BIG MAMA – PROGRAMMA CONCERTI DAL 20 AL 26 FEBBRAIO – RICORDO DI ROBERTO CIOTTI, BBLUES & I SETTE SOUL, BLUE STUFF, THE BULLDOGS, DANIELE CUTINO..
12 Febbraio 2014

GIOVEDI 20 FEBBRAIO
NO MORE BLUE
Serata in ricordo di Roberto Ciotti
Ingresso Libero
Concerto ore 22,30
NO MORE BLUE è il titolo della canzone forse più conosciuta – tra le tante composte – di Roberto Ciotti bluesman e chitarrista romano, scomparso lo scorso 31 dicembre dopo una rapida e implacabile malattia. Il 20 febbraio Roberto avrebbe compiuto 61 anni; insieme ad alcuni dei musicisti che lo hanno accompagnato negli ultimi venti anni nei concerti al Big Mama e in giro per il mondo, abbiamo pensato che il modo migliore per ricordarlo potesse essere quello di proporre alcune delle sue canzoni dal vivo. Il nostro vuole essere un omaggio semplice e affettuoso, verso un artista che ci ha accompagnato per tanti anni, offrendo sempre il meglio di sé e della propria musica.
BIOGRAFIA – Il nome di Roberto Ciotti è indissolubilmente legato al Blues in Italia, di cui è stato il più importante esponente. Per quaranta anni – l’inizio della sua carriera e’ nei primi anni settanta con i Blue Morning, in cui militava anche il sassofonista Maurizio Giammarco – Roberto ha suonato il blues come nessun altro nel nostro paese, con un tocco personale, un’anima romana, e un sentimento degno chi è nato sulle rive del Mississippi. Ha inciso una quindicina di dischi come solista e molti – specie agli esordi della sua carriera – come side man di cantautori come Francesco De Gregori ed Edoardo Bennato. Negli anni ottanta ha preso parte ad un lungo e fortunato tour con il batterista Ginger Baker (ex Cream) negli USA e in Canada. Negli ultimi anni ha scritto un’autobiografia e pubblicato un dvd con L’espresso, ha suonato e registrato in Brasile, Russia, Senegal. Ha composto molte colonne sonore, tra cui spiccano quelle per i film Marrakech Express e Turneé di Gabriele Salvatores.
VENERDI 21 FEBBRAIO
BIANCA BLUES E I SETTE SOUL
Ingresso Libero
Concerto ore 22,30
Oltre 20 anni di attività per la storica band romana dei Bianca Blues & 7 Soul con all’attivo due album, uno dal vivo ed il secondo registrato in studio. In scaletta grandi successi del Soul e Rhythm ‘n Blues: da “Knock on Wood” a “My Girl” e “Mustang Sally”, tutti intrepretati magistralmente dalla grande voce di Fulvio Tomaino e con l’energia e l’impatto sonoro di una delle migliori sezioni fiati in circolazione.
Stax, Motown, Chess, Rhino. Quattro nomi che hanno fatto la storia della musica nera negli Stati Uniti. Un’evoluzione musicale e una rivoluzione culturale che ha investito milioni di persone. Fra questi molti musicisti sono stati coinvolti attivamente in quella che è stata chiamata la consapevolezza nera, e quindi la lotta per l’affermazione degli afroamericani nel proprio paese e nel mondo intero. Artisti come curtis Mayfield, Ray charles, Aretha Franklin, Otis Reddig, Sam Cooke , Al Green fino ad arrivare ai più impegnati Marvin Gaye, War, James Brown, hanno contribuito al pari di coraggiosi uomini politici neri e personalità dell’epoca (Malcolm X, Martin Luther King, Muhammad Alì) all’affermazione della comunità afroamericana. Le canzoni trasmesse dalle radio hanno fatto ballare speranzose generazioni nei quartieri poveri di New York, Chicago, Detroit, New Orleans. La leggenda di quel sound è ancora presente nella musica e nella cultura odierna. BIANCA BLUES & I SETTE SOUL sono da anni portatori di questo suono, inconfondibile.
