HANNO SCRITTO DI “DOVE SEI PT.1” DI LUCIO LEONI

28 Maggio 2020

“Dove sei pt.1” è stato presentato con un’ampia intervista in anteprima su Il Venerdì de La Repubblica e con interviste su Il Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, Il Manifesto, Left, riscuotendo, fin da subito, un ampio consenso da parte della critica che ha recensito con entusiasmo il disco sulle pagine di magazine come Rumore, Vinile, Blow Up, Raro Più, Buscadero e sulle principali testate online. Oltre 200 siti infatti hanno parlato di “Dove sei pt.1” e di Lucio Leoni, tra questi: XL La Repubblica, Fanpage, Skytg24, Rockit, Sentireascoltare, Rockon, All Music Italia, Corriere.it, Webnotte di giorno su La Repubblica, Artwave, Oaplus, Le Rane e moltissimi altri.

L’album, inoltre, è stato presentato con interventi anche in numerose trasmissioni radio e tv di qualità, tra cui Rai Radio1 Music Club, Rai Radio1 In Viva Voce, Rai Radio1 Un giorno da Gambero, Rai Radio2 Lo Stato Sociale Show, Rai Radio2 Prendila Così, Rai Radio2 Le Lunatiche, Rai Radio3 La Lingua Batte, Radio24, GR1 Rai, Rai Radio Live, Sky Arte Luce Social Club, Rai5 Save The Date, Rainews24, Rai3 Tgr Lazio, Rai3 Tgr Toscana, Rai Italia L’Italia con voi e moltissime altre.

Hanno scritto di “Dove sei pt.1” di Lucio Leoni:

“Un lavoro pensato con uno spirito tardo-romantico, una riflessione ad ampio spettro su alcuni temi universali (il bisogno di trascendenza, le trasformazioni che ciascuno di noi vive durante il suo processo di crescita, il senso e il ruolo dell’arte) realizzato mescolando generi e linguaggi: cantautorato, hip hop, spoken word, teatro, sperimentazione. […] Pur affrontando tematiche complesse, Leoni riesce a sfuggire alla tentazione della seriosità.”

Il Venerdì La Repubblica, intervista di Andrea Silenzi dell’1 maggio 2020

“Parola che si fa gesto e performance come nel teatro, ma certo soprattutto musica, con una cura speciale per il suono. […] Eclettico e visionario, Lucio Leoni continua a spaziare fra i generi tenendo presenti quelli che reputa i suoi maestri: il Living Theatre e Cathy Marchand da una parte, John Cage e Filippo Gatti dall’altra.”

Il Corriere della Sera, intervista di Federica Manzitti dell’8 maggio 2020

“Per Lucio Leoni, classe 1981, la musica è un universo talmente variegato che è impossibile porsi dei confini. […] Un approccio sonoro che si affida alle improvvisazioni, ispirato al mondo dello spoken word e delle poetry slam.”

Il Manifesto, intervista di Stefano Crippa dell’8 maggio 2020

“Non c’è modo di catalogare Lucio Leoni. E questa sua involontaria (o forse no) incapacità di fare una cosa sola in un solo modo lo rende, senza alcun dubbio, uno degli artisti italiani più interessanti degli ultimi anni. […] Caustico, divertente, amaro, e molto altro ancora, Leoni con questo album raggiunge livelli più che alti di creatività e ingegno.”

Webnotte – La Repubblica, recensione di Ernesto Assante del 28 maggio 2020

“Originalità e personalità di scrittura Lucio Leoni li aveva dunque già ben dimostrati, ma nel suo nuovo album Dove sei pt.1 arriva all’opera più completa e incisiva. […] In attesa del secondo capitolo non resta dunque, a chiunque cerchi nelle canzoni qualcosa di più di un piacevole sottofondo, che godersi questo fino in fondo. L’innamoramento è facoltativo, ma il rischio c’è: il materiale può essere contagioso e le mascherine sulle orecchie non hanno alcun effetto.”

