ESTRATTO DI RASSEGNA STAMPA DI “ANANKE” DI NICOLÒ CARNESI
Nicolò Carnesi ha presentato il suo nuovo album “Ananke” in un ampio servizio a Tg2 Storie e in radio, in programmi di rilievo come Radio2 Social Club, in onda su Rai 2 e Rai Radio2, Rai Radio3 – La lingua batte, Rai Isoradio – Crossover, Radio24 – Radiotube e Rai Radio1 Sport – Tempi supplementari.
Accolto con calore dalla stampa, il disco ha ottenuto approfondimenti, interviste e recensioni su testate nazionali e magazine musicali, come Robinson – la Repubblica, il Manifesto, Il Giornale di Sicilia, la Repubblica (ed.Palermo), BlowUp, Raro Più, Open, Rockit, All Music, Impatto Sonoro, Inside Music, Loudd, Le Rane, Extra Music Magazine, Sentireascoltare, Il giornale della musica, Sentierisonori, Offtopic, Extra Music Magazine, Inside Music, TRAKS, The Rock Show, Sconcerto, Nonsense Mag e molti altri.
Inoltre, su MOWmag, Nicolò Carnesi si è confrontato con lo scrittore Ottavio Cappellani in un dialogo inedito che ha spaziato dal mondo classico alla cultura pop, attraversando il mito e la filosofia.
“La strada siciliana al pop – quella aperta da Battiato e che arriva a Colapesce passando per i Denovo – insegna che il mito, il sacro e il logos possono essere sfiorati da una canzone. Nicolò Carnesi lo conferma in Ananke. (…) E che per il pop sia necessario cambiare per restare vitale è fuori discussione, un destino”.
Robinson – la Repubblica, recensione di Carmine Saviano dell’8 giugno 2025
“(…) tra frontiere del suono e forza del Mito. (…) otto brani che mettono al centro scenari onirici, campionamenti e retaggi vintage.”
Il Manifesto, intervista di Stefano Crippa del 30 maggio 2025
“La sua proposta è lontana dall’it.pop o dalle lagne da cameretta post-adolescenziale. Il quasi trentottenne palermitano è infatti da sempre orientato altrove, verso una musica nella quale la canzone d’autore e un accurato studio delle trame strumentali si incontrano in una sintesi tanto efficace sul piano melodico quanto articolata e visionaria nelle sue evocazioni vintage.”
BlowUp, recensione di Federico Guglielmi del 1° giugno 2025
“Otto bellissime e strutturate tracce che uniscono magistralmente cantautorato e una dimensione strumentale più ampia, aprendosi a scenari onirici e profondi. Un album che travalica la pochezza di certe produzioni odierne e ci immerge in un’atmosfera notturna: un tempo sospeso accarezzato da sonorità fluide e senza confini, espressione assoluta dell’autore alla ricerca di un linguaggio personale che non ammette costrizioni.”
Raro Più, recensione di Tonino Merolli del 1° luglio 2025
“Chitarre fuzz, campionamenti di vinili e sintetizzatori vestono alla perfezione testi di ottima fattura.”
la Repubblica (ed. Palermo), intervista di Giusy La Piana del 1° giugno 2025
“(…) Carnesi, cantautore raffinato e inquieto, ha scelto proprio la dea del destino come guida di questo quinto lavoro, il più personale ed a tratti anche visionario della sua carriera. (…) Un linguaggio denso, onirico e frammentato anche grazie alle sonorità delle chitarre fuzz, synth, campionamenti di vinili, elementi che abitano la notte, il tempo creativo di questo disco, sospeso tra sogno e necessità.”
Il Giornale di Sicilia, recensione di Vincenzo Burgio del 4 giugno 2025
“Nicolò Carnesi, sicuramente tra i migliori cantautori attualmente in attività nel nostro Paese, con questo nuovo disco trascina il mito tra le righe della nostra vita comune. I pezzi, meravigliosi, oscillano beatamente tra due dimensioni solo apparentemente distaccate, trovandosi a mezz’aria, in una parentesi di spazio sospesa.”
