DONATELLA MONTINARO: in uscita il 27 settembre “ULIVETO”, il disco d’esordio solista

23 Settembre 2024

(Etichetta Jam/UnJam distrIbuzione Universal) 

Formati: digitale, cd, vinile 

“Uliveto” è il primo album di Donatella Montinaro, in uscita venerdì 27 settembre 2024. Un progetto profondo ed elegante che vede la collaborazione del contrabbassista statunitense Joe Sanders alla produzione artistica e di un quartetto d’eccezione composto da Domenico Sanna al piano, Giulio Scianatico al contrabbasso, Cesare Mangiocavallo alla batteria e Gabriel Marciano al sassofono contralto. 

Donatella Montinaro è una giovane artista smooth jazz: la sua voce morbida e setosa traccia melodie raffinate, creando un universo onirico e avvolgente. Cresciuta sulle note di Carmen Mcrae, Cyrille Aimee, Cecile Mclorin Salvant, Betty Carter, Alice Ricciardi e Sarah Vaughan, fonde elementi di jazz, blues e R&B, dando vita a composizioni incantevoli sostenute da una tecnica impeccabile. 

Nata a Bari nel 1996, si avvicina presto al canto, scoprendo il jazz grazie al profondo amore del padre per Coltrane. Si diploma al Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari e prosegue la sua formazione all’Accademia Nazionale “Siena Jazz”, con grandi nomi del panorama internazionale come Greg Hutchinson, Joe Sanders, Yonathan Avishai, Logan Richardson, Diana Torto, Dena DeRose e David Linx. Partecipa a corsi e seminari di perfezionamento e collabora a progetti discografici di altri artisti, tra cui “Soul Hunters” del chitarrista Alberto Parmegiani e “A Peaceful Place” di Pippo D’Ambrosio. Nel 2022 vince il Concorso Nazionale “Chicco Bettinardi” e l’anno successivo pubblica “Still We Dream”, il suo primo disco in duo con il pianista Danilo Tarso.  

Donatella Motinaro coltiva nel cuore emozioni profonde, nutrite da ascolti e ispirazioni che includono album classici come “Sassy Swings the Tivoli” di Sarah Vaughan e “Soultrane” di Coltrane, così come gemme contemporanee tra cui “Omega” di Immanuel Wilkins e “Dawn” di Yebba: anche nel solco di queste sonorità ha fatto germogliare “Uliveto”, il suo esordio solista, a cui ha infuso il suo universo di intuizioni e la sua sensibilità. 

“Uliveto” è una dedica alla sua terra d’origine, la Puglia, utilizzando il linguaggio del jazz. È un omaggio ai paesaggi, alle radici, alla trasmissione delle tradizioni: la sua famiglia possiede una piantagione di ulivi da 200 anni, mantenendo viva l’antica consuetudine di consegnare la cura di queste piante di generazione in generazione, di madre in figlia. Una tradizione che rispecchia profondamente l’essenza stessa della musica, quella di tramandare la sua storia, e farla propria. 

Un viaggio di dieci tracce in inglese, un episodio in italiano e uno in portoghese, che parte dal concetto di poesia per arrivare alla memoria personale, dalle proprie esperienze emotive per approdare al lavoro di grandi artisti, come Djavan, Wayne Shorter, Domenico Modugno – di cui sono riproposte qui tre perle – e abbracciando al contempo composizioni originali che riflettono la crescita e l’evoluzione della giovane artista. 

Dopo anni di ascolti, Donatella Montinaro è pronta a condividere la sua prospettiva, superando il concetto classico di Jazz, ma, allo stesso tempo, rimanendo fedele al suo principio cardine, a un suono prevalentemente acustico, frutto di un momento preciso, condiviso e suonato insieme. 

Il disco è stato anticipato il 13 settembre dal singolo “Captive Silence”. 

Donatella Montinaro descrive così “Uliveto”:  

L’uliveto è il tipico paesaggio da cui sono stata circondata essendo cresciuta nel sud della Puglia. La mia famiglia possiede un uliveto e un giorno, parlandone con mia madre, mi ha rivelato che appartiene alla sua famiglia da due secoli. È una vecchia tradizione pugliese ereditare una terra dalle donne della famiglia. È appartenuta, dunque, alla mia trisavola e, dopo di lei, a tutte le donne dal lato materno. Con una sola immagine mi ricollego a tutto ciò che mi definisce. Abbiamo quindi cucito questa parola, abbiamo cucito il legame e l’amore che provo per queste donne e per la mia terra. 

