BIG MAMA – PROGRAMMA CONCERTI DAL 9 AL 15 OTTOBRE

PROGRAMMAZIONE BIG MAMA DAL 9 al 15 OTTOBRE
GIOVEDI 9 OTTOBRE
BEATLES REVOLUTION
Ingresso libero
Concerto ore 22,30
The Beatles Revolution tornano al Big Mama, il locale dove hanno esordito la scorsa primavera, per un omaggio al fondatore dei Beatles John Lennon nel giorno del suo compleanno (9 ottobre 1940-8 dicembre 1980). In scaletta tanto rock’n’roll, i pezzi indimenticabili dei Fab Four e in particolare di John Lennon.
Nel progetto The Beatles Revolution si sono uniti cinque musicisti che negli anni, pur lavorando in varie situazioni musicali, hanno avuto esperienze in
La band.
Alessandro Errichetti: voce, chitarra. In ambito Beatles ha fatto parte della Blue Jay Band, Lennon Legend e dei Bulldogs – Antonello Ripepi: voce, basso. Ex Apple Pies, Lennon Legend -Enrico Scopa: voce tastiere. Macca Band – Fabio Maccheroni: voce, chitarra. Ex Bulldogs, autore di tre pubblicazioni sui Beatles, fra cui una su John Lennon (The Shot – Il ragazzo che suonò con John Lennon, disponibile al Big mama) – Fabio Pollastri: voce, batteria. Ex Blue Jay Band
VENERDI 10 OTTOBRE
RIDING SIXTIES
KEITH RICHARDS’ LIFE
Ingresso libero
Concerto ore 22,30
Alzi la mano chi non vorrebbe conoscere la storia di Keith Richards. L’uomo che ha forgiato uno dei riff più infettivi della storia del rock’n’roll (quello di Satisfaction). L’uomo che con la sua Telecaster ha rivoluzionato il concetto stesso di chitarra ritmica. Uno che dopo decenni all’insegna di Sesso, Droga (tantissima) e Rock’n’Roll, trova ancora la forza di girare il mondo in tour con i Rolling Stones. Ma arrivato alla soglia dei 66 anni, scampato alla droga, alla polizia, e alle palme, Keith Richards ha deciso di mettere su carta quello che si ricorda della sua vita. Nelle 564 pagine di Life, scritte a quattro mani con il giornalista James Fox, Richards non si limita a raccontare la nascita dei Rolling Stones, aneddoti riguardo i suoi arresti, la sua dipendenza dall’eroina e la tendenza a dormire con una pistola sotto il cuscino. Nella sua autobiografia il chitarrista apre una finestra temporale sull’esplosione del rock’n’roll in Inghilterra, raccontando con totale trasparenza come quattro ragazzi di Londra sono riusciti a plasmare la storia della musica mondiale, passando indenni attraverso il punk, la new wave, la dance, il grunge, l’indie-pop e l’elettronica, senza spostarsi una virgola da dove sono partiti.
Ebbene, chi meglio dei Riding Sixties poteva allestire uno spettacolo interamente dedicato al libro e la vita di Keith Richards? Estratti dalle pagine del libro, le canzoni più importanti tra quelle (tantissime) citate dall’autore ci faranno ripercorrere la crescita artistica e il quarantennale successo di questo staordinario protagonista del Rock.
Ma chi sono i RIDING SIXTIES ? “Siamo la madre di tutte le coverband, ma niente parrucche…!!!” Nella stagione musicale 2011/2012 il gruppo musicale dei Riding Sixties celebra il suo ventennale. La band, nata per un concerto di fine anno in una scuola (come i Quarrymen) si è distinta negli anni per la sua ricerca musicale e il suo sound. Il repertorio enciclopedico dei Riding spazia dai Rolling Stones, di cui sono la prima coverband italiana, ai Beatles. Il loro spettacolo attuale si chiama appunto “Beatles VS Rolling Stones”. Sono stati la prima band (o complesso come preferiscono definirsi con un termine ironicamente vintage) a fare delle sonorità e del mondo Beat un genere della musica live di oggi in Italia. Il loro menù include i grandi protagonisti della British Invasion: Kinks, Who, Animals, Them, Troggs ma anche Equipe 84, Rokes, Corvi, Primitives, Caselli. Infine Dylan, il Maestro americano, a cui possono dedicare un’intera serata (Mr Tambourine Band). Il loro ultimo CD “Coverband” esprime il loro orgoglio nell’essere stati tra i primi in Italia a promuovere il fenomeno attuale delle cover.
