BIG MAMA PROGRAMMA CONCERTI DAL 19 AL 25 MARZO

13 Marzo 2015

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GIOVEDÌ 19 MARZO


LA TRIADE IN CONCERTO OSPITA MASSIMO CARLOTTO

Massimo Carlotto presenta il nuovo libro “La Banda degli Amanti”, in uscita il 18 marzo (Edizioni e/o)

Ingresso libero

Concerto ore 22,30

ROBERTO PAGGIO (organo, piano e voce), ANTONIO SANTIROCCO (batteria e voce) e GABRIELE STABILE (chitarra e voce) sono amici da sempre, ma costituiscono il gruppo solo un anno fa.

In una notte insonne Gabriele, appassionato lettore di Carlotto e delle avventure dell’Alligatore, produce l’elenco di tutti i blues citati dal detective nel corso delle sue storie e la band comincia a suonare quelle canzoni rendendosi conto che calzano con improbabile eleganza le vesti cucite e rammendate da un organ trio.

Durante l’estate del 2014 La Triade registra il suo primo disco intitolato “Le Prove” che documenta questa fase sperimentale. Naturalmente il disco viene spedito a Massimo Carlotto che ne rimane colpito al punto di inserire La Triade nel nuovo romanzo dell’Alligatore “La banda degli amanti” e di proporre alla band un reading-concerto per l’uscita dello stesso.

L’appuntamento è fissato al Big Mama di Roma, Casa del Blues. MASSIMO CARLOTTO e La Triade divideranno il prestigioso palco trasteverino mescolando per una sera i blues e le avventure dell’Alligatore. Preparandosi all’evento, La Triade coinvolge l’amico-attore STEFANO VIALI per sperimentare la fusione fra blues e narrazione, fra canzoni e momenti topici delle storie già edite dell’Alligatore. Un breve estratto di queste sperimentazioni verrà proposto il 19 marzo; il piatto forte della serata sarà però la presenza di Massimo Carlotto e la presentazione dell’ultima avventura dell’Alligatore.

Nella scaletta dell’evento troveranno spazio i blues citati nelle storie dell’Alligatore come Reconsider Baby di Lowell Fulson, Little Rain di Jimmy Reed, I’m a Man di Bo Diddley, I Put a Spell on you di Screaming Jay Hawkins, My Baby di Little Walter, Crossroads Blues di Robert Johnson, Two Steps from the Blues di Bobby “Blue” Bland, Too many more Years di Albert King, solo per citare le più popolari da un elenco di oltre trenta titoli….


Nel 2015 l’Alligatore compie 20 anni e il 19 marzo sarà soprattutto una festa per i suoi blues e le sue storie.

Il libro – Padova. Guido Di Lello, un tranquillo professore universitario, scompare all’improvviso. Tutti lo cercano ma sembra svanito nel nulla. Dopo qualche mese il suo caso finisce tra quelli insoluti, la sua fotografia mescolata a quelle degli altri scomparsi. Solo una donna conosce la verità: Oriana Pozzi Vitali, la sua amante segreta, appartenente a una ricca e nota famiglia di industriali svizzeri. Ha preferito il silenzio per evitare di essere coinvolta ma alla fine, travolta da un insostenibile senso di colpa, si confida con un’avvocatessa che le consiglia di rivolgersi all’investigatore senza licenza Marco Buratti, detto l’Alligatore.Buratti accetta e inizia a indagare insieme ai suoi soci Beniamino Rossini e Max la Memoria. All’inizio sembra un caso senza speranze, poi un labile indizio li conduce sulla pista giusta e i tre si trovano coinvolti in una torbida storia che li costringerà a scontrarsi con la raffinata mente criminale di Giorgio Pellegrini (protagonista di Arrivederci amore, ciao e Alla fine di un giorno noioso).Una partita mortale in cui entrerà anche Giulio Campagna, un poliziotto molto particolare che in tutta la sua carriera non ha mai agito secondo le regole.I protagonisti di questo romanzo sono i sopravvissuti di un mondo malavitoso che va scomparendo e lotteranno senza esclusione di colpi per non essere sconfitti dagli avversari e dal tempo.

