HANNO SCRITTO DI MUSICRAISER

HANNO SCRITTO DI MUSICRAISER
Suonare è una start up quando gli artisti cercano fondi sul web. Musicraiser il sito di “contribuzione popolare” italiano per musicisti. Ogni progetto ha un blog specifico nel quale si caricano video e si condivide l’idea sui social network.
REPUBBLICA.IT – Matteo Quinzi – 28 Ottobre 2012
Musica che nasce «vox populi». Mai come in questo caso è azzeccata la locuzione latina, perché si parla di canzoni che devono ancora uscire, alle quali tocca al «popolo» del web dare voce, ovvero fare in modo che vengano prodotte e divulgate. Il fenomeno è quello del «crowdfunding» (dall’inglese, finanziamento dalla folla), applicato al mondo musicale, secondo un meccanismo semplice e sempre più diffuso (lo usò anche Barack Obama nel- la prima campagna elettorale): attraverso un sito web, chiunque può finanziare un progetto, che spazia dall’avviamento di piccole aziende alla produzione di un film, di un libro di un evento.
CORRIERE DELLA SERA MILANO – Matteo Speroni – 21 Febbraio 2013
Il mercato discografico sarà anche agonizzante, ma la musica è viva. E non vegeta. Trova altri canali, altri modi, altri finanziatori, per emergere. Come? Con il crowdfunding, una raccolta fondi dal basso, una donazione spontanea di fan, amici o mecenati per realizzare un progetto creativo. Le piattaforme di crawdfunding sono molte e usate in vari settori, dalla politica all’architettura, quella appena nata qui da noi (non è la prima) e specificatamente legata alla musica si chiama Musicraiser e tra i fondatori c’è il cantante della band Marta Sui Tubi.
IL MESSAGGERO – Simona Orlando – 24 Ottobre 2012
“Far saltare tutto. Le case discografiche, il marketing asfissiante, i controlli sul proprio prodotto. E affidarsi completamente ai fan, alle buone idee e alla rete. Si chiama MusicRaiser ed è la prima piattaforma italiana di crowdfunfing musicale.
LA REPUBBLICA SERA – Carmine Saviano – 30 Ottobre 2012
Non diciamo sempre che “da noi non succede”. Alle volte, per fortuna, anche “da noi” qualcosa di interessante, di buono, di nuovo accade, nel mondo delle piattaforme di fundraising. Arriva Musicraiser, piattaforma di crowdfunding musicale. A fondarla sono stati il cantante dei Marta Sui Tubi Giovanni Gulino e la dj e producer Tania Varuni.
REPUBBLICA.IT – MEDIATREK – Ernesto Assante – 24 Ottobre 2012
discografia è morta e io non vedevo l’ora”, l’urlo liberatorio quasi una dichiarazione d’intenti, arriva da un quartetto musicale – Io non sono bogte – che fa capo al giovanissimo Daniele Coluzzi. Fanno parte, insieme a una ventina di nomi, di una strana scuderia, la MusicRaiser, neonata – il sito è stato inaugurato lunedì notte – piattaforma musicale, prima del genere in Italia e una delle prime in Europa esclusivamente focalizzata su raccolta fondi per progetti musicali.
ILMANIFESTO.IT – Diego Percassi – 24 Ottobre 2012
Un nuovo servizio di crowdfunding tutto italiano, che offre agli artisti la possibilità di farsi finanziare i progetti creativi direttamente dai fan e al pubblico di dimostrare non solo il proprio attaccamento, ma anche di scoprire iniziative inedite e ricevere ricompense piuttosto curiose (in basso, qualche esempio significativo).
LA STAMPA.IT – Luca Castelli – 25 Ottobre 2012
Musicraiser è uno strumento che da oggi hanno i musicisti per realizzare i loro progetti, spiega Giovanni Gulino, leader dei Marta sui Tubi e ideatore di un’idea imprenditoriale che sta cambiando il mondo della musica
PUBBLICO – 20 Dicembre 2012
E’ appena nato Musicraiser.com, piattaforma italiana dedicata a musicisti e case discografiche. Anche qui, i cantanti presentano la loro richiesta di finanziamento – in genere per produrre un cd, un video o materiali correlati – offrendo in cambio delle ricompense ai sostenitori, calibrate a seconda del contributo. Dal disco in anteprima firmato al concerto a domicilio.
IL SECOLO XIX – Carola Frediani – 13 Novembre 2012
Non è che così ci salverà la baracca. Però sarebbe bello che assieme a esperienze come Musicraiser passasse anche una certa idea: per esempio che i dischi si pagano, che per anni abbiamo avuto tutto gratis, che è stato bello, ma che, insomma, due soldi li si potrebbe pure tirare fuori di tasca se si vuole ascoltare l’album del proprio artista preferito. Oppure si può prenotare per il prossimo funerale della musica.
L’UNITA’ – Giuseppe Rizzo – 25 Ottobre – 2012
Tirando le somme, per pro- porre una buona campagna sono necessa- rie cooperazione, la creazione di un rap- porto di fiducia tra consumatore e produttore che spinga il primo ad aprire il porta- foglio, o meglio la pagina web della propria carta di credito o Paypal. E ovviamente una connessione a Internet. Altrimenti lo stesso tipo di operazione potrebbe semplicemente chiamarsi colletta, ma avrebbe un sapore totalmente diverso.
MUCCHIO – Francesco Bommartini – Novembre 2012
Le offerte possono essere simboliche, da qualche centesimo in su, oppure più sostanziose, il concetto è che con qualche euro chiunque può prendere parte alla produzione del prossimo disco della band che ama, saltando il passaggio da etichette e case discografiche. Un aiuto che verrà ricompensato: i finanziatori riceveranno, ad esempio, una copia autografata dell’album, il biglietto a un concerto, l’accesso al backstage, oltre al proprio nome nei credits. All’artista spetta il compito di presentare e rendere appetibile il proprio progetto attraverso un blog sul sito.
LA REPUBBLICA BOLOGNA – Luca Bortolotti – 27 Ottobre 2012
Ciascuno ha il suo budget d’arrivo, un piccolo video auto-promozionale che gira sulla piattaforma e le professionalità di Musicraiser (tutor, consulenti, professionisti del settore) a disposizione per intraprendere al meglio la tortuosa via del music business. Strada talvolta dorata che parte, mai come in questo caso, dal basso grazie al supporto dei veri appassionati.
NUOVO PAESE SERA – Diego Carmignani – 23 Ottobre 2012
Recentemente abbiamo parlato più volte del crowdfunding, ovvero di quel sistema di autofinanziamento che prevede il coinvolgimento di fan e appassionati. Visto il crescente successo di questa forma di finanziamento, qualcuno ha pensato di creare una piattaforma completamente italiana. È nato così Musicraiser, un servizio pensato per aiutare le band a raccogliere fondi per la produzione di dischi, tour o progetti di ogni tipo.
ROCKIT – Marco Villa – 23 Ottobre 2012
