BIG MAMA – ROMA – PROGRAMMA CONCERTI DAL 21 AL 27 MARZO

15 Marzo 2019

BIG MAMA

VICOLO SAN FRANCESCO A RIPA 18 – TRASTEVERE – ROMA

PROGRAMMA CONCERTI DAL 21 AL 27 MARZO

APERTURA CLUB ORE 21

INIZIO CONCERTI ORE 22,30

INGRESSO LIBERO

ONORATI COFFEE MAKER BLUES BAND

giovedì 21 Marzo 2019

La ONORATI COFFEE MAKER BLUES BAND è una esplosiva formazione di ENTERTAINING BLUES, con un repertorio che strizza l’occhio a New Orleans e ai suoni della Louisiana.

Tutto questo senza dimenticare i grandi padri fondatori del blues (Muddy Waters, John Lee Hooker, Freddie King) ma anche agli artisti della nuova generazione e alle sonorità più elettriche (Buddy Guy, Eric Clapton, Ben Harper).

Appaiono così come vere perle le interpretazioni di brani morbidi come “Same old blues” o scatenati come “Palace of the king” o ancora uno slow come “I could cry”. Formazione scarna ed essenziale, come la tradizione blues richiede, ma grande energia sul palco.

Davanti a tutti la voce graffiante dell’istrionico Luigi Onorati, capace come pochi di coinvolgere e divertire, sostenuto dalla sapiente chitarra di Stefano De Angelis.

La band ha pubblicato un album, che contiene 11 brani“veramente” live, interamente registrato al Big Mama. Si va dai grandi classici come “born under a bad sign” di Albert King, alle sonorità country di “the ring of fire di Johnny Cash, fino alle radici del blues con i suoni ruvidi e acustici del Delta, come in “if iI had possession” di Robert Johnson, o ancora il groove di “who do you love” di Bo Diddley e la scatenata “Misirlou” che tutti ricordano nella colonna sonora di Pulp Fiction. Un disco pieno di amore per il blues che la band propone in tutte le sue live performances.

Luigi Onorati (voce) – Lucio Carletti (basso) – Mimmo Antonini (batteria) – Stefano De Angelis (chitarra)

GRACEBAND – la musica di Van Morrison

venerdì 22 Marzo 2019

Una musica senza tempo per una band senza tempo…. Sono passati 30 anni dalla prima apparizione dei mitici “Swan lake” sul palco del Big Mama.

La band romana – che ha poi cambiato il suo nome in Graceband, in omaggio al capolavoro di Paul Simon “Graceland” e si è arricchita di nuovi componenti – ritorna sul palco di Trastevere con tutta la passione di un tempo. Questa sera presenterà i grandi classici del repertorio di Van Morrison. Uno show dal sicuro impatto emozionale, con atmosfere musicali di rara intensità. Sul palco ci saranno i membri storici della band più alcuni graditissimi ospiti:

Maurizio Cardaci (piano e voce) – Mino Chiatamone (chitarra e voce) – Raimondo Orsini (chitarra e voce) – Roberto Pelosi (basso e voce) – Claudio Maffei (chitarra e voce) – Gilberto Ceccarini (batteria) – Fabrizio Santini (piano, tastiere e fisarmonica)

SISTER DYNAMITE & THE FUNKY BULLETS

sabato 23 Marzo 2019

Sister Dynamite ed i suoi Funky Bullets sono una esplosiva band di Soul, Funky & Rithm’n’Blues.

Una poderosa sezione fiati accompagna la voce di Simona Altea (per anni al fianco di Gino Marulla e la sua orchestra).

Un repertorio che non lascia spazio ad alcun dubbio: James Brown, Aretha Franklyn, Marvin Gaye, Ray Charles per una serata di Black Music in cui sarà davvero difficile per chiunque non farsi trascinare…!!!

Simona Altea (voce), Matteo Bassi (basso), Stefano Napoleoni (batteria), Lorenzo De Angelis (chitarra), Luigi Carbone (tastiere), Massimiliano Spina (sax tenore), Giorgio Pineschi (sax contralto), Claudio Starnoni (tromba)

ORGAN FEVER

martedì 26 Marzo 2019

Primo appuntamento per questa nuova formazione con la tradizionale struttura Organo-Hammond/chitarra/batteria. Come tradizione spicca l’assenza del basso, ruolo questo svolto dallo stesso organista attraverso una appariscente pedalira di legno. L’organo Hammond è uno degli strumenti più caratteristici degli anni ’60 e ’70. Le sue sonorità sono state sfruttate in ogni genere musicale, dal jazz al rock al soul.

Il repertorio naturalmente non può prescindere dalle composizioni di Jimmy Smith, vero gigante dello strumento e punto di riferimento per ogni organista (Jimmy Smith fu protagonista di due eccezionali serate al Big Mama nel lontano aprile 1988) con brani quali Back at the Chicken Shack, Organ Grinder Swing, Thee Cat. Ma ci sarà anche spazio per composizioni più smaccatamente funky come The Chicken, Cissy Strut, The Streetbeater e canzoni di estrazione soul & pop appositamente arrangiate per il trio, come Every breath you take (The Police), Come Together (Beatles), Isn’t She Lovely (Stevie Wonder), Fever (Peggy Lee).