Il Fatto Quotidiano, intervista di Federico Fiume del 12 maggio 2020

“Lucio Leoni è un musicista che è solito gettare il cuore oltre l’ostacolo. Talento del cantautorato romano, ha spinto ancora più in là l’innovazione portata da artisti come Daniele Silvestri o Niccolò Fabi. Loro furono gentili, lui ci dà dentro. […] Tra citazioni di Battiato e Bluvertigo, e partecipazioni ben oltre la collaborazione “tanto per”, l’album segna una strada nuova nella canzone d’autore italiana.”

La Repubblica, recensione di Fulvio Paloscia dell’8 giugno 2020

“Questa è la canzone intelligente. […] Le otto canzoni di Dove sei pt.1, primo volume del suo terzo album, sembrano gettare un ponte immaginario tra Gaber e Rancore, passando per Silvestri e Frankie Hi Nrg: “Il sorpasso” (feat. Cuba Cabbal) potrebbe diventare per questi anni ’20 ciò che “Quelli che benpensano” fu per i ’90. […] E dove lo trovate un cantautore con le palle di aprire un disco con un brano intitolato “Il fraintendimento di John Cage”?”

Brescia Oggi, recensione del 7 maggio 2020

“Leoni con la voce canta, parla, recita ed è sempre autentico, riconoscibile, eloquente, efficace. In questo terzo lavoro è sicuro, versatile. Padrone della tecnica e del pathos. Delle parole e della musica.”

Rumore, recensione di Barbara Santi

“Il suo è uno stile che avvicina musica e teatro come, in tempi passati, accadeva per personaggi del calibro di Giorgio Gaber e, in parte, Claudio Lolli. […] L’ispirazione è il primo motore per la costruzione di brani mai banali liricamente e strumentalmente (l’incalzante L’atomizzazione) che esprimono un’urgenza. […] Un viaggio musicale e letterario attraverso brani di grande impatto.”

Raro Più, recensione di Tonino Merolli

“Un artista eclettico e visionario che è riuscito ancora una volta a districarsi sapientemente tra il rap e il folk, tra la musica popolare e quella d’autore, sintetizzando poesie in pillole all’interno di veri e propri varchi temporali indefiniti che si frantumano in un flusso di coscienza che si disperde tra il comunicante e il ricevente.”

Vinile, recensione di Angelo Barraco

“Sono diverse le cose che colpiscono del modo che ha Leoni di affrontare la materia cantautorale: intanto l’abilità nel far coesistere e armonizzare fra loro canzone d’autore classica e rap, pop rock ed elettronica, qualche striatura jazzata e un gusto per l’interpretazione da teatro-canzone […]. E poi l’abilità con cui incastra le parole, seguendo percorsi non ordinari e giocandosi spesso la carta della complessità, sia sintattica che tematica, cosa da non sottovalutare affatto di questi tempi. […] Da sentire.”

Buscadero, recensione di Lino Brunetti

“Vero e proprio funambolo della parola, quello che di primo acchito emerge in questo terzo album solita del romano Lucio Leoni è l’evidenza assoluta delle perfomance vocali del suo autore.”

Blow Up, recensione

“Quello di Lucio Leoni è un album praticamente perfetto. Otto brani che hanno carattere, sputati fuori da una penna illuminata, di un cantautore letteralmente unico nel suo genere. […] Lucio Leoni non è bravo, è indispensabile, per ricordarci che c’è un modo più profondo e impegnato e poetico di concepire la musica. Grazie davvero.”

Agi.it, recensione di Gabriele Fazio dell’11 maggio 2020

“Dove sei è il nuovo album di Lucio Leoni, un lavoro pieno di riflessioni, domande ma anche stimoli per riprendersi qualcosa che ci è sfuggito: lo spirito critico nei confronti di noi stessi e quello che ci circonda.”

XL La Repubblica, intervista di Francesca Ceccarelli del 13 maggio 2020

“Leoni ha trovato l’approccio e il gusto, in un momento in cui la riconoscibilità passa spesso da altro. […] Leoni cura con acribia ogni suono, riuscendo ad essere viscerale ed elegante allo stesso tempo, magnetico e pulsante. Dove sei pt.1 è un disco che chiede pazienza all’ascoltatore, necessita di attenzioni, silenzio.”

Sentireascoltare, recensione di Beatrice Pagni del 9 maggio 2020

“La prima parte di Dove sei (che in tutto comprenderà un corpus di 16 brani) è un lavoro magistrale che evade dalla concezione standard del cantautorato e si eleva a composizione letteraria nel vero senso del termine.”