L’autore – Massimo Carlotto è nato a Padova nel 1956. Scoperto dalla scrittrice e critica Grazia Cherchi, ha esordito nel 1995 con il romanzo Il fuggiasco, pubblicato dalle Edizioni E/O e vincitore del Premio del Giovedì 1996. Per la stessa casa editrice ha scritto: Arrivederci amore, ciao (secondo posto al Gran Premio della Letteratura Poliziesca in Francia 2003, finalista all’Edgar Allan Poe Award nella versione inglese pubblicata da Europa Editions nel 2006),La verità dell’Alligatore,Il mistero di Mangiabarche,Le irregolari,Nessuna cortesia all’uscita (Premio Dessì 1999 e menzione speciale della giuria Premio Scerbanenco 1999), Il corriere colombiano, Il maestro di nodi (Premio Scerbanenco 2003), Niente, più niente al mondo (Premio Girulà   2008), L’oscura immensità della morte, Nordest con Marco Videtta (Premio Selezione Bancarella 2006),La terra della mia anima(Premio Grinzane Noir 2007), Cristiani di Allah (2008), Perdas de Fogu con i Mama Sabot (Premio Noir Ecologista Jean-Claude Izzo 2009), L’amore del bandito (2010), Alla fine di un giorno noioso (2011), Il mondo non mi deve nulla (2014) e la fiaba La via del pepe (2014).Per Einaudi Stile Libero ha pubblicato Mi fido di te, scritto assieme a Francesco Abate, Respiro corto, Cocaina (con Gianrico Carofiglio e Giancarlo De Cataldo) e, con Marco Videtta, i quattro romanzi del ciclo Le Vendicatrici (Ksenia, Eva, Sara e Luz). I suoi libri sono tradotti in molte lingue e ha vinto numerosi premi sia in Italia che all’estero.Massimo Carlotto è anche autore teatrale, sceneggiatore e collabora con quotidiani, riviste e musicisti.


Venerdì 20 marzo


BLUE STUFF


Ingresso libero

Concerto ore 22.30

http://www.bluestuff.it

I BLUE STUFF nascono a Napoli nel 1982, grazie all’iniziativa di Mario “Blue Train” Insenga, già animatore di un precedente progetto musicale che aveva dato vita ai Blue Box. Sin dall’inizio la band si caratterizza come una sanguigna blues band fedelmente dedita al Chicago Style. Così, mentre apparentemente i BLUE STUFF sembrano impegnati in un coerente recupero di un certo blues ilologico. Di fatto però, attraverso le loro performance, dimostrano come un linguaggio musicale antico possa rimanere di grande attualità e di grande coinvolgimento emotivo. La semplicità ed immediatezza delle strutture ritmiche, la pulizia degli schemi armonici e melodici, il calore della voce e, soprattutto, la passione per il blues e più in generale per la musica, fanno del suono BLUE STUFF un esempio di vitalità musicale.

Infatti il tratto saliente del progetto sta nel fatto che esso “brilla di luce propria”, ciò a dire che i BLUE STUFF suonano del Chicago Blues, ma l’originalità delle loro composizioni li pone come una blues band viva e pulsante. D’altronde, testimonianza della vitalità di questo gruppo e’ la sempre calda accoglienza ricevuta da parte del pubblico che non resta mai impassibile di fronte alla irresistibile miscela di musica, simpatia e spettacolarità. Sul finire del 1991 nasce le collaborazione con Joe Sarnataro, ovvero l’alter ego blues di Edoardo Bennato. Nasce così il disco “E’ Asciuto Pazzo ‘O Padrone”, colonna sonora di un musical e con un lungo tour europeo. Nel 1994 a esce “L’Acqua e’ Poca” per la Sony, nel 1999 “Roba Blues” per la Cheyenne Records che pubblica anche l’ultimo lavoro “Altra Gente, Altro Blues” un nuovo CD che vede – tra gli altri – la partecipazione del polistrumentista partenopeo DANIELE SEPE. Il disco, che contiene 11 tracce originali,è una ulteriore testimonianza della capacità di questa band di saper comporre e suonare brani propri, affiancando al blues il dialetto napoletano, senza perdere il carattere dominante di questa musica.


SABATO 21 MARZO

RIDING SIXTIES

Beatles vs Stones

Ingresso libero

Concerto ore 22.30

Reduci dal successo dello spettacolo teatrale “Radio Beat” tenutosi nello scorso mese di febbraio a Roma,  tornano al Big Mama i Riding Sixties, con il loro spettacolo che fonde il meglio della produzione degli Stones e Beatles in una “gara” in cui viene coinvolto il pubblico, che decreta il brano vincitore della serata.

