ROMA JAZZ FESTIVAL 2018 – PROGRAMMA DEI CONCERTI DAL 9 AL 16 LUGLIO: LICAONES, CAMILLE BERTAULT TRIO, TONY ALLEN, ODDISEE & GOOD COMPNY, CHICK COREA AKOUSTIC BAND, GIOVANNI GUIDI / FABRIZIO BOSSO, KNOWER, STEFANO BOLLANI – QUE BOM – Auditorium Parco della Musica, Casa del Jazz, Parterre / Farnesina Social Garden
ROMA JAZZ FESTIVAL 2018
Programma dei concerti dal 9 al 15 luglio
Auditorium Parco della Musica, Casa del Jazz, Parterre / Farnesina Social Garden
Lunedi 9 Luglio – Casa del Jazz
ore 21.00 | Ingresso 18 euro
LICAONES
Mauro Ottolini, trombone; Francesco Bearzatti, sax; Oscar Marchioni, organo; Paolo Mappa, batteria.
Animati da un approccio giocoso e ironico alla musica e da un gusto per l’improvvisazione più genuina, i Licaones sono una formazione acid-jazz, giunta alla ribalta nel 2006 con il disco “Licca-Lecca”, premiato dal pubblico con oltre 10.000 copie vendute.
Il quartetto è autore di una musica intrisa di sonorità funky e blues, con brani a metà tra il puro e semplice divertissement e composizioni più elaborate.
Un jazz, quello di questo quartetto, che insieme ai fiati di Ottolini e Bearzatti, due solisti di prim’ordine che negli ultimi anni si sono affermati tra le figure di spicco del jazz italico, trova la sua perfetta quadratura grazie alle tastiere di Marchioni e al drumming trascinante di Paolo Mappa.
La forza dei Licaones sta nel dare vita a melodie ballabili e a un jazz immediato, che si fa apprezzare per la vivacità della sua proposta e la sua riconoscibilità.
Mercoledi 11 Luglio – Casa del Jazz
ore 21.00 | Ingresso 20 euro
CAMILLE BERTAULT TRIO – PAS DE GÉANT
Camille Bertault, voce; Fady Farah, pianoforte; Christophe Minck, contrabbasso.
Il successo, per Camille Bertault, parigina trentenne, è arrivato quasi per caso, come un gioco. È il 2015: respinta a un esame in Conservatorio, torna a casa e, per sfogarsi, decide di intonare dei versi appena scritti sulla base del celebre assolo di John Coltrane in “Giant Steps”.
Il risultato è strepitoso e il video, grazie alle straordinarie doti canore di Bertault, diventa virale. In breve tempo apre un suo canale Youtube raccogliendo un numero crescente di follower e attirando l’attenzione del mercato discografico.
Nel 2016 incide il suo primo album En Vie (Sunnyside), e all’inizio del 2018 il secondo, Pas de géant (Okeh/Sony Music) che porterà sul palco del Roma Jazz Festival con il suo trio composto da Fady Farah, pianoforte e Christophe Minck, contrabbasso.
Bertauld si distingue per un virtuosismo di cui, nonostante la giovane età, dimostra di avere piena padronanza e che si dispiega in una tecnica vocale notevole, unita a una musicalità naturale e del tutto fuori dal comune.
Venerdi 13 Luglio – Casa del Jazz
Ore 21.00 | Ingresso 25 euro
TONY ALLEN – THE SOURCE
Tony Allen, batteria; Cesar Anot, basso; Jean François Kellner, chitarra; Jean Phi Dary, tastiera; Nicolas Giraud, tromba; Yann Jankielewicz, sax e tastiera; Patrick Gorce, percussioni.
Tony Allen è un musicista che non ha bisogno di presentazioni. Ritenuto uno dei più grandi e influenti batteristi contemporanei, Allen non ha mai preso lezioni di musica, studiando da autodidatta, ispirato dallo stile di Art Blakey e Max Roach. Considerato il pioniere dell’Afrobeat, è noto il suo lavoro insieme a Fela Kuti con il quale ha sviluppato un nuovo groove africano, oltre che per una discografia che vanta oltre 30 album.
