Nicolò Carnesi è uno dei nomi più brillanti della nuova generazione di cantautori italiani. Autore di canzoni dai testi acuti, sottili e cinici che viaggiano su sonorità elettroacustiche influenzate dalla tradizione italiana e dal british pop degli anni ’80, Nicolò rielabora svariati generi musicali, svuotando gli originali della loro identità, e riutilizzandoli come tessere per un mix inimmaginabile di suoni, richiami, melodie.
Qui di seguito del tour, che toccheranno tutta Italia. Il calendario è in continuo aggiornamento.
“BELLISSIMA NOIA” TOUR:
29.10 – Crema (CR) – CIRCOLO IL PANIERE
3.11 – Milano – BIKO
11.11 – Torino – CAP10100
12.11 – Bologna – LOCOMOTIV
18.11 – Santa Maria a Vico (CE) – SMAV
25.11 – Sant’Egidio della Vibrata (TE) – DEJA VU
26.11 – Fontanafredda (PN) – ASTRO CLUB
1.12 – Firenze – COMBO
3.12 – Roma – MONK
16.12 – Carpi (MO) – KALINKA
23.12 – Messina – RETRONOUVEAU
30.12 – Catania – LA CARTIERA
20.01 – Legnano – CIRCOLONE
28.01 – Brescia – “Quasi Adatti – La Festa Indipendente” – LATTERIA MOLLOY
Carnesi ha presentato il disco “Bellissima Noia”, con live e intervista, in programmi radio di qualità come Radio 1 Music Club, Radio 2 Mu, Radio 2 Social Club, Radio 3 La Lingua Batte, Radio Deejay Tropical Pizza e Radio 7 Live Era Ora, Radio Popolare MiniSonica e, in televisione, nel programma Splendor, in onda su Iris. “Bellissima Noia”, inoltre, è stato recensito da importanti testate nazionali.
“Il disco è, sopra ogni cosa, elegante. Vanta la finezza di chi armeggia la parola scritta con grazia, riuscendo a portarla fuori dai limiti del calendario, così che ognuno possa metterci dentro cosa preferisce.“ Il Fatto Quotidiano, recensione di Diletta Parlangeli del 30 settembre 2016
“[…] testi arguti, arrangiamenti non prevedibili e la tendenza a individuare ritornelli semplici quanto efficaci, anche quando ci si avventura in territori rischiosi e poco accomodanti (gli stop&go ne Lo scherzo infinito, la chitarra acida di Cambiamento o i 9 minuti e 47 secondi di M.I.A., tra pop, rock, psichedelia, ritmi latini e un roboante finale come non se ne sentivano da anni).”
Mucchio, recensione di Giovanni Linke – ottobre 2016
“Leggero e quasi scanzonato sul piano strettamente musicale, Carnesi slude il rischio della banalità con una scrittura poetica assai ispirata e per nulla verbosa, un valore aggiunto a canzoni che scorrono sempre molto fluide e accattivanti, quasi fossero state concepite come altrettanti singoli.”
Rockerilla, recensione di Elio Bussolino – ottobre 2016
“Possibile non apprezzarne le strutture sonore dense e qua e là kitsch dove l’elettricità interagisce con un’elettronica che sa di vintage, gli echi e gli ammiccamenti Eighties di indole psichedelica, la vena eccentrica dei testi – peraltro acuti – o i toni morbidamente evocativi di un canto che può far pensare a Battiato, Gazzè o Colapesce, ma questa terza prova adulta dell’artista palermitano […] vanta tra le sue qualità ispirazione, equilibrio e coerenza d’insieme.”
BlowUp, recensione di Federico Guglielmi – ottobre 2016
“Carnesi è ipnotico e profondo, ti cattura con tracce che sembrano nascere da un’immaginazione fuori dal normale e ti trascina dentro a testi splendidamente cinici. […]”
Rolling Stone, recensione di Michele Primi – ottobre 2016
“Il cantautore palermitano torna con un terzo album in cui il carattere si è rinforzato, i lineamenti sono delineati, e può planare con il suo timbro dissonante e disinvolto sulle composizioni.”
Rumore, recensione di Barbara Santi – ottobre 2016
“La bellissima noia cantata in questo disco è la linea di partenza di un osservatore esterno, la finestra dove si affaccia per vedere le vite, l’amore, i giochi di parole, e dove misura ogni giorno la distanza degli altri da sé, dando a quella distanza ogni volta un nome nuovo. La voce racconta, con la solita leggerezza che incanta come favole narrate da un amabile conversatore, di fotografie del quotidiano, di quello che leggiamo o guardiamo passarci vicino, del tutto intorno che spesso è in aperto conflitto con ciò che ci portiamo dentro, e la musica è una miscela dreamy di note pescate da passeggiate sul lungomare, dalle notti stellate, dal pensiero infinito di un cuore che inciampa senza cadere mai.”
Rockit.it, recensione di Margherita G. Di Fiore dell’11 ottobre 2016
“Carnesi è un cantautore di talento che, nel corso del tempo, ha saputo raffinare il suo modo di scrivere e di comporre. “Bellissima noia” in questo senso è effettivamente il suo disco più riuscito, più adulto, capace di concentrare nei nove pezzi in scaletta diverse buone idee sia dal punto di vista della forma, un pop cantautorale debitore agli anni Sessanta e agli Ottanta italiani tanto quanto all’elettronica contemporanea, che del contenuto.”
Rockol.it, recensione di Marco Jeannin del 4 ottobre 2016
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