HANNO SCRITTO DE “LA VITA SEGRETA DELLE CITTÀ”
Murubutu ha presentato il disco “La vita segreta delle città” in televisione a Radio2 Social Club, in onda su Rai 2 e Rai Radio2, ed è stato ospite in diverse trasmissioni come Musica mia (Rai 2), Save The Date (Rai 5) e TG2 Storie.
In radio, l’artista è intervenuto con interviste e approfondimenti a Rai Radio1 (La Nota del Giorno), in diversi programmi di Rai Radio2, Rai Radio3 (La Lingua Batte), Radio24, Radio Popolare, Radio1 Sport, all’interno dei Giornali Radio Rai (Gr1 e Gr2), Rai Isoradio e in tante altre emittenti regionali e locali.
Robinson, inserto culturale de la Repubblica, ha presentato in anteprima il nuovo disco con un’ampia intervista. Dell’album hanno parlato, con recensioni e articoli, testate come la Repubblica, il Manifesto, Avvenire, La Stampa, il Sole24Ore, Il Resto del Carlino, Il Corriere della Sera, il Corriere del Mezzogiorno, Open, Rockerilla, Rumore, Rockit, Fanpage, MowMag, Sentireascoltare, Ondarock, Impattosonoro, Mescalina, Inside Music, Offtopic Magazine, Le Rane, Cromosomi, IndieVision, Loudd e molte altre.
Il progetto è stato raccontato anche da pagine editoriali specializzate come Essemagazine (nel format Type Beat), La Casa del Rap, Credo Solo Nel Rap, Rapologia, Hano.it, Raperatura, il Rappuso, Bohmagazine e dai canali di Arcadeboyz.
Il videoclip del singolo “Flaneur” feat, Ivana Lcx è entrato in rotazione su MTV Music, con inserimento nella playlist New Zone e nella Top 10 settimanale.
“In un genere spesso sotto attacco per i testi scorretti un musicista che è anche professore riesce a parlare di Joyce, di Benjamin e di storia. Per capire la politica. (…) La sua musica è unica: mette insieme hip hop con filosofia, letteratura e storia.”
Repubblica Robinson, intervista di Luca Valtorta, del 2 marzo 2025
“La conferma di una delle penne più raffinate del nostro hip-hop. La vera novità sta negli arrangiamenti del disco. (…) i beat, gli inserti di chitarre e fiati svelano una maggiore attenzione al sound. (…) Il recinto stilistico è sempre quello del rap anni 90, una miniera che ha dell’inesauribile”.
Repubblica, recensione di Carmine Saviano del 27 aprile 2025
“Nel disco risuonano i racconti di Walter Benjamin, Virginia Woolf, Honoré de Balzac, James Joyce, Italo Calvino e Federico Pace e si mescolano con lo sguardo di osservazione del rapper reggiano. (…) Murubutu narra tutto questo, mescolando il rap al raggae, aggiungendo del jazz, mettendo dei suoni lontani dal mondo occidentali. Le parole seguono la musica, la musica arricchisce la parola. Il mix divertente e profondo, ricco di sfumature e particolari. Un disco da vivere e ascoltare, a volte da ballare e cantare.”
Il Manifesto, recensione di Andrea Cegna del 12 marzo 2025
“Il suo stile, caratterizzato da rime elaborate e da un linguaggio ricco e poetico, continua a evolversi, mantenendo però il suo marchio di fabbrica. (…) Murubutu riesce a mettere in luce le contraddizioni e le bellezze della vita urbana, creando un affresco che è al contempo intimo e universale. (…) Con la sua combinazione di narrazione, musica e poesia, l’artista ci offre un ritratto autentico delle città e delle storie che le abitano.”
Avvenire, recensione di Paolo Talanca dell’8 marzo 2025
“Il ritorno del professor Murubutu, rapper di caratura letteraria e sociale”
La Stampa, articolo di Paolo Ferrari del 28 marzo 2025
“Alla letteratura come musa, con tracce di Benjamin, Woolf, Joyce, Calvino…”
Corriere della sera, intervista di Luca Castelli del 27 marzo 2025
“Mutubutu fa di ogni sua canzone una piccola, compiuta, esperienza narrativa. Utilizzando miti della letteratura come pagine di un diario di viaggio che porta l’ascoltatore alla scoperta di mondi fantastici. Come quelli che si nascondono negli angoli meno conosciuti delle città nelle quali viviamo, che sono al centro del suo album.”
