BIG MAMA – PROGRAMMA DEI CONCERTI DALL’11 AL 17 OTTOBRE 2018
BIG MAMA – PROGRAMMA CONCERTI DALL’11 AL 17 OTTOBRE

BIG MAMA – VICOLO SAN FRANCESCO A RIPA 18 – TRASTEVERE – ROMA
065812551 – www.bigmama.it
Apertura porte ore 21
Inizio concerti ore 22,30
Ingresso libero
NEACO’ – NEAPOLITAN CONTAMINATION
giovedì 11 ottobre 2018
Avreste mai immaginato un Surdato ‘nnammurato che canta “Oje vita, oje vita mia” in blues?
O che la fascinosa Brigida cui è dedicata la canzone A’ Tazza ‘e cafè possa non essere di Napoli (dove si beve il migliore caffè del mondo) ma della Giamaica (dove cresce la migliore pianta di caffè del mondo)? O, ancora, che i “guagliune e’ malavita” di Guapparia assomigliano a quelli di Fred Buscaglione?
Avreste mai pensato che il Take Five di Paul Desmond & Dave Brubeck – con il suo modernissimo ritmo di cinque/quarti – avrebbe potuto un giorno vestire le parole della più antica canzone napoletana, Te voglio bene assaje? Tutto questo – e molto altro ancora – accade per effetto della Neapolitan Contamination.
Perché la Contaminazione e Napoli? La Contaminazione implica un contatto fecondo ed è un motore di civiltà, perchè si impara sempre di più da chi è “altro da sé” che dai propri simili. Napoli è un luogo-simbolo dove la Contaminazione ha potuto operare con particolare vivacità, avendo radici antiche nei secoli e matrici molteplici nei luoghi di provenienza. La Città assorbe queste contaminazioni come una spugna, le metabolizza, poi le diffonde, esportando ‘napoletanità’ in tutto il mondo e in qualche modo restituendo, arricchito, a ciascuno il messaggio di civiltà che ciascuno ha contribuito, in parte, a creare.
Il progetto Neapolitan Contamination riproduce questa dinamica con la Canzone napoletana, proponendo i suoi brani più celebri in modo nuovo e particolarissimo.
L’ascoltatore viene condotto in un viaggio tra i continenti e gli stili musicali, dall’Europa al Medio Oriente, all’Africa centrale, fino al Nordamerica del gospel, del blues, del jazz e del funky, al Centroamerica del calypso, del reggae, della rumba, e giù giù fino al tango argentino. Il pubblico viene stimolato – dall’esecuzione musicale e dal racconto che la accompagna – ad esplorare ‘dentro’ ciascuna canzone, per trovarvi un ‘seme di contaminazione’, un elemento di globalizzazione, di universalità, capace di trasporre il brano musicale in un contesto antropologico, geografico, culturale, ideale del tutto diverso. La canzone si evolve e si trasforma geneticamente, pur nel sostanziale rispetto del testo (e quindi del messaggio) originario. È un modo per onorare un glorioso passato in chiave evolutiva, guardando al suo futuro.
Dal 2017, il progetto presenta una formazione inedita, dopo la fruttuosa collaborazione e il cd con gli Arthèteca project nel 2013 e dopo ripetuti sold out, dall’Auditorium al Big Mama a Roma, dal 2014 al 2016.
La direzione artistica e la sonorità travolgente del grande percussionista afrocubano-napoletano Giovanni Imparato si associano con una raffinata e del tutto nuova opera di arrangiamento, per dar forma e suono alle contaminazioni ideate da di Luigi Carbone, che è anche regista e voce narrante dello spettacolo.
Oltre ai due fondatori del nuovo progetto (rispettivamente alle percussioni e al pianoforte e all’Hammond), l’esecuzione è affidata a una formazione inedita, con un gruppo di musicisti intensi, che riunisce strumenti etnicamente contaminanti: dalla chitarra “svedese” di Mats Hedberg al basso del Maestro Aldo Perris, ai fiati di Davide Grottelli, al violino di Lavinia Mancusi.
Il tutto prende voce attraverso un bouquet di cantanti che interagiscono dinamicamente sul palco, rendendo l’effetto di sincretismo e di crossover sempre più coinvolgente: assieme alla voce evocativa di Giovanni Imparato, si alternano e si incrociano quelle di Antonio Carluccio, cantautore e cantante-attore dalla voce “classica” e appassionata e di Lavinia Mancusi, straordinaria voce della nuova musica popolare e folk.
Giovanni Imparato -(voce e percussioni) – Luigi Carbone (trastiere e voce) – Antonio Carluccio (voce e chitarra) – Aldo Perris (basso) – Anna Rita Di Pace (voce e violino) – Mats Erik Hedberg (chitarre) – Davide Grotteli (Sax e Flauto)
BLUE STUFF Blues Band
venerdì 12 ottobre 2018
I BLUE STUFF nascono a Napoli nel 1982, grazie all’iniziativa di Mario “Blue Train” Insenga, da sempre uno dei più attivi musicisti blues italiani. Sin dall’inizio la band si caratterizza come una sanguigna blues band, fedelmente dedita al Chicago Style.