Su questo punto intendono essere chiari: “Si parla di Cover e Tribute band a seconda che la band presenti una sua versione dei brani o punti pedissequamente a riprodurre sound e aspetto scenico degli artisti originali, imitandone gesti, posture, costumi fino ad arrivare all’uso delle parrucche. Ora, alcuni sono talmente bravi che riescono veramente nell’illusione scenica, che però nella maggior parte dei casi accentua drammaticamente le differenze tra “copia” e originale. Per noi il Rock dei 60, partendo da Beatles, Rolling Stones, Bob Dylan fa parte del repertorio della musica classica in senso stretto. Sui manifesti alla Scala in occasione dei concerti del maestro Muti non c’è scritto “Cover Beethoven”. E il maestro non si mette la parrucca alla Mozart o alla Bach a seconda del repertorio che esegue. La musica è un’arte interpretativa. Prende vita nel momento in cui qualcuno la suona. Si può eseguire ed interpretare in modo più o meno corretto, convincente e personale. E gli ascoltatori devono giustamente giudicare le differenze tra chi suona, e trarne le conseguenze”. Il pubblico ha dimostrato negli anni un affetto ed una stima sempre maggiori per gli spettacoli dei Riding Sixties, interessanti come una lezione-concerto e divertenti come una festa liceale. Il loro approccio risente delle differenze di personalità tra i componenti del gruppo: i due “vecchi” testimoni dell’epoca: Pietro Maria Tirabassi, voce e chitarra, e Enzo Civitareale, batteria e voce, che ha suonato con i mitici Corvi nel 1970. I “giovani” aggiungono un tocco di attualità al sound del gruppo: Marco Bertogna (monsieur Bertognaque), basso e voce, Simone Rauso (il Rauso), voce e chitarra, e “il maestro” Alberto Bolli al piano e voce. Il “complesso” dei Riding Sixties, oggi imitatissimo, ha raccolto anche il consenso e, a volte, la collaborazione di artisti come Francesco De Gregori, Shel Shapiro, Luigi Grechi, Roberto Ciotti, Lello Panico, Fulvio Tomaino.
SABATO 11 OTTOBRE
BLUE STUFF
Ingresso libero
Concerto ore 22,30
I BLUE STUFF nascono a Napoli nel 1982, grazie all’iniziativa di Mario “Blue Train” Insenga, già animatore di un precedente progetto musicale che aveva dato vita ai Blue Box. Sin dall’inizio la band si caratterizza come una sanguigna blues band fedelmente dedita al Chicago Style. Così, mentre apparentemente i BLUE STUFF sembrano impegnati in un coerente recupero di un certo blues ilologico. Di fatto però, attraverso le loro performance, dimostrano come un linguaggio musicale antico possa rimanere di grande attualità e di grande coinvolgimento emotivo. La semplicità ed immediatezza delle strutture ritmiche, la pulizia degli schemi armonici e melodici, il calore della voce e, soprattutto, la passione per il blues e più in generale per la musica, fanno del suono BLUE STUFF un esempio di vitalità musicale.
Infatti il tratto saliente del progetto sta nel fatto che esso “brilla di luce propria”, ciò a dire che i BLUE STUFF suonano del Chicago Blues, ma l’originalità delle loro composizioni li pone come una blues band viva e pulsante. D’altronde, testimonianza della vitalità di questo gruppo e’ la sempre calda accoglienza ricevuta da parte del pubblico che non resta mai impassibile di fronte alla irresistibile miscela di musica, simpatia e spettacolarità. Sul finire del 1991 nasce le collaborazione con Joe Sarnataro, ovvero l’alter ego blues di Edoardo Bennato. Nasce così il disco “E’ Asciuto Pazzo ‘O Padrone”, colonna sonora di un musical e con un lungo tour europeo. Nel 1994 a esce “L’Acqua e’ Poca” per la Sony, nel 1999 “Roba Blues” per la Cheyenne Records che pubblica anche l’ultimo lavoro “Altra Gente, Altro Blues” un nuovo CD che vede – tra gli altri – la partecipazione del polistrumentista partenopeo DANIELE SEPE. Il disco, che contiene 11 tracce originali,è una ulteriore testimonianza della capacità di questa band di saper comporre e suonare brani propri, affiancando al blues il dialetto napoletano, senza perdere il carattere dominante di questa musica.
MERCOLEDI 15 OTTOBRE
MA’ STEVEN BAND
Ingresso libero
Concerto ore 22,30
La Ma Steven Band è stato uno dei gruppi piu’ seguiti nella scena musicale romana degli anni ’80 e ’90. 15 anni di attivita’ e due dischi all’attivo: Rude (RB Record) e Delgado (Warner Music), con brani originali. Il loro sound e’ stato da sempre caratterizzato dal grande amore per il primo rock’n’roll e per il blues ma anche per il mainstream rock di Springsteen, Seeger, Fogerty.
Max Di Stefano (voce – chitarra), Carlo Maccheroni (chitarra), Stefano Longo (basso) e Alex “Boom Boom ” Strano (batteria) tornano di nuovo insieme al Big Mama in una serata speciale , per riproporre il meglio del loro repertorio mettendo insieme John Lee Hoocker ed i Drifters , Ray Charles e Bruce Springsteen , Sam Cooke ed i Searchers, frullati insieme nel loro stile energico e pie