La band – in attività da oltre 20 anni – è nata per un concerto di fine anno in una scuola, si è distinta nel tempo per la sua ricerca musicale e il sound. Il repertorio enciclopedico dei Riding spazia dai Rolling Stones, di cui sono la prima coverband italiana, ai Beatles. 

Sono stati il primo gruppo (o “complesso” come preferiscono definirsi con un termine ironicamente vintage) a fare delle sonorità e del mondo Beat un genere della musica live di oggi in Italia. Il loro menù include i grandi protagonisti della British Invasion: Kinks, Who,Animals, Them,Troggs e gli artisti di quel movimento anglo-italiano che è il Beat nostrano: Equipe 84, Rokes, Corvi, Primitives, Caselli. Infine Dylan, il Maestro americano, a cui possono dedicare un’intera serata (Mr Tambourine Band). Il loro ultimo CD “Coverband” esprime il loro orgoglio nell’essere stati tra i primi in Italia a promuovere il fenomeno attuale delle cover. Su questo punto intendono essere chiari: “Si parla di Cover e Tribute band a seconda che la band presenti una sua versione dei brani o punti pedissequamente a riprodurre sound e aspetto scenico degli artisti originali, imitandone gesti, posture, costumi fino ad arrivare all’uso delle parrucche. Ora, alcuni sono talmente bravi che riescono veramente nell’illusione scenica, che però nella maggior parte dei casi accentua drammaticamente le differenze tra “copia” e originale.

Per noi il Rock dei 60, partendo da Beatles, Rolling Stones, Bob Dylan fa parte del repertorio della musica classica in senso stretto. Sui manifesti alla Scala in occasione dei concerti del maestro Muti non c’è scritto “Cover Beethoven”. E il maestro non si mette la parrucca alla Mozart o alla Bach a seconda del repertorio che esegue. La musica è un’arte interpretativa. Prende vita nel momento in cui qualcuno la suona. Si può eseguire ed interpretare in modo più o meno corretto, convincente e personale. E gli ascoltatori devono giustamente giudicare le differenze tra chi suona, e trarne le conseguenze”.

Il pubblico ha dimostrato negli anni un affetto ed una stima sempre maggiori perle esibizioni dei Riding Sixties, nteressanti come una lezione-concerto e divertenti come una festa liceale. Diverse le personalità tra i componenti del gruppo: i due “vecchi” testimoni dell’epoca, Pietro Maria Tirabassi, voce e chitarra, e Enzo Civitareale, batteria e voce, che ha suonato con i mitici Corvi nel 1970. I “giovani” aggiungono un tocco di attualità al sound del gruppo: Marco Bertogna, basso e voce, Simone Rauso, voce e chitarra, e Alberto Bolli al piano e voce. Il complesso dei Riding Sixties, oggi imitatissimo, ha raccolto anche il consenso e, a volte, la collaborazione di artisti come Francesco De Gregori, Shel Shapiro, Luigi Grechi, Roberto Ciotti, Lello Panico, Fulvio Tomaino

Martedì 24 marzo


THE ROAD CONNECTION

plays John Fogerty & The Creedence Clearwater Revival


Ingresso libero

Concerto ore 22.30

LORENZO CORTONI (voce e chitarra), EMILIANO CAIVANO (chitarra), FRANCESCO RAMETTA (basso e voce),LUCKY GARGIULO (hammond), MIRKO TEODORI (batteria)

La band The Road Connection nasce dal desiderio di Lorenzo Cortoni di dar vita ai suoi brani. Comincia così la ricerca di quattro compagni. La scelta ricade nelle amicizie più strette createsi sui palchi dei locali della scena romana. In breve tempo il legame che li unisce si fortifica, dando vita ad una vera e propria band/famiglia. L’esperienza musicale dei cinque artisti si incrocia in un unica strada che fa da connessione tra i loro stili. Nasce il nome della band, The Road Connection.

Il sound che ne deriva è una fusione tra le ruvidità del rock inglese più classico e le ballate melodiche che riecheggiano nei suoni della west coast americana. La Band propone un live set potente ispirato alle radici del rock, soul e blues.

Questa serata è dedicata al mito intramontabile dei Creedence Clearwater Revival e del suo leader John Fogerty.