Il Resto del Carlino, intervista di Pierfrancesco Pacoda dell’8 aprile 2025
“(…) disegna una mappa di storie sull’orlo del baratro, personificando città-simbolo dell’ellisse, custodi – in segreto – di dolori lancinanti e brividi senza freni. L’autore adotta la prospettiva esistenziale del flâneur, che si muove tra megalopoli come Parigi e New York, passando sugli eventi bivio della storia, come la caduta di Costantinopoli, per poi raggiungere i vicoli di città italiane in chiaroscuro come Palermo e i borghi della provincia infinita. Recuperare dettagli ignorati dalla gente, schiava dei ritmi della società attuale. Imprimere con la penna le sensazioni indelebili di persone al limite, delle quali il rapper interpreta il panorama sentimentale, in difesa del proprio spazio sofferto.”
Corriere del Mezzogiorno, intervista di Annibale Gagliani del 9 maggio 2025
“Ci sono diverse ragioni per considerare Murubutu un gigante della musica italiana. Certo si, l’esperienza, il che vuol dire che tutti gli elementi del rap stanno al posto giusto. Il flow, la costruzione delle barre, la scelta delle parole, la produzione, i contenuti, tutto è perfetto, inattaccabile, infatti i pezzi sono tutti validi. Quello di Murubutu è un lavoro mastodontico, impressionante, una luce fioca e persistente in un ambiente che si fa sempre più industriale.”
Open, recensione di Gabriele Fazio del 9 marzo 2025
“(…) I destini e le speranze delle persone si intrecciano creando spazi e storie. Ma ci sono anche novità. (…) Intanto basi più ricche, una maggiore ricerca musicale e un tentativo di variare il flow che a volte vira dal rap e si cimenta anche con atmosfere reggae e indie pop. Ma niente paura, puristi del rap, ascoltate il brano 451 con Danno (…): vi delizierà.”
Rockerilla, recensione di Hengel Tappa del 1° marzo 2025
“Il rapper emiliano ci guida per mano tra quartieri fisici e mentale, dove poesia e flow dialogano incessantemente creando un flusso di coscienza in grado di farsi cronaca urbana.”
Rumore, recensione di Stefano D’Elia del 1° marzo 2025
“Il nuovo disco del rapper analizza il ruolo e la storia delle città, quelle del passato e quelle odierne. Andando come sempre in profondità, come Murubutu sa fare forse più di ogni altro nel rap italiano.”
Rockit, recensione di Andrea Cegna dell’11 marzo 2025
“Dalla natura alla dimensione artificiale delle città, (…) Murubutu ha scelto non solo il nuovo sfondo per il suo nuovo album. Perché proprio le stesse diventano protagoniste non sono dei racconti che proiettano, ma anche i loro abitanti riflettono le caratteristiche della città stessa. E quindi il racconto del canto del cigno di New York, non più centro dell’impero mondiale diventa una metastoria che fotografia i nuovi aspetti geopolitici.”
Fanpage, intervista di Vincenzo Nasto del 1° aprile 2025
“Un’indagine sulla vita, sull’uomo e sui contesti in cui l’uomo vive e consuma la propria esistenza.”
MowMag, intervista di Emiliano Raffo dell’11 marzo 2025
“L’immaginario, le metafore e le citazioni sono sempre puntuali e accurate, tasselli di una concezione di rap che unisce il tecnicismo ineccepibile, l’esattezza e lo studio storico-letterario a un intenso affresco psicologico.”
Sentireascoltare, recensione di Diego Muleri del 1°marzo 2025
“Ottavo album di studio per Alessio “Murubutu” Mariani, praticante più unico che raro di un rap letterario pieno di suoni classici da hardcore anni Novanta e complessi, densi testi d’ispirazione alta, costantemente intenti alla dimensione narrativa.”
Ondarock, recensione di Antonio Silvestri del 12 marzo 2025
“Lo storytelling si sviluppa in narrazioni urbane evocative, capaci di accendere, negli occhi dell’ascoltatore, scenari di vita, mappe di esperienze umane, rappresentazione viva di luoghi abitati. (…) Ogni traccia diventa la cartolina introspettiva di uno dei numerosi mondi paralleli che si intrecciano e sovrappongono, tra poesia, visioni ed emozioni.”