Joe Sanders è stato il mio insegnante di musica d’insieme a Siena Jazz. Durante le lezioni, chiese a ognuno di noi di portare della musica originale su cui lavorare. Correggeva i brani con matita e penna, da vero professore. Per me era tutto nuovo, avevo appena iniziato a scrivere qualcosa di mio. Abbiamo arrangiato così “I Remember You” e “in Time with the Rain. L’esperienza è stata straordinaria: Joe è uno dei musicisti più incredibili sulla faccia della Terra, dotato di una musicalità e sensibilità fuori dal comune. Ho iniziato allora a sviluppare l’idea di un mio primo progetto discografico e, in concomitanza, ho scoperto che Joe era anche un produttore. Mi sono fatta coraggio e gliel’ho chiesto. Lui ha lavorato con me sia nella fase di scrittura, mandandomi demo e in generale idee sui brani che volevo registrare, sia in studio, dirigendo il tutto”. 

TRACKLIST 
1) Flightnoon/the Echoing Green  
2) Captive Silence  
3) Inward Glass  
4) Agua  
5) in Time with the Rain  
6) the Sun of May (Drì) feat. Joe Sanders  
7) Someplace Called Where  
8) Come Stai 
9) I Remember You  
10) Ghost Soul  

CREDITI DEL DISCO 
Produzione Artistica: Joe Sanders 
Donatella Montinaro: voce 
Domenico Sanna: piano, synth (track 1,2,3,4,5,7,8,9) 
Gabriel Marciano: sax alto (track 2,3,4,5,7,8,9) 
Giulio Scianatico: contrabbasso (track 1,2,3,4,5,7,8,9) 
Cesare Mangiocavallo: batteria (1,2,3,4,5,7,9) 
Joe Sanders: contrabbasso (track 6) 
Iacopo Teolis: tromba (track 4,8) 
Vittorio Esposito: rhodes (track 10) 
Registrato al Cicaleto Recording Studio di Arezzo 
Sound Engineer: Francesco Ponticelli 
Track 10 registrata allo Studio Miriam di Roma  
Sound Engineer: Axel Ferrari 
Produttore esecutivo: Bernardo Mattioni 
Produttore esecutivo: Capitani Coraggiosi 
Copertina e foto: Agnese Zingaretti 
Editing, mix e master: Cesare Mangiocavallo, supervisore Enzo Soriani  

Management: Bernardo Mattioni 
Label e distribuzione: Jam/UnJam distr. Universal 
Ufficio Stampa e Promozione: Big Time – pressoff@bigtimeweb.it 
Edizioni: Jam/UnJam 

“ULIVETO” – DONATELLA MONTINARO PARLA DEL DISCO TRACCIA PER TRACCIA 

1) Flightnoon/the Echoing Green  
Il testo è tratto da una poesia di William Blake, che fa parte delle “Songs of Innocence”. Ho cercato di rappresentare, dunque, questa innocenza attraverso la musica, evocando immagini molto pure che descrivono il ciclo della vita. 

2) Captive Silence  
Parla di un particolare momento della mia infanzia. È un dialogo con la “me” bambina, in cui le rivolgo domande e cerco di far fronte alle sensazioni e difficoltà che caratterizzano quel momento specifico. 

3) Inward Glass  
Descrive un attacco di panico, visto all’epoca come un “mostro che si arrampica contento” (a climbing content monster) e che si “ciba” del respiro. 

4) Agua  
Un brano di Djavan. La musica brasiliana è in generale una grande ispirazione per me. Djavan è uno dei miei artisti preferiti. Ho scelto di reinterpretare questo brano perché mi ricorda come temperamento “the Echoing Green”, inoltre, esattamente come quest’ultimo, presenta tre temi (melodie) diversi. 

5) in Time with the Rain  
È in assoluto il primo brano che ho scritto, un parallelismo tra il ciclo della pioggia e le lacrime, intese come la “fine” di un ciclo emotivo interno e quindi il rilascio di tensioni più o meno belle. 

6) the Sun of May (Drì) feat. Joe Sanders  
Una dedica a mio fratello. Faccio riferimento a una nostra foto da bambini, una delle mie preferite. 

7) Someplace Called Where  
Un brano di Wayne Shorter, leggenda della musica jazz. L’ho scelto per omaggiare questo musicista, ma ancora prima compositore incredibile, oltre ad essere una sfida tecnica significativa. 