Open, recensione di Gabriele Fazio del 1°giugno 2025
“Nicolò Carnesi parte da un immaginario mitologico per esplorare una dimensione lisergica, dove sogni surreali profetizzano un futuro ancora difficile da decifrare.”
Rockit, recensione per la selezione Buona Onda di Vitttorio Comand del 30 maggio 2025
“Nicolò Carnesi è uno dei segreti meglio custoditi del cantautorato italiano. Per chi ama l’immediatezza pop ma ritiene irrinunciabile sia abbinata ad un linguaggio mai superficiale, il nuovo Ananke potrebbe rivelarsi una meravigliosa sorpresa.”
Loudd, recensione di Luca Franceschini del 20 giugno 2025
“”Ananke” ti fa sollevare i piedi dal suolo, dandoti la sensazione di perdere la gravità, in un mondo astratto, infinito. È proprio questo l’obiettivo della musica del cantautore siciliano: farti dimenticare che invece siamo tutti in balia del caos in un mondo finito.”
Le Rane, intervista di Marzia Presta del 25 giugno 2025
“Un viaggio breve ma denso nella pancia del mito, anzi del Mito, galleggiando in un’ipnosi amniotica che rapisce e allarma radiografando il presente.”
Sentireascoltare, recensione di Stefano Solventi del 30 maggio 2025
“Un album ambizioso, un concept dedicato al Mito con canzoni intitolate “Prometeo”, “Narciso” o “Amore e Psiche”. Ma è dal punto di vista musicale che ci sono le vere novità. (…) barocche fioriture psichedeliche che rimandano agli anni Settanta”
Il giornale della musica, recensione di Bizarre del 1° ottobre 2025
“Fra i miti greci, altri più moderni, come Cure, Beatles, Pink Floyd e Battiato. Un lavoro fatto in casa, in piena libertà, che esce fuori da qualsiasi etichetta. (…) Nicolò Carnesi va controcorrente e ritorna al futuro. (…) fra memoria e innovazione, sintetizzatori e chitarre, notturno e sognante, enigmatico, surrealista e distopico, per gran parte strumentale.”
Sentierisonori, intervista di Giuseppe Attardi del 30 maggio 2025
“Nicolò Carnesi ci accompagna in un viaggio attraverso i secoli, proiettando l’ascoltatore in un futuro in cui la maestosità di una civiltà, come quella ellenica, che ci ha lasciato un immenso patrimonio culturale, ha ancora da insegnarci, attraverso la sua musica, a tratti distopica, fatta di scenari onirici e surreali, dove le emozioni, ormai frammentate, diventano sfumature sonore evanescenti.”
Inside Music, recensione di Alessia Andreon del 5 giugno 2025
“(…) un album che non si accontenta. Non cerca l’orecchiabilità facile, non strizza l’occhio alle playlist usa-e-getta. È un disco che pretende attenzione, ma sa anche restituirla, offrendo all’ascoltatore qualcosa di raro: la sensazione di muoversi dentro un universo sonoro coerente, personale, necessario. Serve la giusta atmosfera, magari la notte con le cuffie, per lasciarsi completamente coinvolgere. E una volta dentro, è impossibile uscirne.”
Impatto Sonoro, recensione di Diego Civino del 12 giugno 2025
“La voce di Nicolò ci fa respirare l’oriente, le sue liriche l’antica Grecia e grazie alla ciclicità delle sonorità distese, chiudendo gli occhi, riusciamo a cavalcare piacevolmente gli orizzonti, superando i confini dell’immaginario. (…) come avviene nei sogni, le canzoni fluiscono in maniera del tutto naturale e si susseguono accompagnandoci in un viaggio flemmatico, catapultandoci in un vortice ipnotico che assume l’andamento perpetuo delle onde dell’oceano, che invitano a lasciar andare controllo, aspettative, ego, comfort zone per riuscire infine ad elevarsi spiritualmente.”
