GIACOMO RIGGI


Polistrumentista e compositore, Giacomo Riggi è un musicista molto versatile, capace di passare da collaborazioni prettamente jazzistiche a lavori di alto profilo in ambito classico.

BIOGRAFIA  –  GIACOMO RIGGI

Classe 1993, toscano, polistrumentista e compositore, cresce in una casa piena di musica. La madre suonava il pianoforte e quasi ogni giorno le chiedeva di suonargli la “patetica” di Beethoven. A seguito della separazione dei suoi genitori, per un lungo periodo dorme in camera dei suoi nonni, e per quanto uno psicologo qualsiasi direbbe che non è una cosa positiva, grazie al nonno Tony comincia ad ascoltare il jazz.

Ogni notte la sua ninna nanna era composta da canzoni di grandi voci del jazz come Nat King Cole, Mel Tormé, Billie Holiday.

Il nonno è una figura centrale nella sua vita. Appena tredicenne, viene da lui spinto a provare a cimentarsi con “Skylark” di Hoagy Carmichael. È una canzone difficilissima da cantare ma il piccolo Giacomo la ascolta tante volte da impararla a memoria, riuscendoci.

Appena gli è possibile si iscrive al conservatorio, che frequenta con grande curiosità e passione e dove scopre la magia della musica classica, l’orchestra, i grandi compositori del passato. Si innamora della sezione degli archi che inserisce oggi in qualsiasi cosa egli scriva, che sia un disco pop o un’opera per ragazzi. Impara a vivere tra la bellezza di suonare quello che esigono le partiture e i direttori d’orchestra e la libertà che solo il jazz può dare.

Questo background fa di Giacomo Riggi un musicista molto versatile, capace di passare da collaborazioni prettamente jazzistiche con artisti come Tony Scott, Danilo Rea, Paul Mc Candless, Tino Tracanna, Cristina Zavalloni, a lavori di alto profilo in àmbito classico come con il Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra Regionale Toscana, la Filarmonica Arturo Toscaninidi Parma fino a grandi produzioni internazionali come il Cirque Du Soleil.

“Amo la musica in tutte le sue innumerevoli forme, non sento di appartenere veramente a qualcosa di specifico o catalogabile se non alla incessante necessità di cambiamento e avversione nei confronti della noia nel fare per tutta la vita la stessa cosa. Per questo passo da un concerto su una nave al Cirque Du Soleil, dallo scrivere una canzone pop ad un quartetto d’archi, dalla musica alla natura; ho voglia di crescere mantenendo intatta la mia curiosità e il mio entusiasmo, esattamente come quando ero bambino”.

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