IL 38mo ROMA JAZZ FESTIVAL SI CHIUDE CON GRANDE SUCCESSO DI PUBBLICO E DI CRITICA

4 Dicembre 2014

Romajazzfestival 2014

Romajazzfestival 2014

IL 38mo ROMA JAZZ FESTIVAL

SI CHIUDE CON GRANDE SUCCESSO DI PUBBLICO E DI CRITICA

200 musicisti, 100 ballerini di Lindy Hop, 20 concerti tra cui 2 nuove produzioni e 6 in esclusiva; 8 sold out. Questi i numeri del 38mo ROMA JAZZ FESTIVAL, “Swing & New Deal” appena conclusosi. E’ stata un’edizione di grande successo, sia in termini di pubblico che artistici e di risposta complessiva della città.

E’ stato presentato il nuovo volto dello Swing, fatto di orchestre ma anche di ensemble più ridotti, che hanno avuto in comune lo spirito di questa musica, che il Roma Jazz Festival ha portato in centro come in periferia, da Piazza di Pietra, che ha visto l’esibizione in plein air della Banda Musicale del corpo di Polizia Locale di Roma Capitale; agli spettacoli dedicati a Duke Ellington rispettivamente al Teatro Quarticciolo e al Teatro Tor Bella Monaca; alle tre domeniche al Teatro di Villa Torlonia, per la prima volta aperto al pubblico del Jazz, per altrettante matineé swing andate completamente esaurite; alla festa swing organizzata al Lian Club, il barcone sul Tevere, fino ad arrivare al Parco della Musica, che ha ospitato un cast di artisti eccezionali tra cui Dee Dee Bridgewater, Fabrizio Bosso, Joe Lovano & Dave Douglas “Sound Prints”, Dave Holland e Kenny Barron, fino alla grande chiusura con l’Orchestra Operaia diretta da Massimo Nunzi e i ballerini di Lindy Hop (questi ultimi partecipanti al workshop organizzato dal festival e diretto dal coreografo Vincenzo Fesi), che hanno letteralmente schiodato le persone dalle sedie della sala Sinopoli, chiudendo il festival con una vera e propria festa che ha coinvolto musicisti, ballerini e pubblico.

Lo “Swing e New Deal” è stato anche il tema dell’incontro tra musica ed economia svoltosi all’Università Luiss in il cui economisti, scienziati, giornalisti ed artisti, hanno affrontato il tema della crisi economica e le vie d’uscita, riflettendo sul significato che lo swing ebbe nella prima grande crisi economica occidentale – Wall Street 1930 – e quello che può essere lo scenario economico ed artistico attuale, concludendo il dibattito con un concerto di Gegè Telesforo e Max Ionata quartet.

Per ultimi, ma non per ultimi, tutti quei club che hanno scelto una programmazione che ha sposato il tema del festival, ampliando il messaggio proposto, e creando un vero e proprio “Fringe festival” sparso nella città.

I ringraziamenti vanno come sempre alla Fondazione Musica per roma, importante partner che da anni partecipa con entusiasmo alle iniziative del Roma Jazz Festival, alle istituzioni coinvolte – Comune di Roma Capitale, Ministero per i Beni e le Attività Culturali – ed a tutti gli sponsor che hanno reso possibile la straordinaria riuscita di questo evento.