Soul, funk e Rhythm’n’ blues si mescolano in uno spettacolo di una band di nove elementi con una starordinaria sezione fiati. FULVIO TOMAINO (voce), ALFREDO BOCHICCHIO (chitarra), MASSIMILIANO CIAFREI (tastiere), MASSIMO NANNI (basso), STEFANO MARAZZI (batteria), SERGIO VITALE (tromba), LUCA GIUSTOZZI (trombone), CARLO MICHELI (sax alto), PAOLO TOMASSINI, (sax baritono), BRUNO COLTRE (sax tenore)
SABATO 22 FEBBRAIO
BLUE STUFF
Ingresso Libero
Concerto ore 22,30
I BLUE STUFF nascono a Napoli nel 1982, grazie all’iniziativa di Mario “Blue Train” Insenga, già animatore di un precedente progetto musicale che aveva dato vita ai Blue Box. Sin dall’inizio la band si caratterizza come una sanguigna blues band fedelmente dedita al Chicago Style. Così, mentre apparentemente i BLUE STUFF sembrano impegnati in un coerente recupero di un certo blues ilologico. Di fatto però, attraverso le loro performance, dimostrano come un linguaggio musicale antico possa rimanere di grande attualità e di grande coinvolgimento emotivo. La semplicità ed immediatezza delle strutture ritmiche, la pulizia degli schemi armonici e melodici, il calore della voce e, soprattutto, la passione per il blues e più in generale per la musica, fanno del suono BLUE STUFF un esempio di vitalità musicale. Infatti il tratto saliente del progetto sta nel fatto che esso “brilla di luce propria”, ciò a dire che i BLUE STUFF suonano del Chicago Blues, ma l’originalità delle loro composizioni li pone come una blues band viva e pulsante. D’altronde, testimonianza della vitalità di questo gruppo e’ la sempre calda accoglienza ricevuta da parte del pubblico che non resta mai impassibile di fronte alla irresistibile miscela di musica, simpatia e spettacolarità. Sul finire del 1991 nasce le collaborazione con Joe Sarnataro, ovvero l’alter ego blues di Edoardo Bennato. Nasce così il disco “E’ Asciuto Pazzo ‘O Padrone”, colonna sonora di un musical e con un lungo tour europeo. Nel 1994 a esce “L’Acqua e’ Poca” per la Sony, nel 1999 “Roba Blues” per la Cheyenne Records che pubblica anche l’ultimo lavoro “Altra Gente, Altro Blues” un nuovo CD che vede – tra gli altri – la partecipazione del polistrumentista partenopeo DANIELE SEPE. Il disco, che contiene 11 tracce originali,è una ulteriore testimonianza della capacità di questa band di saper comporre e suonare brani propri, affiancando al blues il dialetto napoletano, senza perdere il carattere dominante di questa musica.
MARTEDI 25 FEBBRAIO
THE BULLDOGS
“A night with George”
Ingresso Libero
Concerto ore 22,30
Il 25 febbraio del 1943 nasceva George Harrison, cantante e chitarrista dei Beatles. I Bulldogs proporranno stasera il loro tributo a questo artista, attraverso le sue più celebri composizioni.
Revolution è soltanto il titolo di uno dei tanti pezzi dei Beatles, ma anche un cavallo di battaglia dei Bulldogs. Ma Revolution – il concetto di rivoluzione – si accompagna perfettamente al fenomeno-Beatles. Perché la loro è stata una vera rivoluzione. Cominciò con Love me do, all’imbrunire del 1962 e fu rinnovata ogni anno con nuove straordinarie intuizioni. Secondo una stima del 2001, è risultato in assoluto il gruppo musicale di maggior successo commerciale, con vendite complessive che superano il miliardo di dischi e di musicassette.
Ritenuti un fenomeno di comunicazione di massa di proporzioni mondiali e considerati tra le maggiori espressioni della musica contemporanea, a distanza di vari decenni dal loro scioglimento ufficiale – e dopo la morte di due dei quattro componenti – i Beatles contano ancora un enorme seguito e numerosi sono i loro fan club esistenti in ogni parte del mondo. I Bulldogs riproporranno i pezzi che hanno raccontato questa rivoluzione. Atmosfere rock’n’roll, hard rock, soffuse, psichedeliche, blues: il meglio dei Beatles.
