ROMA JAZZ FESTIVAL – AVVISO IMPORTANTE – SPOSTAMENTO DEL CONCERTO DI CORY HENRY & THE FUNK APOSTLES A DOMANI, 24 LUGLIO, CAUSA MALTEMPO. PROGRAMMA DEI CONCERTI DAL 24 AL 26 LUGLIO: CORY HENRY, DEE DEE BRIDGEWATER, TANOTRIO, PAOLO FRESU / CHANO DOMINGUEZ
ROMA JAZZ FESTIVAL 2018
Programma dei concerti dal 24 al 26 luglio
Casa del Jazz, Parterre / Farnesina Social Garden
AVVISO IMPORTANTE: il concerto di CORY HENRY & THE FUNK APOSTLES, previsto per stasera nell’ambito della manifestazione del Roma Jazz Festival 2018, è stato rinviato a domani sera, 24 luglio, a causa delle avverse condizioni meteorologiche a Roma. Il concerto di domani si terrà alle ore 21.30 al Parterre – Farnesina Social Garden.
I biglietti acquistati sono validi per il concerto di domani.
Martedì 24 Luglio – Parterre / Farnesina Social Garden
Ore 21.30 I Ingresso 18 euro
CORY HENRY & THE FUNK APOSTLES
Cory Henry, tastiere; Nicholas Semrad, tastiere; Sharay Reed, basso; TaRon Lockett, batteria; Adam Agati, chitarra; Tiffany Stevenson e Denise Stoudmire, coro.
Originario di Brooklyn, Cory Henry ha debuttato nel mondo della musica a soli sei anni, all’Apollo Theatre di Harlem. A 19 anni è entrato a far parte della touring band dell’icona del jazz Kenny Garrett. Noto ai più per la sua militanza negli Snarky Puppy, il super gruppo jazz-fusion salutato da Rolling Stone come “uno dei gruppi più versatili del pianeta in questo momento”, Henry è anche un musicista di razza.
Tastierista eccellente, prima di dedicarsi ai progetti da solista con i quali ha scalato le classifiche Jazz di BillBoard, ha suonato con Bruce Springsteen, The Roots, P. Diddy e Yolanda Adams.
Per il progetto con i Funk Apostles, Henry ha messo insieme i musicisti che ha incontrato sul suo cammino nel corso degli anni, creando un’autentica all-star band.
Il chitarrista Adam Agati, che ha scritto con Henry i testi dell’album, ha lavorato con tutti, da Booker T. Jones a Ludacris, mentre il bassista Sharay Reed ha suonato con Patti LaBelle, Aretha Franklin e Chakha Khan, solo per citarne alcuni. L’incontro con il batterista TaRon Lockett è avvenuto mentre suonava con gli Snarky Puppy, ma Lockett vanta collaborazioni con alcuni dei più grandi nomi del R & B tra cui Erykah Badu e Montell Jordan. Infine, il tastierista Nick Semrad ha lavorato con Miss Lauryn Hill, Bilal e Gabriel Garzon-Montano.
Con i suoi “Apostoli”, Henry predica il vangelo di un jazz in cui funk, gospel e sintetizzatori si mescolano, dando vita a una miscela intrigante e colta, eppure immediatamente riconoscibile.
Martedì 24 Luglio – Casa del Jazz
Ore 21.00 I Ingresso 28 euro
DEE DEE BRIDGEWATER – MEMPHIS… YES, I’M READY
Dee Dee Bridgewater, voce; Barry Campbell, basso; Charlton Johnson, chitarra; Bryant Lockhart , sax; Sharisse Norman e Shontelle Norman Beatty, coro; Curtis Pulliam, tromba; Carlos Sargent, batteria; Dell Smith, piano, organo.
Considerata da più parti una delle ultime dive del jazz internazionale, Dee Dee Bridgewater è un’instancabile esploratrice della musica nera. L’artista, con alle spalle una carriera iniziata nei primi anni Settanta, è stata premiata tre volte con il Grammy Award: due volte per l’acclamatissimo tributo a Ella Fitzgerald (Dear Ella) e nel 2011 per l’album dedicato a Billie Holiday (To Billie With Love From Dee Dee).
Dotata di un timbro vocale caldo e avvolgente, la cantante statunitense con il progetto “Memphis… Yes, I’m Ready” rende omaggio alla città che nel 1950 l’ha vista nascere fondendo con inusitata maestria soul, blues e r’n’b.