8) Come Stai 
Brano di Domenico Modugno. È importantissimo per me preservare un piccolo spazio all’italiano come lingua cantata e la scelta non poteva che ricadere sul grande cantautore pugliese. 

9) I Remember You  
Uno degli standard del repertorio jazzistico a cui sono più affezionata. Questa è però una nostra personale rivisitazione. 

10) Ghost Soul  
È l’ultimo brano che ho scritto, di questa serie. L’ho fatto insieme a un caro amico. Descrivo un’importante realizzazione che ho fatto negli ultimi mesi, rispetto alla mia persona. Musicalmente parlando, inoltre, questo brano vuole essere una “finestra” per qualcosa di nuovo che verrà. 

DONATELLA MONTINARO | BIOGRAFIA 
Nata a Bari nel 1996, si avvicina al jazz grazie al padre, da sempre fan di John Coltrane. Nel 2010 inizia a frequentare il corso preaccademico del Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari, dove scopre grandi artisti del passato, come Carmen 

Mcrae, Cyrille Aimee, Cecile Mclorin Salvant, BeDy Carter, Alice Ricciardi e Sarah Vaughan, di cui si innamora perdutamente e il cui incontro le darà una direzione specifica da seguire. 

Conseguito il diploma, si iscrive alla prestigiosa scuola “Siena Jazz” per frequentare il master e studiare con i più grandi nomi dell’attuale panorama jazzistico e non solo, tra cui Greg Hutchinson, Joe Sanders, Yonathan Avishai, Logan Richardson, Diana Torto, Dena DeRose e David Linx. 

Negli anni frequenta diversi corsi di perfezionamento e seminari, tra cui quelli tenuti da Michele Hendricks, Anita Wardell, Mario Rosini, Rachel Gould, Anne Ducros, Roberta Gambarini e Susanne Abbuehl. Prende parte, inoltre, a workshop incentrati soprattutto sull’improvvisazione e sul linguaggio jazzistico di Stjepko Gut, Rosario Giuliani, Benny Benack III e Dado Moroni. Affianca allo studio accademico l’attività concertistica, mettendosi al servizio di progetti discografici di altri artisti, come “Soul Hunters” del chitarrista Alberto Parmegiani e “A Peaceful Place” di Pippo D’Ambrosio. 

Nel 2022 si aggiudica il primo premio nella categoria solisti del prestigioso Concorso Nazionale “Chicco Bettinardi”. 

A gennaio del 2023 pubblica per Wow Records un disco in duo con il pianista Danilo Tarso, “Still We Dream”, di cui è anche produttrice. A febbraio dello stesso anno entra in studio per registrare “Uliveto”, il suo primo album solista: un lavoro che vede la collaborazione, come produttore artistico, del contrabbassista statunitense Joe Sanders, incontrato durante i corsi di “Siena Jazz”, e la partecipazione di un quartetto d’eccezione, formato dal pianista Domenico Sanna, dal contrabbassista Giulio Scianatico, dal sassofonista Gabriel Marciano e dal batterista Cesare Mangiocavallo. 

Dischi: 
– “Still We Dream” (Donatella Montinaro & Danilo Tarso) 2023 

Partecipazioni: 
– “Soul Hunters” (Alberto Parmegiani & Soul Hunters) 2020 
– “A Peaceful Place” (Pippo D’Ambrosio) 2020 
– “Sofia” (Barienses Jazz Collective) 2020 
– “You and the Night and the Music” (Armando Sciommeri) 2023 

JOE SANDERS | BIOGRAFIA 
Contrabbassista jazz originario di Milwaukee, Wisconsin. Dopo essersi diplomato alla Milwaukee High School of the Arts, ha vinto una borsa di studio per il Brubeck Institute dell’Università del Pacifico in California, dove ha studiato sotto la guida di Christian McBride. Ha perfezionato la sua formazione al Thelonious Monk Institute, studiando con Terence Blanchard e apprendendo da maestri come John Clayton e Bob Hurst. 

Nel 2011, Sanders ha registrato l’album Introducing Joe Sanders (Criss Cross Jazz) con la sua band di New York, composta dal pianista Luis Perdomo, dal sassofonista alto Will Vinson e dal batterista Rodney Green. Ha collaborato con numerosi celebri artisti contemporanei e ha suonato in Vietnam e India con Wayne Shorter e Herbie Hancock. Ha inoltre girato il Nord America e l’Europa con il Roy Hargrove Quintet. 

