GNUT: ESTRATTO DI RASSEGNA STAMPA DEL DISCO “DOMESTICO”

14 Giugno 2016

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GNUT – “DOMESTICO”

“Domestico” è stato presentato nel GR Rai nazionale del 24 marzo 2016 e nel TG di Rai3 Campania il 2 aprile 2016, con un’intervista, e – con un LIVE più intervista – in trasmissioni radio di qualità come:

Radio 1 Music Club, il 3 aprile 2016

http://www.musicclub.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-5c31a4fc-1ac5-47e1-a86d-763ea7c44848.html

Radio 3 Alza il volume, il 13 maggio 2016, in occasione del Salone Internazionale del Libro di Torino

http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-beee9872-6ed9-4eb3-b059-995985f42145.html#

Radio 3 Fahrenheit, il 13 maggio 2016, in occasione del Salone Internazionale del Libro di Torino

http://www.fahrenheit.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-9f00041d-3f5a-420a-84be-9509436ab54a.html#p=0

Radio 3 Zaza, il 15 aprile 2016

http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-ec76f9d3-936d-46b5-ad21-937fd3bbba45.html

“Gnut conferma l’identità del cantautore di razza, sangue folk e poesia a zonzo per la scatola cranica. Voce inconfondibile, ma occhio alle abitudini per chi ascolta: via tormenti e spaesamento. Se già nell’ultimo “Prenditi quello che meriti” si era concesso morbidezze inedite rispetto alle produzioni precedenti, in “Domestico” scherza di sé e racconta la gioia pura”

Il Fatto Quotidiano, recensione di Diletta Parlangeli dell’8 aprile 2016

“Sette canzoni tenere e folk, luminose, frutto di un periodo esistenziale finalmente sereno. Capace di rileggere Pino Daniele come lo farebbe un Nick Drake”

Il Mattino ed. nazionale, articolo di Federico Vacalebre del 13 aprile 2016

 

“Folk/pop, ballate frizzanti, ten- sioni spiritual nonostante l’autoi- ronia e alcuni toni swing/farseschi cui partecipano tanti ospiti: Daniele Sepe, Maurizio Capone, Daniele Chessa, Luigi Scialdone, Marco Caligiuri.”

Repubblica di Napoli, intervista di Gianni Valentino del 29 marzo 2016

“E’ un periodo pieno di fervida creatività per la musica partenopea, nuovi cantautori si stanno imponendo all’attenzione di pubblico e addetti ai lavori, alcuni sono talmente prolifici da potersi permettere di seguire contemporaneamente due progetti paralleli. E’ il caso di Gnut. […] Le composizioni di Claudio Gnut Domestico galleggiano tra folk jazz ballad e il rock anni ’70 per sostenere testi ricercati e assolutamente non banali.”

Il Roma, intervista di Gigi Avolio del 1 aprile 2016

 

“L’abbraccio folk pop di Claudio Domestico, da cui il titolo, ci ha ben abituati e si fa sempre più stretto. La naturalità con cui il cantautore napoletano ritrae la vita, quella più intima, è ormai garanzia.“

Rumore, recensione di Barbara Santi – maggio 2016

 

“Per noi Gnut è un artista di riferimento, perché capace di andare dentro le cose e spingersi giù, giù, giù per poi risalire. Dote non comune. […]7 episodi per 17 minuti di folk, canzone d’autore e un filino di pop. La prima cosa che colpisce è l’essenza di questi brani: c’è tanta luce, tanta voglia di aprirsi al mondo, un desiderio di vivere. Sembra il lavoro di una persona innamorata, o semplicemente in pace coi propri fantasmi dopo tanto lottare.”

Distopic, recensione del 18 marzo 2016

 

“Ora GNUT pubblica un nuovo EP dal titolo “Domestico”, in cui tutta la sua arte, fatta di testi leggeri ma di spessore, melodie sospese tra pop e folk che rimangono impresse dal primo ascolto, si condensa in un universo fatto di visioni che parlano di quotidianità semplice ma profonda.”

Tuttorock, recensione di Maurizio Donini del 22 marzo 2016

 

“È poesia quella che si sente quando si clicca play. La voce è la sua, riconoscibile, calda, sensibile e perfetta. Una voce che abbiamo imparato a riconoscere nel tempo che ci ha emozionato e che abbiamo, certamente, legato a momenti e persone importanti della nostra vita. Quella voce, troppo spesso sottovalutata: la voce di Claudio, Gnut, che con Domestico, il suo ultimo disco, ci ha regalato uno dei lavori più sinceri e luminosi del suo percorso musicale.”

Musiccoasttocoast.it, recensione di Sergio Mario Ottaiano del 18 marzo 2016

 

“Il cognome di Claudio diventa il titolo di un ep. Un titolo che racconta il processo di ispirazione e di lavorazione e diventa una metafora speciale. La casa nuova, la pancia, un nuovo inizio.  Si sente il talento. Si sente il dono unico della melodia, l’attitudine folk, lo sguardo gentile e malinconico sulle cose, il sorriso scanzonato, la poesia delle piccole immense emozioni che attraversano chi sa darle e sa accoglierle. Si respira sincerità, urgenza, bellezza.”

Losthighways.it, recensione di Amalia Dell’Osso dell’8 aprile 2016

“Ogni brano infatti rappresenta un piccolo sonetto poetico che narra di magia e quotidianità, in cui è facile ritrovarsi e ancora di più canticchiare già ad un primo ascolto.Il segreto di questo piccolo gioiellino sta proprio nella riuscita commistione fra la linearità, la purezza, la genuinità dei testi e il sapiente e copioso lavoro musicale con cui essi si sposano, lavoro eseguito da musicisti navigati ed illustri come Daniele Sepe ai sax e ai flauti, Mattia Boschi al violoncello, nonché dallo stesso Gnut alle chitarre.”

Ocanerarock.com, recensione di Francesca Amodio del 23 maggio 2016

 

“Che di talento questo cantautore napoletano ne abbia da vendere è fuori dubbio, basta ascoltare Il Resto Del Corpo, secondo brano di un lavoro che arriva a tre anni dal precedente “Prenditi Quello Che Meriti”. E lui quello che merita se lo prenderà senz’altro.”

Xtm.it, recensione di Valerio Di Marco del 23 maggio 2016