Bridgewater con quest’ultima interpretazione rende omaggio ai maestri della musica afroamericana come Al Green, Otis Redding e B.B. King, spogliandosi di quei virtuosismi in cui pure eccelle per arrivare al cuore di una musica che è ormai patrimonio universale.
Se, infatti, da un lato le interpretazioni di Bridgewater ricalcano i brani originali per restituire loro nuova linfa, dall’altro la cantante di Memphis infonde a ogni cover la sua personale visione della musica e dell’arte, regalando l’ennesima, intensa prova di una carriera memorabile.
Mercoledì 25 Luglio – Casa del Jazz
Ore 21.00 I Ingresso 20 euro
TANOTRIO feat. GEORGE GARZONE & LEO GENOVESE
George Garzone, sax tenore; Leo Genovese, piano; Daniele Germani, sax alto; Stefano Battaglia, contrabbasso; Juan Chiavassa, batteria.
I TanoTrio sono una formazione nata nell’autunno del 2016 a Boston (USA), composta da Daniele Germani al sax alto, Stefano Battaglia al contrabbasso e Juan Chiavassa alla batteria. Autori di un jazz dalla forte influenza melodica, la loro musica è caratterizzata da chiare contaminazioni con il free e la musica classica contemporanea di tradizione europea e statunitense. Il repertorio presenta brani originali e rivisitazioni di standard della tradizione jazzistica americana che spaziano da John Coltrane, Wayne Shorter fino a Ornette Coleman.
Al Roma Jazz Festival, il TanoTrio si esibirà insieme a due musicisti straordinari: George Garzone al sax tenore e Leo Genovese al piano.
Garzone, di origini calabresi ma nato e cresciuto a Boston, è ritenuto uno dei sassofonisti migliori al mondo. Diplomatosi al Berklee College of Music, Garzone ha peraltro elaborato un sistema improvvisativo denominato “approccio triadico cromatico”, avendo come propri studenti – tra gli altri – Joshua Redman, Branford Marsalis e Mark Turner. Da qui ha inanellato una serie di collaborazioni prestigiose tra le quali spiccano quelle con Kenny Barron, Harvie S, Danny Gottlieb, John Patitucci, Bill Stewart, Joe Lovano, Gary Peacock, Cecil McBee, Dave Holland e tanti altri.
Leo Genovese, pianista argentino classe 1979, è un musicista raffinato considerato una delle rivelazioni del jazz degli ultimi anni. L’artista, tra le altre cose, è anche un sassofonista oltre che arrangiatore per la contrabbassista e cantante Esperanza Spalding.
Genovese ha già pubblicato tre album a suo nome: Haikus II, Unlocked e il più recente Seeds, nei quali ha affinato un pianismo sofisticato e ipnotico.
Giovedì 26 Luglio – Casa del Jazz
Ore 21.00 I Ingresso 20 euro
PAOLO FRESU / CHANO DOMINGUEZ DUO
Paolo Fresu, tromba; Chano Dominguez, pianoforte.
Quella fra il funambolico trombettista Paolo Fresu e Chano Dominguez, eccezionale pianista spagnolo tra più conosciuti della scena jazz internazionale, è una di quelle alchimie rare.
Questo duo, infatti, incarna appieno la bellezza dell’incontro tra due musicisti di enorme talento. Dominguez è uno degli esponenti più importanti della storia del flamenco-jazz. Un musicista che in oltre 40 anni di carriera ha condiviso il palco insieme ad alcuni leggendari jazzisti, tra i quali Wynton Marsalis, Paquito D’Rivera, Jack DeJohnette, Herbie Hancock, Gonzalo Rubalcaba, Chucho Valdés, Joe Lovano, George Mraz. Oltre ad aver collaborato con insigni connazionali quali Paco De Lucia, Enrique Morente, Martirio e Tomatito.
Fresu, dal canto suo, è uno dei più acclamati musicisti italiani, che ha registrato oltre quattrocento dischi di cui circa 90 a proprio nome o in leadership e altri con collaborazioni
internazionali (etichette francesi, tedesche, giapponesi, spagnole, olandesi, svizzere, canadesi, greche) spesso lavorando con progetti ‘misti’ come Jazz-Musica etnica, World Music, Musica contemporanea, Musica Leggera, Musica antica e molto altro.
In questo progetto i due musicisti si cimentano in un dialogo in musica che mette in luce le rispettive sensibilità, privilegiando proprio l’incontro di due diversi modi di intendere la musica e valorizzando da un lato la storica passione flamenca di Dominguez e, dall’altro, la purezza del suono della tromba di Fresu e la sua spontaneità.
