ROMA JAZZ FESTIVAL 2018 – PROGRAMMA DEI CONCERTI DAL 21 AL 23 LUGLIO: KAMAAL WILLIAMS, COREY HARRIS, CORY HENRY, VIJAY IYER. Casa del Jazz, Parterre / Farnesina Social Garden
ROMA JAZZ FESTIVAL 2018
Programma dei concerti dal 21 al 23 luglio
Casa del Jazz, Parterre / Farnesina Social Garden
Sabato 21 Luglio – Parterre / Farnesina Social Garden
Ore 21.30 I Ingresso 18 euro
KAMAAL WILLIAMS
Kamaal Williams – tastiere; Dexter Hercules – batteria; Pete Martin – basso
Jazz, hip-hop, boogie, funk e Afrobeat: c’è tutto questo nella musica del dj e tastierista Kamaal Williams. Al secolo, Henry Wu, londinese, è autore di una musica che sfugge a qualsiasi classificazione ma capace di condensare l’essenza dei sobborghi londinesi dai quali proviene e dove si è fatto le ossa, suonando nei pub di Peckam e Camberwell.
Wu è stato fondatore, con Yussef Dayes, della band rivelazione Yussef Kamaal, al vertice delle classifiche con uno dei migliori album del 2016 Black Focus, che molto ha fatto parlare di sé attirando un pubblico di giovanissimi amanti della black music e non solo.
Terminata in modo burrascoso la proficua collaborazione con Dayes, Wu ha dato alle stampe, con la sua etichetta da poco creata (Black Focus) l’album The Return a nome Kamaal Williams, progetto considerato come la naturale evoluzione del duo Yussef Kamaal.
Con Pete Martin al basso e MckNasty alla batteria, trovano ancora più spazio suoni e stimoli provenienti dalle strade londinesi, spoken words e funk.
Il risultato è una musica capace di farsi specchio della multiculturalità britannica, incarnata dallo stesso Wu (ha origini cinesi ed è musulmano) attraverso un acid-jazz che si rifà molto alle sonorità morbide degli anni Novanta.
L’aver poi lavorato come dj, consente al jazz di Wu di muoversi agevolmente attraverso i generi, assorbendo e rielaborando a piacimento influenze tra le più eterogenee e dando vita a una musica attuale e affascinante.
Domenica 22 Luglio – Casa del Jazz
Ore 21.00 I Ingresso 15 euro
COREY HARRIS ACOUSTIC TRIO – LET’S HAVE AN ACOUSTIC NIGHT
Corey Harris, chitarra e voce; Hook Herrera, armonica e voce; Lino Muoio, mandolino.
Nato a Denver, Corey Harris rappresenta uno dei più importanti e migliori esponenti del blues legato alla tradizione. Cantante dalla voce potente e intensa, chitarrista esperto la cui arte musicale è intrisa di riflessioni sulle circostanze storiche e culturali che hanno dato vita al blues, Harris si è distinto negli anni come un musicista dal talento cristallino.
Con uno stile saldamente legato alla tradizione, ma al contempo capace di aprirsi a contaminazioni e influenze diverse, il chitarrista è stato scelto da Martin Scorsese come interprete del film documentario Dal Mississippi al Mali (capolavoro della serie “The Blues”). Per il film, Harris ha scritto e interpretato anche la splendida colonna sonora Mississippi To Mali.
Sul palco, Corey Harris mescola lo spirito crudo del Delta Blues con una notevole varietà di influenze che vanno da New Orleans ai Caraibi passando per l’Africa.
In questo nuovo progetto musicale in acustico, il chitarrista si fa accompagnare da musicisti di indiscusso talento quali Hook Herrera all’armonica e Lino Muoio al mandolino, creando trame sonore caleidoscopiche nelle quali l’antico e il moderno si fondono, all’insegna di una semplicità mai spoglia, ma dotata di un’intensità rara.
Lunedì 23 Luglio – Parterre / Farnesina Social Garden
Ore 21.30 I Ingresso 18 euro
CORY HENRY & THE FUNK APOSTLES
Cory Henry, tastiere; Nicholas Semrad, tastiere; Sharay Reed, basso; TaRon Lockett, batteria; Adam Agati, chitarra; Tiffany Stevenson e Denise Stoudmire, coro.
Originario di Brooklyn, Cory Henry ha debuttato nel mondo della musica a soli sei anni, all’Apollo Theatre di Harlem. A 19 anni è entrato a far parte della touring band dell’icona del jazz Kenny Garrett. Noto ai più per la sua militanza negli Snarky Puppy, il super gruppo jazz-fusion salutato da Rolling Stone come “uno dei gruppi più versatili del pianeta in questo momento”, Henry è anche un musicista di razza.
Tastierista eccellente, prima di dedicarsi ai progetti da solista con i quali ha scalato le classifiche Jazz di BillBoard, ha suonato con Bruce Springsteen, The Roots, P. Diddy e Yolanda Adams.
Per il progetto con i Funk Apostles, Henry ha messo insieme i musicisti che ha incontrato sul suo cammino nel corso degli anni, creando un’autentica all-star band.
Il chitarrista Adam Agati, che ha scritto con Henry i testi dell’album, ha lavorato con tutti, da Booker T. Jones a Ludacris, mentre il bassista Sharay Reed ha suonato con Patti LaBelle, Aretha Franklin e Chakha Khan, solo per citarne alcuni. L’incontro con il batterista TaRon Lockett è avvenuto mentre suonava con gli Snarky Puppy, ma Lockett vanta collaborazioni con alcuni dei più grandi nomi del R & B tra cui Erykah Badu e Montell Jordan. Infine, il tastierista Nick Semrad ha lavorato con Miss Lauryn Hill, Bilal e Gabriel Garzon-Montano.
Con i suoi “Apostoli”, Henry predica il vangelo di un jazz in cui funk, gospel e sintetizzatori si mescolano, dando vita a una miscela intrigante e colta, eppure immediatamente riconoscibile.
Lunedì 23 Luglio – Casa del Jazz
Ore 21.00 I Ingresso 28 euro
VIJAY IYER SEXTET – FAR FROM OVER
Vijay Iyer: piano, fender rhodes; Graham Haynes, tromba, flicorno, electronics;
Steve Lehman, sax alto; Mark Shim, sax tenore; Stephan Crump, contrabbasso; Tyshawn Sorey, batteria.
Il compositore e pianista candidato al Grammy Vijay Iyer è stato descritto da Pitchfork come “uno dei pianisti più interessanti e vitali del jazz di oggi”, oltre a essere nominato Artista dell’Anno da DownBeat per ben tre volte: nel 2012, nel 2015 e nel 2016.
Accanto ai numerosi riconoscimenti, Iyer si è distinto negli ultimi anni per le entusiasmanti uscite per la ECM, tra cui A Cosmic Rhythm with Each Stroke (2016) in duo con il trombettista Wadada Leo-Smith, e Break Stuff con il contrabbassista Stephan Crump e il batterista Mark Gilmore.
Il suo progetto in sestetto, con il quale ha dato alle stampe Far From Over (ECM, 2017), è l’ennesima prova dello straripante talento di questo pianista, qui insieme a un ensemble di improvvisatori virtuosi.
La ritmica è affidata ai partner di sempre Stephan Crump e Tyshawn Sorey, mentre ai fiati figurano Graham Haynes, Steve Lehman e Mark Shim: un’autentica all-star band che riesce, facendo perno sul lirismo di Yver, a costruire una musica percorsa da una sottile inquietudine, a tratti non priva di una sua muscolarità, che però non perde mai la sua natura solenne e a tratti ieratica.
