SPARTITI LE DATE DEL TOUR ESTIVO ” AUSTERITA’ “

1 Giugno 2016

Spartiti mail

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SPARTITI

AUSTERITA’

TOUR ESTIVO

Per vedere il video di “Austerità”: https://www.youtube.com/watch?v=7lh_9nZHGLY

Tutte le date indicate sono ad ingresso gratuito.

Domenica 5 Giugno – BOLOGNA – Biografilm festival – Parco del Cavaticcio

Giovedì 9 Giugno – SOLIERA (MO) – Festa del Racconto – Piazza della Repubblica

Venerdì 17 Giugno – COPPARO (FE) – Summer Days festival – parco Verde – Villa Zardi

Sabato 18 Giugno – REGGIO EMILIA – Festa Provinciale Fiom

Sabato 25 Giugno – ODERZO (TV) – Parco delle Piscine – Festival del Bene Comune

Venerdì 1 Luglio – LOREO (RO) – Ora d’aria festival – Cortile ex Carcere – Biblioteca

Sabato 2 Luglio – PESARO – Pesaro Film Festival

Giovedì 14 Luglio – CECINA (LI) – Meeting Internazionale Antirazzista

Martedì 19 Luglio – SESTO SAN GIOVANNI (MI) – Carroponte

Venerdì 5 Agosto – CARPI (MO) – Coccobello – Chiostro di San Rocco

Domenica 11 Settembre – ACQUAVIVA di MONTEPULCIANO (SI) – Live Rock festival

Dopo il grandissimo successo del tour primaverile nei club e nei teatri, che ha registrato diversi sold out, Spartiti, il duo composto da Max Collini e Jukka Reverberi, si rimette in marcia per presentare “Austerità”, l’album d’esordio, in alcuni tra i principali festival indipendenti musicali, teatrali, cinematografici e letterari della penisola. Il primo appuntamento è per domenica 5 giugno, a Bologna: Max Collini e Jukka Reverberi saranno ospiti del Biografilm Festival. Il calendario è in continua evoluzione: successivamente vi comunicheremo ogni aggiornamento.

Spartiti è il duo formato da Jukka Reverberi dei Giardini di Mirò e da Max Collini degli Offlaga Disco Pax e “Austerità” (Woodworm, distribuz. Audioglobe) è il loro album d’esordio: ha ottenuto in pochi mesi ottime recensioni, che l’hanno definito un piccolo gioiello di storie, volti e fascinazione sonora. L’album arriva dopo circa sessanta concerti negli ultimi due anni e un ep dal vivo realizzato in perfetta autoproduzione e già esaurito da tempo.

La pagina ufficiale, sempre aggiornata, è: www.facebook.com/Spartiti

Label: woodwormusic@gmail.com

Booking: Antenna Music Factory, info@antennamusicfactory.com

Qui un estratto di rassegna stampa:

http://www.bigtimeweb.it/news/146-spartiti-max-collini-e-jukka-reververi-/3954-spartiti-estratto-di-rassegna-stampa-di-qausteritaq

 

SPARTITI – AUSTERITA’

(Cd+Libro; 2LP vinile)

( Woodworm /Audioglobe)

Austerità è il primo capitolo ufficiale di Spartiti ed è il compimento di un percorso che Jukka Reverberi (Giardini di Mirò, CrimeaX e molti altri progetti) e Max Collini (Offlaga Disco Pax) hanno intrapreso, inizialmente con piglio estemporaneo e decisamente frammentario, nell’oramai lontano 2007 e che nel corso del tempo è diventato molto più strutturato. Talmente più strutturato che al momento di darsi un nome che codificasse il passaggio da semplice divagazione fuori dai propri ambiti abituali ad esperienza artistica autonoma e progressiva i due hanno scelto quello che di norma identifica la musica scritta, formale e immutabile. C’è, ma era inevitabile visti i soggetti in campo, una parte di surrealismo militante in questo definirsi, visto che nessuno dei due viene dalla musica classica, esclusa qualche polverosa lezione di piano presa da Collini durante i governi di unità nazionale. Austerità nasce dal cementarsi di un sodalizio che prima di affrontare questo esordio ha macinato decine di concerti negli ultimi due anni. Quegli spettacoli