Allen è conosciuto dal grande pubblico anche per il suo eclettismo, che nel corso della sua carriera lo ha portato a collezionare collaborazioni anche al di fuori della galassia jazzistica. Dai Red Hot Chili Peppers a Damon Albarn, passando per la collaborazione con Charlotte Gainsbourg fino a quella con il padrino della techno Jeff Mills.
Nel suo ultimo album, The Source, suo disco di debutto per la Blue Note Records nel 2017, Allen fa confluire le due anime della sua musica, il jazz e l’Afrobeat, facendo tesoro delle esperienze e delle sonorità con le quali è entrato in contatto nel corso di cinquant’anni di carriera, e definendo questa sua ultima fatica in studio come il suo miglior lavoro mai realizzato.
Sabato 14 Luglio – Parterre / Farnesina Social Garden
ore 21.30 | Ingresso 18 euro
ODDISEE & GOOD COMPNY
Oddisee, voce; Oliver St louise, chitarra, cori; Dennis Turner, basso, basso synth, direttore artistico; Ralph Washington, tastiere, cori; Richard Patterson, mpc, cori; Jon Laine, batteria, cori.
Classe 1985, nato a Washington DC ma residente a Brooklyn, di origine sudanese e musulmano, Oddisee si è imposto negli ultimi anni come uno degli artisti hip hop più completi, capace di spaziare dal suo rap d’autore a produzioni musicali mai scontate. Un musicista contemporaneo ma anche un pensatore che, spesso, grazie alla sua musica dà spunti di riflessione all’ascoltatore.
ll suo ultimo album si intitola The Iceberg: dodici tracce in cui il rapper parla di denaro, sesso, politica, razza e religione, legando questi temi alle individualità e alle identità, rendendoli dunque complessi e connettendoli al presente. Musicalmente ci sono molte influenze soul ma anche jazz, gospel, r&b e non manca qualche beat più duro. I suoi riferimenti sono Roy Ayers, Bob James, Fela Kuti, e i grandi protagonisti maestri della black music degli anni ’70.
Sabato 14 Luglio – Cavea Auditorium Parco Della Musica
ore 21.00 | Ingresso 34.50/40.25/51.75/48.30/57.50 euro
CHICK COREA AKOUSTIC BAND
Chick Corea, piano; John Patitucci, basso; Dave Weckl, batteria.
Nota come una delle formazioni di maggiore successo del gigante Chick Corea, la Akoustic Band è un progetto che vede al basso John Patitucci e alla batteria Dave Weckl, tutti collaboratori di vecchia data del pianista di Chelsea, che si riuniscono dopo 20 anni. La band – composta da tre stelle di prim’ordine del jazz mondiale – nasce con l’obiettivo di riprendere standard jazz e brani originali di Corea, restituendo freschezza a ogni composizione.
Tra strutture ritmiche complesse, linee melodiche di grande impatto e i voli lirici già sperimentati nella Chick’s Electrik Band, la musica di questo trio è percorsa da un’instancabile energia e da un favoloso interplay tra i singoli musicisti.
Insieme sul palco sotto le stelle della Cavea l’energia illimitata di Chick al pianoforte, l’impareggiabile maestria di John al basso e l’inconfondibile brillantezza di Dave alla batteria daranno vita a un concerto indimenticabile.
Domenica 15 Luglio – Casa del Jazz
ore 21.00 | Ingresso 18 euro
GIOVANNI GUIDI/ FABRIZIO BOSSO – NOT A WHAT
Fabrizio Bosso, tromba; Aaron Burnett, sax tenore; Giovanni Guidi, pianoforte; Dezron Douglas, contrabbasso; Joe Dyson, batteria.