Rockit, recensione in evidenza di Marco Del Casale dell’1 giugno 2020

“Credo che definire Lucio Leoni e il suo lavoro all’interno di un genere non solo sia molto difficile, ma anche inutile e limitante. Quel che è certo è che all’interno di Dove sei pt.1 ogni dettaglio sonoro e lirico sembra essere esattamente al suo posto, dando vita a un disco estremamente controcorrente rispetto allo scenario musicale attuale.”

Exitwell, recensione di Giacomo Daneluzzo del 12 maggio 2020

“Dove sei. Non come domanda, ma come affermazione. Un modo per dire di essere perfettamente calato nel presente: questo è quello che fa Lucio Leoni con il suo nuovo disco, uno di quei lavori destinato ad elevarlo sulle vette del nuovo cantautorato italiano, anche se definire Lucio semplicemente un cantautore, vista la vastità degli orizzonti e degli stili che tocca lungo questi otto brani, sembra piuttosto riduttivo.”

Shiver/Indieoteque, recensione di Alessio Gallorini dell’8 maggio 2020

“Sarà il fascino della sua teatralità, figlia dei suoi trascorsi da attore, o magari il fatto di aver vestito sia i panni del produttore che del gestore di un locale, sarà che il nome Lucio nella musica italiana sembra essere un sinonimo di garanzia: in ogni caso è un artista che ha sempre qualcosa di interessante da raccontare, mettendo in discussione la sua stessa musica e saltando con disinvoltura da un genere all’altro.”

Rockit, intervista di Vittorio Comand del 22 maggio 2020

“Dove sei pt.1” è un lavoro magistrale che si chiude in poco più di mezz’ora. È uno stream of consciousness pieno di domande e giochi di parole che si rincorrono e trovano una quadra nelle 8 tracce che danno vita a questo lavoro.”

Noise Symphony, recensione di Adila Salah del 1 giugno 2020.

“Leoni ha cose da dire, e sa come dirle: la densità semantica della sua scrittura si accompagna ad una sapiente calibrazione della forma, che rende manifesta la differenza tra studio e dilettantismo; nell’era dell’improvvisazione e della scanzonatura, Leoni ricorda al mondo che l’improvvisazione richiede preparazione e giocare con la musica pretende alla base grande serietà e rispetto nei confronti dell’ascoltatore.”

Indie for bunnies, recensione di Manuel Apice del 5 giugno 2020

“In questa opera di Lucio Leoni possiamo apprezzarne l’approccio musicale ricercato, sicuramente ancora più curato dall’esperienza maturata nel corso degli anni come sound engineer trascorsi in sala di registrazione. […] Sale la curiosità di vedere dove ci condurrà Lucio nella seconda parte dell’album, in arrivo prossimamente.”

Rock Nation, recensione di Andrea Scarfi del 1 giugno 2020

“A sorprendere, e se vogliamo anche destabilizzare ma certamente coinvolgere l’ascoltatore, è la sostanza: un album maturo, dove creatività ed esperienze di vita eterogenee riflettono un “genio” in senso Munariano (Bruno Munari, non a caso un artista vicino al Gianni Rodari citato in “Treno”), capace di andare alla radice delle cose e stimolarci a porci le domande giuste.”

Modulazioni Temporali, recensione di Alessandro Bizzotto del 28 maggio 2020

“Un album certamente complesso, da riascoltare più volte per comprenderne a pieno il significato, ma di grande autenticità.”

OaPlus, recensione di Fabrizio Testa del 19 maggio 2020

““Dove sei”, il primo segmento di un album in due atti che vedrà un seguito il prossimo autunno, ci conferma l’estro di un poeta metropolitano alla costante ricerca della trasversalità stilistica. Nelle sue canzoni usa con padronanza le tecniche del declamato, del rappato e del cantato, esprimendole in un modernariato rap che si sovrappone in maniera naturale alla tradizione cantautorale di casa nostra, rafforzandosi attraverso i contributi di Cuba Cabbal (“Il sorpasso”) e Francesco di Bella (“Dedica”).”

Ondarock, recensione di Claudio Lancia del 15 maggio 2020

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