Nel 2015 Sanders ha fatto parte del trio di Gerald Clayton con Justin Brown e ha partecipato al tour del quartetto di Charles Lloyd. Nel 2023, ha contribuito all’album Where Are We di Joshua Redman, che lo ha descritto al New York Times come “uno dei grandi della sua generazione e uno dei musicisti più attivi e imitati della scena odierna“. 

DOMENICO SANNA | BIOGRAFIA 
Uno dei pianisti jazz più raffinati ed eleganti emersi in Italia. Ha contribuito con il suo talento a oltre 50 album, lavorando con grandi nomi del jazz, tra cui Steve Grossman, Peter Bernstein, Dayna Stephens, Greg Hutchinson, Jeff Ballard, Joe Sanders, Dave Liebman, Eddie Gomez, Bill Stewart e Logan Richardson, solo per citarne alcuni. Il suo pianoforte è un elemento chiave delle recenti pubblicazioni discografiche di Gegè Telesforo e Serena Brancale. 

GIULIO SCIANATICO | BIOGRAFIA 
Inizia la sua carriera concertistica all’età di 11 anni, esibendosi in numerosi festival jazz. Tra questi, il “Peperoncino Jazz Festival 2015”, “Bari in Jazz” (2015-2017), il “Festival dei Due Mondi 2016”, il “Festival Locomotive Jazz 2015”, “Policoro in Swing 2015”, “Bari Hi End” (2011, 2012, 2015), “Trani in Jazz 2014”, il “Roma Jazz Festival 2016″, l'”Altamura Jazz Festival 2017”, “Umbria Jazz 2019”, “Jazz in de Gracht 2019” (Olanda), e “JazzMi 2019”. Vanta prestigiose collaborazioni con molti musicisti di fama internazionale, tra cui Seamus Blake, Jorge Rossy, Aaron Goldberg, Ali Jackson, Stjepko Gut, Mark Sherman, Thomas Kirkpatrick, Gadi Lehavi, Felix Rossy, Bepi D’Amato, Walter Ricci, Dado Moroni, Giovanni Amato, Daniele Scannapieco, Domenico Sanna, Roberto Tarenzi, Marco Valeri, Adam Pache e Sebastian Merk. 

CESARE MANGIOCAVALLO | BIOGRAFIA 
Si perfeziona con Andrea Nunzi, Greg Hutchinson, Roberto Gatto, Antonio Sanchez e Mark Guiliana. Nonostante la giovane età, ha già accumulato numerose importanti collaborazioni, con artisti come Enrico Pieranunzi, Fabrizio Bosso, Daniele Tittarelli, Roberto Tarenzi e Francesco Lento. Nel 2019, è stato invitato da Enrico Pieranunzi a suonare con lui sia in trio che in quartetto. Ha partecipato a prestigiosi festival come Umbria Jazz, Fano Jazz e Pozzuoli Jazz Festival. Accanto alla musica, coltiva da sempre una passione per il cinema: nel 2017 ha scritto, diretto e montato il suo primo film, presentato al Senato in occasione del Giorno della Memoria. Inoltre, ha realizzato diversi videoclip musicali che hanno ricevuto numerosi premi in festival internazionali. 

GABRIEL MARCIANO | BIOGRAFIA 
Ritenuto un prodigio sin da giovanissimo, nel 2018 viene selezionato dalla prestigiosa The New School for Jazz and Contemporary Music di New York City, dove ha l’opportunità di incontrare alcuni dei migliori musicisti della scena mondiale, tra cui Joe Lovano, Andy Sheppard, Rita Marcotulli, Dario Deidda, Alfonso Deidda, Daniele Scannapieco, Giovanni Amato, Ettore Fioravanti, Dado Moroni, Emanuele Cisi, Stefano Bagnoli, Paolo Fresu, Paolino Dalla Porta, Bebo Ferra, Stefano Battaglia, Furio Di Castri, Greg Hutchinson, Peter Bernstein, Ben Wendel, Linda May Oh, Kurt Rosenwinkel, Seamus Blake, Aaron Parks, e Matthew Stevens. Oggi con il suo quartetto propone un repertorio di brani di sua composizione e arrangiamenti originali, creando un “sound” ibrido arricchito da molteplici influenze.