«Il jazz non è un “cosa” ma un “come”», diceva Bill Evans. Da questa famosa citazione del pianista statunitense prende le mosse il nuovo progetto di Giovanni Guidi e Fabrizio Bosso, Not a What. Due artisti – Guidi e Bosso – che, in modo diverso, hanno lasciato un segno nel jazz italiano e internazionale, uniti dalla stessa tensione verso la ricerca di sonorità originali. Guidi è un pianista che vanta una lunghissima collaborazione con Enrico Rava, e che, dopo alcune incisioni per CAM Jazz è approdato alla blasonata etichetta ECM, con cui ha già registrato tre album da leader. Bosso è uno dei trombettisti italiani più apprezzati, giunto ormai ai vertici mondiali del suo strumento, dopo aver inciso da leader per Blue Note, Verve e Warner. I due artisti, dopo l’incontro a Umbria Jazz 2017, hanno deciso di dare vita a un’idea comune, unendo le rispettive sensibilità artistiche e creare qualcosa di nuovo. In questo progetto hanno scelto di farsi accompagnare da tre giovani talenti della scena jazz newyorchese, a cominciare dal batterista Joe Dyson, tra i più richiesti giovani batteristi oggi in circolazione. Con loro ci saranno Aaron Burnett, sax tenore che ha collaborato con nomi del calibro di Wynton Marsalis, Esperanza Spalding e Kurt Rosenwinkel e Dezron Douglas contrabbassista già con Ravi Coltrane e Louis Hayes, Cyrus Chestnut).
Lunedì 16 Luglio – Parterre / Farnesina Social Garden
Ore 21.30 I Ingresso 18 euro
KNOWER
Genevieve Artadi voci; Louis Cole – batteria/ voci; Rai Thistlethwayte – tastiere; Jacob Mann- tastiere; Sam Wilkes – Basso
I Knower sono un duo di musica elettronica di stanza a Los Angeles attivo dal 2009, formato dal batterista e produttore Louis Cole e dalla cantante Genevieve Artadi. Ibrido affascinante tra dubstep, funk e rock, il duo ha riferimenti ben precisi: dai Massive Attack a James Brown, da Natalie Cole ai Prodigy, Cole e Artadi non ha paura di mescolare i generi e dare vita a una miscela esplosiva che trova, nell’elettronica, il collante ideale.
L’esordio discografico dei Knower, avvenuto nel 2010, raccoglie un discreto successo sia di critica che di pubblico. Il loro ultimo album in studio si intitola Life ed è stato prodotto in maniera indipendente attraverso la loro pagina di Bandcamp.
I Knower hanno aperto i concerti per band del calibro dei Red Hot Chili Peppers nel 2017 e musicisti come Thundercat, raccogliendo anche consensi da mostri sacri come Quincy Jones grazie alla loro miscela di groove esplosivi, la calda sensualità delle voci e i loro paesaggi sonori elettro-acustici. Dal vivo saranno accompagnati dalle note del sax di Sam Wilkes e da Sam Gendel alle tastiere.
Una musica, la loro, con un’estetica che si ispira direttamente alla fantascienza anni 80 e che attinge a piene mani – sia per quel che concerne i suoni, che per quanto riguarda i video – all’immaginario dei videogame di quel periodo.
Un mix unico che fa dei Knower una delle proposte più originali e interessanti della nuova scena elettronica contemporanea.
Lunedi 16 Luglio – Cavea Auditorium Parco Della Musica
Ore 21.00 I Ingresso 30/35/40 euro
STEFANO BOLLANI – QUE BOM
Stefano Bollani, piano; Jorge Helder, contrabbasso; Jurim Moreira, batteria; Armando Marçal, percussioni; Thiago da Serrinha, percussioni.
Quello tra Stefano Bollani e il Brasile è un amore di vecchia data, che aveva già portato l’istrionico pianista al grande successo dell’album e del tour omonimo Carioca del 2007, che vendette più di 70.000 copie. Nello stesso anno, il pianoforte a coda di Bollani suonò nel mezzo della favela di Pereira de Silva per un concerto evento di risonanza mondiale. Prima di lui era entrato a suonare il piano in una favela solo Antonio Carlos Jobim.
Adesso Bollani ritorna a quelle sonorità che tanto gli sono care con il progetto Que Bom, album dato alle stampe a maggio 2018 e protagonista di un tour mondiale questa estate.
Il nuovo disco è stato interamente realizzato a Rio de Janeiro, nel cuore pulsante della musica brasiliana, ed è composto di soli brani inediti e originali di Bollani. A rendere ancora più preziosa quest’ultima fatica del pianista italiano c’è la presenza, nel disco e sul palco, di alcuni tra musicisti più rappresentativi della scena brasiliana contemporanea.
Dal contrabbassista Jorge Helder al batterista Jurim Moreira, passando per Armando Marçal alle percussioni. Artisti molto amati da Bollani, affiancati qui da Thiago da Serrinha, celebre percussionista di fama internazionale.
