INIT – Giovedi 28 Novembre 2013 | Ore 21.30 JAMES CHANCE AND LES CONTORTIONS

20 Novembre 2013

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INIT

Via della Stazione Tuscolana, 133 – Roma


Giovedi 28 Novembre 2013 | Ore 21.30

JAMES CHANCE AND LES CONTORTIONS

Ingresso 12eu |  Ridotto 10eu


Torna a Roma il funambolico James Chance e lo fa per presentare il suo primo album con la band francese Les Contortions, con la quale da anni gira in Europa: “INCORRIGIBLE!” è stato registrato tra New York e Rennes (capitale dell’indie-rock in Francia) ed è un punto di incontro tra la golden age dell’inventore del funk-punk-jazz e tutto quanto di eccitante offre oggi la grande mela, musicalmente parlando. Vi hanno partecipato Ivan Julian (dei Voivods di Richard Hell), Norman Westberg degli Swans, il sassofonista Robert Aaron e il trombettista Mac Gollehon (Temptations, Gil Scott Heron, David Bowie, etc.).


Per vedere un’intervista a James Chance realizzata in occasione di una delle sue ultime apparizioni a Roma VAI AL LINK


Giovedi 28 Novembre 2013 | Ore 21.30

JAMES CHANCE AND LES CONTORTIONS

Ingresso 12eu |  Ridotto 10eu


James Siegfried, James Chance, James White: comunque lo vogliate chiamare si tratta di una vera leggenda. Il James Brown bianco è stato colui che meglio ha rappresentato lo spirito della no wave newyorkese: profanare i cadaveri del rock, del jazz e del funk tradizionali reinventandone lo stile e l’utilizzo stesso degli strumenti.

Come sostiene Scaruffi, “nel complesso si tratta della piu` audace operazione di fusion tentata dalla new wave, la musica di consumo di Chance è in effetti una delle musiche più sperimentali degli anni Ottanta”, ha attaccato “la struttura del brano rock dal lato da cui nessuno l’ha mai attaccata: la dissonanza non è solo un episodio di contorno, ma assume il ruolo trainante che era tradizionalmente appannaggio della melodia”.

Chi lo ha conosciuto nei suoi primi anni newyorkesi poteva lasciarsi ingannare dal suo nasino alla francese, il ciuffo pompadour ingelatinato, il completino da cascamorto, che ricordavano uno di quei bambocci del cinema in bianco e nero: ma appena saliva sul palco, dando fiato al suo sax o gettandosi in una scazzottata con qualcuno del pubblico, con il suo fare spocchioso e arrogante, dispotico ed egocentrico con i suoi musicisti, irritante e scontroso con i fan e i giornalisti, rivelava la sua vera natura, quella di uno dei più attivi e sopra le righe provocatori avant-garde del suo periodo, insieme alla spregiudicata Lydia Lunch. Sarà proprio con quest’ultima, e la sua gang di debosciati, i Teenage Jesus & the Jerks, che inizierà la sua carriera, fondando poi nel ’77 il suo proprio progetto, i Contortions.

Proprio mentre l’esplosione punk stava per esaurirsi, queste due band diedero vita ad un più estremo fenomeno musical-artistico, per sua natura destinato ad esaurirsi ancora più rapidamente: la cosiddetta No-Wave fu uno spasmo culturale di ragazzini svogliati, disinteressati a tutto e disillusi da tutto, senza più alcun freno e remora. La loro forza fu quella di trasformare questa insofferenza in creatività artistica.

James Chance, con i suoi Contortions (Jody Harris e Pat Place alle chitarre, Adele Bertei alle tastiere, George Scott III al basso, Don Christensen alla batteria e lo stesso Chance alla voce e al sax contralto) pubblicarono nel ’79 “Buy”: Manifesto della fusione estrema tra l’eversione sociale della musica punk bianca e le dissonanze free-jazz della musica nera (in particolare del più grande ispiratore di Chance e cioè Albert Ayler), “Buy” è un album che trascina inconsciamente tutto il movimento No-Wave, funk-punk scosso e schizofrenico, una musica per psico-alienati cronici, che ha i suoi apici nell’inno “Contort Yourself”, dove il nostro Chance recita così: “…why don’t you try being stupid instead of smart?”