il seguito di fan e ammiratori è cresciuto esponenzialmente grazie alla sua formula vincente che consiste nel felice connubio tra musica Reggae e spettacolo circense, un mix che non si era mai visto prima e che non ha eguali nel mondo.

Il Reggae Cicus può sembrare a prima vista una normale serata Reggae ma in realtà è molto più di un semplice concerto. L’idea di fondo è quella di fondere la musica Reggae (in tutte le sue declinazioni, dal calypso al Rocksteady, dallo Ska al Dub elettronico) con la spettacolarità dell’arte circense.

Il motore dello spettacolo è la resident band del Reggae Circus, la Torpedo Sound Machine, una macchina del suono potentissima e in grado di sonorizzare ogni tipo di intervento artistico sopra e sotto il palco.

Quindi tra i vecchi successi di Adriano Bono e le canzoni scritte apposta per lo show il pubblico si ritrova improvvisamente ad ammirare il numero spettacolare di uno sputafuoco sul palco mentre la band suona una base di Dub tribale; oppure un numero di giocoleria su una base calypso; o clownerie di ogni genere in giro per la sala; una banda marciante che irrompe nel cuore della pista in mezzo al pubblico; un numero di ballerine in abiti esotici; acrobazie sui trampoli e mille altre sorprese sopra o sotto il palco, in un susseguirsi vorticoso di numeri musicali e di arte varia che lasciano gli spettatori con la bocca aperta per lo stupore e in continua fibrillazione.

Il cast artistico del Reggae Circus è sempre diverso, attingendo da un vasto network di artisti circensi e di strada che variano ad ogni edizione, e in funzione del budget e della location lo spettacolo può modularsi e adattarsi alle esigenze dell’occasione, dalle serate al chiuso nei club, ai Festival, alle piazze e ogni altra possibile location.

Non dimenticando mai anche la vocazione sociale della musica Reggae le varie edizioni delle spettacolo vengono spesso dedicate ad un tema specifico, invitando ospiti speciali legati a quel tema e adattando i numeri circensi dello spettacolo, per esempio inserendo in scaletta acrobazie sul monociclo per una edizione dedicata all’argomento “bicicletta”, e via dicendo.

La resident­band inoltre è in grado di supportare qualsiasi cantante, e così sulla pista del Circo più Reggae del Mondo spesso e volentieri passano in qualità di ospiti speciali artisti del calibro di Roy Paci, Zulu dei 99posse, Bunna degli Africa Unite, Mama Marjas e moltissimi altri, spesso anche all’insegna dell’improvvisazione con artisti locali.

Quello che poteva essere un semplice concerto Reggae si trasforma così in una grande festa­evento che non può fare a meno di catturare la curiosità e l’attenzione sia del pubblico specializzato nel Reggae sia di un pubblico assolutamente occasionale

 

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