Impattosonoro, recensione di Angela Denise Laudato del 7 marzo 2025
“Si tratta di un concept album ricco di immagini e suggestioni sulle differenti prospettive della città: dalle megalopoli ai piccoli paesi, dalle capitali alle periferie. Si nota il percorso evolutivo dell’artista che attua dinamiche nuove nei flow utilizzati, e che, insieme alle produzioni di vari generi, restituisce una sensazione di completezza che non stanca l’ascoltatore.”
Mescalina, recensione e intervista di Antonio Corcillo del 5 marzo 2025
“Ne “La vita segreta delle città” ci sono anche forti influenze di grandi autori come Walter Benjamin, Virginia Woolf, Honoré de Balzac, James Joyce, Italo Calvino, Federico Pace, che, in ogni traccia sono rappresentate da un’istantanea che si fonde con la narrazione, aprendo lo sguardo dell’ascoltatore su mondi paralleli che si intrecciano e si sovrappongono, in un gioco di emozioni e immagini, visioni e poesie come in “Paranormale”.”
Inside Music, recensione di Alessia Andreon del 7 marzo 2025
“Un organismo di cemento e asfalto, ricco di architetture umane e psicologiche. (…) Ancora una volta, un’incredibile collezione di stili e generi, in cui Murubutu si dimostra sempre e immancabilmente padrone del proprio flow, sapendolo forgiare di volta in volta in nuove forme, a seconda dei temi, della melodia, dei numerosi artisti che hanno collaborato alla realizzazione della sua ultima fatica.”
OffTopic, recensione di Giovanni Tamburino del 7 marzo 2025
“Ogni traccia è un’istantanea capace di custodire l’anima pulsante della realtà e di fonderla con l’intensità della narrazione, creando mondi paralleli che si intrecciano e si sovrappongono, in un gioco di emozioni e immagini, visioni e poesie.”
Le Rane, recensione del 10 marzo 2025
“Un racconto squisitamente personale descritto dal punto di vista di un narratore onnisciente. Murubutu vive e ha vissuto quelle strade, ha respirato i profumi di ogni angolo assistendo al mutamento, costante e inarrestabile, di ognuna di esse.”
Cromosomi, recensione di Anna Rita Miuli del 10 marzo 2025
“Scoprire Murubutu è stato travolgente. (…) il concept album, questa volta ambientato in città (talvolta precisamente identificate, talvolta più generiche), è l’ennesima conferma che Mariani è uno dei più forti in assoluto nel farti comparire davanti agli occhi tutto quello che sta descrivendo, e basta iniziare con l’ascolto per capire quello che intendo.”
IndieVision, recensione di Marco Anghileri del 12 marzo 2025
“Un concept che esplora la città nelle sue molteplici dimensioni: metropoli, spazio di solitudine, luogo di memoria o come luogo post-apocalittico. Con il suo stile narrativo unico, il Prof trasforma ogni traccia in un racconto, intrecciando introspezione, cultura e sentimenti. L’album sorprende per raffinatezza, varietà e capacità evocativa.”
Boh Magazine, del 13 marzo 2025
“Con La Vita Segreta Delle Città, Murubutu torna con un concept album, uscito per Django Music e Glory Hole Records, che esplora le sfumature più profonde delle città, dal sogno di riscatto alla solitudine più alienante. Un viaggio che abbraccia tanto le realtà urbane concrete quanto quelle immaginarie, attraverso una lente che intreccia riferimenti letterari e musicali.”
Rapologia, intervista di Dino Ramondo del 10 marzo 2025
“Il grande merito del rapper emiliano è stato quello di dare una nuova chiave di lettura al rap, un modo tutto nuovo di raccontare delle storie e farlo attraverso la musica. Quando inizi ad ascoltare un suo lavoro sai che stai entrando in un altro mondo, ti immergi in atmosfere che nessun altro riesce a ricreare nel panorama rap italiano.”
Hano, recensione di Andrea Bastia del 20 marzo 2025
“Raccontare le città vuol dire stanare storie e, indirettamente, passare in rassegna l’umanità tutta. Murubutu dispone i suoi pezzi sulla scacchiera e costruisce un disco in cui è possibile tracciare diagonali, parallelismi, opposizioni che collegano e allontanano i suoi brani. Il risultato è un disco coerente e ben strutturato, non solo costituito da tracce che affrontano lo stesso tema, ma da canzoni che si parlano e si rispondono.”
Rapteratura, recensione di Francesco Palumbo dell’11 marzo 2025