Fabio Di Cocco ha alle spalle una lunga carriera come pianista e organista. Ha collaborato in studio e suonato con grandi nomi del pop e del teatro italiano (Rossana Casale, Loredana Bertè, Mimmo Locasciulli, Donatella Rettore, Marco Conidi, Paola Turci, Paolo Belli, Schola Cantorum, Gigi Proietti, Max Tortora, Tullio Solenghi) e con i grandi nomi del jazz internazionale (Mike Stern, Bob Franceschini).

Fabio Di Cocco (organo Hammond) – Luca Casagrande (chitarra) – Piero Fortezza (batteria )

NeaCo’ – Neapolitan Contamination

mercoledì 27 Marzo 2019

Avreste mai immaginato un Surdato ‘nnammurato che canta “Oje vita, oje vita mia” in blues?

O che la fascinosa Brigida cui è dedicata la canzone A’ Tazza ‘e cafè possa non essere di Napoli (dove si beve il migliore caffè del mondo) ma della Giamaica (dove cresce la migliore pianta di caffè del mondo)? O, ancora, che i “guagliune e’ malavita” di Guapparia assomigliano a quelli di Fred Buscaglione?

Avreste mai pensato che il Take Five di Paul Desmond & Dave Brubeck – con il suo modernissimo ritmo di cinque/quarti – avrebbe potuto un giorno vestire le parole della più antica canzone napoletana, Te voglio bene assaje? Tutto questo – e molto altro ancora – accade per effetto della Neapolitan Contamination.

Perché la Contaminazione e Napoli? La Contaminazione implica un contatto fecondo ed è un motore di civiltà, perchè si impara sempre di più da chi è “altro da sé” che dai propri simili. Napoli è un luogo-simbolo dove la Contaminazione ha potuto operare con particolare vivacità, avendo radici antiche nei secoli e matrici molteplici nei luoghi di provenienza. La Città assorbe queste contaminazioni come una spugna, le metabolizza, poi le diffonde, esportando ‘napoletanità’ in tutto il mondo e in qualche modo restituendo, arricchito, a ciascuno il messaggio di civiltà che ciascuno ha contribuito, in parte, a creare.

Il progetto Neapolitan Contamination riproduce questa dinamica con la Canzone napoletana, proponendo i suoi brani più celebri in modo nuovo e particolarissimo.

L’ascoltatore viene condotto in un viaggio tra i continenti e gli stili musicali, dall’Europa al Medio Oriente, all’Africa centrale, fino al Nordamerica del gospel, del blues, del jazz e del funky, al Centroamerica del calypso, del reggae, della rumba, e giù giù fino al tango argentino. Il pubblico viene stimolato – dall’esecuzione musicale e dal racconto che la accompagna – ad esplorare ‘dentro’ ciascuna canzone, per trovarvi un ‘seme di contaminazione’, un elemento di globalizzazione, di universalità, capace di trasporre il brano musicale in un contesto antropologico, geografico, culturale, ideale del tutto diverso. La canzone si evolve e si trasforma geneticamente, pur nel sostanziale rispetto del testo (e quindi del messaggio) originario. È un modo per onorare un glorioso passato in chiave evolutiva, guardando al suo futuro.

Dal 2017, il progetto presenta una formazione inedita, dopo la fruttuosa collaborazione e il cd con gli Arthèteca project nel 2013 e dopo ripetuti sold out, dall’Auditorium al Big Mama a Roma, dal 2014 al 2016.

La direzione artistica e la sonorità travolgente del grande percussionista afrocubano-napoletano Giovanni Imparato si associano con una raffinata e del tutto nuova opera di arrangiamento, per dar forma e suono alle contaminazioni ideate da di Luigi Carbone, che è anche regista e voce narrante dello spettacolo.

Oltre ai due fondatori del nuovo progetto (rispettivamente alle percussioni e al pianoforte e all’Hammond), l’esecuzione è affidata a una formazione inedita, con un gruppo di musicisti intensi, che riunisce strumenti etnicamente contaminanti: dalla chitarra “svedese” di Mats Hedberg al basso del Maestro Aldo Perris, ai fiati di Davide Grottelli, al violino di Anna Rita Di Pace.

Il tutto prende voce attraverso un bouquet di cantanti che interagiscono dinamicamente sul palco, rendendo l’effetto di sincretismo e di crossover sempre più coinvolgente: assieme alla voce evocativa di Giovanni Imparato, si alternano e si incrociano quelle di Antonio Carluccio, cantautore e cantante-attore dalla voce “classica” e appassionata e di Anna Rita Di Pace, magnifica voce della nuova musica popolare e folk.

Giovanni Imparato -(voce e percussioni) – Luigi  Carbone (trastiere e voce) – Antonio Carluccio (voce e chitarra) – Aldo Perris (basso) – Anna Rita Di Pace (voce e violino) – Mats Erik Hedberg (chitarre) – Davide Grottelli (Sax e Flauto)

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