La semplicità ed immediatezza delle strutture ritmiche, la pulizia degli schemi armonici e melodici, il calore della voce e, soprattutto, la passione per il blues e più in generale per la musica, fanno del suono BLUE STUFF un esempio di vitalità musicale, che dimostra come un linguaggio musicale antico possa rimanere di grande attualità e di grande coinvolgimento emotivo.
Infatti il tratto saliente del progetto sta nel fatto che esso “brilla di luce propria”, ciò a dire che i BLUE STUFF suonano del Chicago Blues, ma l’originalità delle loro composizioni li pone come una blues band viva e pulsante. D’altronde, testimonianza della vitalità di questo gruppo e’ la sempre calda accoglienza ricevuta da parte del pubblico che non resta mai impassibile di fronte alla irresistibile miscela di musica, simpatia e spettacolarità.
Sul finire del 1991 nasce le collaborazione con Joe Sarnataro, ovvero l’alter ego blues di Edoardo Bennato. Nasce così il disco “E’ Asciuto Pazzo ‘O Padrone”, colonna sonora di un musical e con un lungo tour europeo. Nel 1994 a esce “L’Acqua e’ Poca” per la Sony, nel 1999 “Roba Blues” per la Cheyenne Records che pubblica anche l’ultimo lavoro “Altra Gente, Altro Blues” un nuovo CD che vede – tra gli altri – la partecipazione del polistrumentista partenopeo DANIELE SEPE. Il disco, che contiene 11 tracce originali,è una ulteriore testimonianza della capacità di questa band di saper comporre e suonare brani propri, affiancando al blues il dialetto napoletano, senza perdere il carattere dominante di questa musica.
Mario Insenga (Voce, batteria, percussioni) – Sandro Vernacchia (Chitarre, mandolino e cori) – Francesco Citera (Fisarmonica) – Emilio Quaglieri (Dobro, cori)
ADIKA PONGO
sabato 13 ottobre 2018
Gli Adika Pongo sono una concreta realtà musicale dal 1994, anno in cui leader e fondatore del gruppo era quel Niccolò Fabi che sarebbe poi divenuto cantautore affermato. Da allora la band, capitanata da Alessandro Benedetti e Costantino Ladisa, non si è mai arrestata. Con una media di un centinaio di date l’anno si sono prefissati il compito di portare in giro in Italia e in Europa, quella che viene chiamata “Disco Music” e che era suonata da band numerose come gli Earth Wind & Fire, gli Chic, Barry White, Kool & The Gang e tanti altri. Per creare uno spettacolo così ricco, la band originale (composta anche da Andrea Merli alla batteria, Alessio Scialò alle tastiere e l’argentino Pablo Oliver alle percussioni) ha scelto il talento vocale dell’affascinante Francesca Silvy. Parte ormai integrante della band sono anche altri due elementi diventati fondamentali: Alberto Lombardi alla chitarra (già chitarrista per gli ORO e produttore dell’ultimo album di Rosario di Bella) e Pietro Pellegrini alla tromba. Ma sono ancora numerose le collaborazioni ai loro live acts: dalla poderosa sonorità vocale di Fulvio Tomaino (Primo Classificato al Festival Europeo del Blues svoltosi a Londra nel 2003) a quella splendida di Wendy Lewis (sua la cover di “In alto mare” della Bertè uscita a nome 2 Black). Da Orlando Johnson (celeberrima voce black della Dance) a Mara, Gioia Biasini e Simona Rizzi, fino ad arrivare agli ottoni di Settimio Savioli, Sergio Vitale, Franco Santodonato e Walter Fantozzi
Gli adika Pongo hanno presentato lo scorso gennaio in anteprima – tra le mura amiche del Big Mama – il nuovo videoclip del loro brano “You” che ha raggiunto il 6° posto nella “Full Top 30 Chart” di DJ SLY
STEVIE’S BLEND
mercoledì 17 ottobre 2018
Stevie’s Blend è la nuova formazione del chitarrista Stefano De Angelis, una “miscela” che unisce passione per il Blues e talenti diversi che si sono ritrovati per un lavoro discografico di dieci brani originali. Oltre alla chitarra di Stefano De Angelis, l’organico è composto da Mick Brill al basso e Piero Pierantozzi alla batteria.
Le registrazioni in studio, così come le performance live, vedono la partecipazione di numerosi ospiti. Hanno prestato la loro voce: Claudio Maffei, Stefano Malatesta, Luca Morisco, Andrea Di Persio e Luigi Onorati, ma ci sono anche l’armonica di Claudio Martinez e Luciano Gargiulo con pianoforte e organo Hammond.
Stefano De Angelis ha uno stile essenziale e potente, con grandi capacità di fraseggio, nel solco del più puro Blues urbano. Strumentazione ridotta al minimo, con Fender Stratocaster, amplificatore valvolare Fender e overdrive.