Offtopic, recensione di Iris Controluce del 16 giugno 2025
“Un album brillante dove il cantautore, esplorando nuove e piacevoli sonorità conferma la propria originalità poetica, talvolta pervasa da una vena di disincantata ironia mai banale, con un gusto davvero raffinato per gli arrangiamenti ricercati.”
Extra Music Magazine, recensione di Sergio Bedessi del 14 giugno 2025
“Profondo e quasi mistico, Nicolò Carnesi sembra voler dare forma e sostanza con questo disco a tendenze che si sono sempre indovinate all’interno della sua musica. (…) I miti greci forniscono un substrato interessante ma non pedante, né slegato dalla realtà quotidiana perché le emozioni umane sono ciò che accomuna generazioni, epoche, dei, eroi e uomini, al di là dello spazio e del tempo.”
TRAKS, recensione di Fabio Alcini del 30 maggio 2025
“Un lavoro libero, visionario, che esplora sonorità inedite (…). Un concept album anacronistico e insieme attualissimo, in cui l’artista siciliano ha fatto tutto da solo, dando voce a un’urgenza personale e collettiva: raccontare le nostre fragilità attraverso archetipi antichi che ancora ci somigliano.”
Sconcerto, intervista di Emma Salone del 9 luglio 2025
“Otto tracce che partono dal cantautorato per evolversi in una dimensione strumentale completamente nuova, dove la psichedelia si intreccia con l’elettronica e il rock con uno sguardo rivolto al futuro. I richiami floydiani sono palesi, impossibili da ignorare, ma non suonano mai come sterile imitazione. Piuttosto, Carnesi sembra aver assorbito quella lezione di libertà compositiva e l’ha fatta sua, creandosi uno spazio personale nel panorama musicale italiano.”
The Rock Show, recensione di Manuel Rinaldi del 30 maggio 2025
“Dopo anni di sperimentazione e ricerca, Nicolò Carnesi ci invita in un viaggio intimo tra melodie avvolgenti e testi incisivi, nel segno di una maturità sonora che non smette di sorprendere.”
Nonsense Mag, intervista di Egle Taccia del 14 ottobre 2025
“Raccontare una storia per immagini sonore, questa la capacità di Nicolò Carnesi che si conferma un punto di riferimento per quello che viene ancora definito indie italiano. E poi c’è l’amore che, come virgole e doppi punti insiste sulla punteggiatura musicale; sentimenti che non vengono detti ma suonati.”
The Messineser, recensione di Alessandra Mammoliti del 27 maggio 2025
“Otto tracce che partono dal cantautorato per evolversi in una dimensione strumentale, aprendosi a scenari onirici e perturbanti: i riferimenti si dissolvono in un surrealismo distopico, proiettando l’ascoltatore in un futuro dove le emozioni, ormai frammentate, diventano sfumature sonore evanescenti.”
The Sicilian Post, recensione del 31 maggio 2025
“Un album che parla di un’umanità inconsapevole dei propri limiti intrinsechi, e lo fa con sonorità sognanti ma paradossalmente distopiche. Si parla di necessità come entità superiore, ma anche del ruolo dell’arte come strumento di salvazione dalla incapacità di scorgere speranza in una società disorientata e disorientante.”
Michela Moramarco, intervista del 30 maggio 2025
“(…) si passa dal cantautorato a ritmi quasi dance, riferimenti ai Flaming Lips e chitarre che strizzano l’occhio al suono tagliente dei Cure, il tutto plasmato dal gusto personale di Carnesi, che nell’album scrive, suona, arrangia e produce come un demiurgo alla continua ricerca di sé. Millenni di filosofia greca tornano quindi a nuova vita, trapiantati in anni nefasti per il pianeta, quasi a ristabilire un ordine alle cose, a cercare un equilibrio, in cui dopo anni di dischi e canzoni sull’io finalmente sentiamo la bellezza di un autore che sembra discostarsi dall’auto riferimento per abbracciare tematiche comuni.”
Spiaggiasolitaria, recensione di Gabriel Carlevale del 3 giugno 2025