hanno forgiato un repertorio consistente e una cifra stilistica propria rispetto alle molteplici esperienze che il duo ha accumulato separatamente altrove. Austerità segna anche il passaggio di Spartiti dalla fierissima e totale autoproduzione del primo periodo al contratto con Woodworm, ambiziosa indipendente che accompagnerà questa nuova fase, fase che evoca fin dal minimalismo avanguardista delle grafiche di copertina il novecento prossimo venturo, confidando nel perdono di Kazimir Malevič. L’album verrà distribuito da Audioglobe in due formati: un sontuoso e curatissimo libro+cd e un classico doppio Lp in vinile, i cui artwork suprematisti sono stati realizzati da Tomm Belletti (Secret Furry Hole). Quale che sia la vicenda antecedente alle registrazioni, non si tratta di certo della fotografia di un esistente già consolidato, perché l’indole rimane quella dei due passi in avanti e uno indietro. Dopo un primo vagito con sei brani, registrato dal vivo nel 2014 (ed esaurito da mesi) una volta trovatisi in studio Max e Jukka hanno preferito non soffermarsi esclusivamente su quanto già caratterizzava le esibizioni sul palco, cercando di andare oltre, sia in termini di scelte testuali e che nelle ambientazioni sonore. Il risultato finale è stato che quelle che nascevano come narrazioni in molti casi sono diventate vere e proprie canzoni, per quanto non convenzionali, e che le storie più lunghe sono state quasi sempre sacrificate sull’altare della sintesi. Di quella prima autoproduzione è sopravvissuto quindi un solo brano (Vera) e una buona metà dei pezzi del disco sono completamente inediti e mai proposti nel lunghissimo tour conclusosi nella scorsa estate. Nell’opera sono perfettamente Spartiti anche i compiti, come sempre. A Jukka la produzione artistica (coadiuvato in studio da Andrea Rovacchi al Bunker di Rubiera), le musiche, gli arrangiamenti, il suono e la coesione complessiva del lavoro, responsabilità affrontate per la prima volta da solo nella loro interezza. A Max le scelte letterarie, la scrittura, la voce, l’ansia, la leggerezza e, a tratti, perfino la laconicità.

L’Austerità del titolo, nell’accezione berlingueriana del termine, è il punto di incontro delle culture letterarie di Max (classe 1967) e quelle musicali di Jukka, nato nel ’76 e diventato adulto in un mondo in cui il Partito Comunista Italiano “non esisteva più” e in cui quel vuoto è stato colmato, almeno in parte, dalla sua instancabile passione per la musica altra. È stato proprio a partire dai primi esperimenti con Reverberi che Max ha iniziato a cimentarsi con testi letterari contemporanei e tratti dal lavoro di altri autori, a cui poi ha aggiunto l’arredo dei propri, in un labile equilibrio mantenuto anche nell’album. Un album che cerca di essere coerente al principio secondo cui la musica è politica prima nei modi in cui si propone che per suoni o contenuti.

Tra le scelte stilistiche relative alla parte musicale spicca l’assenza di drum machine e batterie programmate, lasciando il compito delle ritmiche esclusivamente ai campionamenti. L’ambiente risulta eterogeneo, ma la convivenza di più registri è sempre funzionale alla narrazione e si coglie ugualmente una sensibilità univoca sia negli arrangiamenti che nel senso melodico complessivo. Da tutto questo scaturisce un album nel quale, caso ormai raro nel grande prato verde della musica indipendente italiana, la new wave e gli anni ottanta risultano, in merito al suono, non pervenuti.

L’incipit è Io non ce la faccio, che è anche l’inizio di uno dei libri più belli di Paolo Nori (Bassotuba non c’è). Segue a ruota Austerità, il primo singolo, la canzone che dà il titolo al disco e la chiave di volta che ha trasformato le ambizioni principalmente narrative di Spartiti in un laboratorio emotivo e sonoro dalle conseguenze imprevedibili. Al paragrafo successivo troviamo Babbo Natale, un brano in cui il lutto ideologico di intere generazioni di italiane e italiani viene elaborato attraverso gli occhi di un bambino (il testo è tratto da un racconto di Simone Lenzi dei Virginiana Miller). Non c’è però spazio solo per il minimo comun denominatore in questo disco, che affronta da par suo in Sendero Luminoso anche il massimalismo di Abimaél Guzman, il “compagno Gonzalo”, in un esilarante documento redatto da Arturo Bertoldi e Max Collini nel 1986. Segna la metà ideale dell’album Vera,il pezzo più lungo e l’unico già edito nel cd dal vivo originario.

Baglioreci restituisce invece epoche recenti ed è un delicatissimo ritratto di esistenze incrociatesi per brevi frammenti e poi separate per sempre da eventi biblici.

Non crediamo che agli sportelli di un piccolo istituto di credito cooperativo sia mai stata dedicata una canzone, ma i tempi sono davvero maturi per Banca Locale. Allo scoccare della citazione (de) Gregoriana che conclude il brano precedente ha inizio Nuova Betlemme, stupefacente ricostruzione storica delle vicende del medico Basilio Albrisio, l’unico eretico di Reggio Emilia che venne processato a Roma dall’Inquisizione.

Austerità si conclude al nono giro, dove Ti aspettocontribuisce alla definitiva soluzione dei vostri problemi sentimentali. Il testo di Simona Vinci, dal suo libro “Stanza 411”, non fa prigionieri, mentre l’unica chitarra acustica che ha trovato posto nell’album rimane a consolarci nel deserto rosso dell’amore sconfitto.