Alessandro Errichetti (voce, chitarra, basso), Fabiano De Biagi (voce, basso, tastiere), Fabio Maccheroni (voce, chitarra), Andrea Secli (voce, batteria)
MERCOLEDI 26 FEBBRAIO
DANIELE CUTINO
& THE NO DEPRESSION
Ingresso Libero
Concerto ore 22,30
Con influenze che vanno dal blues a Gram Parsons, dagli Allman Brothers ai Wilco, Daniele Cutino & the No Depression celebrano la pubblicazione del loro primo EP con un appuntamento al Big Mama. La serata sarà anche una prima assoluta con la nuova formazione: una band anglo-italiana, con nuovo materiale e vecchi cavalli di battaglia, una serata da non perdere…
Sul cd di Daniele Cutino: ” C’è profumo di “garage-band” in questo cd di Daniele Cutino & The No Depression, quel mitico periodo anni ’70 quando il rock era il basso continuo delle irrequietezze giovanili e ne scandiva i desideri e i sogni. Rock come pulsione vitale, che scorreva libero nelle vene così che era naturale mettere insieme un paio di chitarre ed una batteria, affittare un piccolo spazio e darci dentro per farsi sentire. Il fenomeno, comunque, era già vivo negli anni ’60, i favolosi sixties, Gran Bretagna e USA come protagonisti, e lo sarà anche negli ’80 e ’90 (dopo, con le sempre maggiori possibilità di artifici tecnici resi possibili dall’elettronica, si perderà la purezza originaria). Ma è nei ’70 che il termine “garage-band” ha una particolare valenza simbolico, proprio per quell’essere immagine speculare della situazione giovanile di allora.
Profumo, dicevo, ma non è solo astratta sensazione, bensì qualcosa che scaturisce dal particolare “sound” del gruppo, la cui composizione è la seguente: Daniele Cutino, voce, chitarra, Phil Abram, chitarre, tastiere, Jon Wood, basso, Francesco Mincone, batteria (i testi sono di Daniele, la produzione di Phil). Vedi già il primo brano, “The World Is Near”, con un ottimo avvio ed un incedere rock che si sviluppa a ritmo cadenzato e molto melodico come, procedendo nell’ascolto dei vari brani, risulta l’intero cd. La levità è il segreto del gruppo, evidente nel secondo pezzo, “I Did It For You”, molto morbido, con la coesione perfetta dei vari componenti la band. Rock melodico, appunto.
“Summertime” ha un inizio beatlesiano poi diventa quasi una ballata con accenti country e un vago sapore di Nashville Sound (le chitarre qui si mutano in banjo). E ballata nel senso più pieno della parola è “Inside”, una ballata alla Dylan, che comincia in sordina e successivamente si apre a ventaglio, con una pastosità di suono che non lascia indifferenti (e così “Fat man”, l’ultimo brano). Ecco, è l’insieme che risulta denso senza essere pesante, la leggerezza di cui dicevo, una modalità di rock che Daniele e i suoi hanno saputo sviluppare con molta intelligenza, senza cadere nel rischio del “revival” o del “suonare a modo di”, ben tenendo presente tutta la più recente esperienza musicale (ma, secondo me, il rock ha dato il meglio di sé negli anni dai ’60 agli ’80, con punte anche interessanti dopo, tuttavia non qualitativamente paragonabili al passato).
In conclusione un cd gradevolissimo eseguito da un gruppo che ha imboccato la strada giusta, andando verso il futuro senza rinnegare il passato. E’ davvero solare questa band anglo-italiana e quel The No Depression del titolo ci sta proprio bene, come un invito a non demoralizzarsi in questi tempi ben poco allegri.”
Daniele Cutino (vocals/guitar) – Phil Abram (guitar) – Fabrizio Marcelli (bass) – Michele Giuliani (drums)
