BIG MAMA – PROGRAMMA CONCERTI DAL 15 AL 21 MAGGIO – NICK JACKSON BAND, LUCY CAMPETI, THE BULLDOGS, JUST ONE NIGHT…

9 Maggio 2014

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GIOVEDI 15 MAGGIO

LUCY CAMPETY SOUL BAND

Ingresso Libero

Concerto ore 22,30

A SOUL EXPERIENCE…. Un viaggio attraverso la “Musica dell’anima” sulle orme delle voci e dei brani storici della musica Soul, dalle origini al New Soul contemporaneo.

La scintilla si accende ascoltando Aretha Franklin e Stevie Wonder e da quel momento nasce una passione che guiderà Lucy Campeti attraverso il blues, il gospel, lo spiritual, il funk e il soul. Tutta la musica nera che nasce dall’anima e che si contamina e si fonde in mille sfumature, anche grazie agli artisti soul più recenti.

Sfumature che sono racchiuse nel repertorio della band, un combo di ottimi musicisti di esperienza internazionale, accomunati dalla voglia di emozionarsi e di suonare per un pubblico coinvolto, suscitando vibrazioni nel profondo dell’anima. In fondo non è difficile trasformare una canzone che si ama, in un brano soul…..

Lucy Campeti (voce)

Jacopo Carlini (tastiere e cori)

Alfredo Bochicchio (chitarra)

Matteo Carlini (basso)

Stefano Marazzi (batteria)


VENERDI 16 MAGGIO

NICK JACKSON BAND

Ballads, Social Music & Song

Ingresso Libero

Concerto ore 22,30

Torna la Nick Jackson Band con un nuovo album ” Ballads, Social Music and Songs” più un nuovo singolo “Sea Of Love”. E per lanciare il loro lavoro. hanno scelto il Big Mama di Roma per l’anteprima assoluta. Il loro quarto album tradisce l’ispirazione che arriva da Woody Guthrie e la grande tradizione folk americana, ma anche artisti inglesi come Richard Thompson e artisti più moderni come la band The Doves.  Registrato in varie località del Regno Unito e in Italia nel corso di 1 anno di lavoro, il CD contiene 10 brani inediti tutti scritti da Nick Jackson, e porta il gruppo in una direzione nuova e più organiza. Il nuovo singolo “Sea of Love” sarà in  rotazione nelle di stazioni radio in tutta Europa da lunedi 19 maggio.La band, nel corso dell’esibizione al BIg Mama, presentarà anche parte del repertorio dei precedenti 3 albums: “Miracles”, “Secrets” e “Beautiful Place”.

La band nasce a Bolton (Lancashire-Inghilterra) per idea del cantautore Nick Jackson insieme ad un gruppo di musicisti che incontra durante alcune esibizioni in diversi pub locali. Inizialmente questo progetto non viene preso nemmeno troppo sul serio da Jackson che considera la band come un veicolo per le personali sperimentazioni musicali, ma le sempre più frequenti richieste di esibizioni live fanno diventare più serio e professionale l’intero progetto.

Nel gennaio del 2000 la Nick Jackson Band lavora al suo album di debutto che viene registrato nello studio casalingo del leader a Horwith. “Miracles” esce a settembre dello stesso anno per la Meadowland ed è composto da 14 tracce di classiche Northern ed Harley Davidson song. L’album vede Jackson alla voce, chitarra, armonica e mandolino, Nick Bold al basso e Norman Cooke alla batteria. L’artista stesso dichiara: “La nostra musica non vuole seguire alcun trend. Sono giunto alla conclusione che tutto ciò è irrilevante per il mio lavoro come songwriter”. 

Il secondo cd si fa attendere per ben cinque anni ed è uscito nel giugno 2005. Nick rivela: “Lavorare alle nuove canzoni è stato frustrante perché molto spesso ci dovevamo fermare per suonare dal vivo. Inoltre abbiamo coinvolto 11 musicisti come ospiti e ciò ha richiesto tempo per averli tutti disponibili. L’idea di “Secrets” è stata quella di renderlo diverso dal precedente lavoro suonato da un tradizionale gruppo rock di 5 elementi”. Nel 2010, ancora a cinque anni di distanza, Nick Jackson licenzia il terzo cd, dal titolo “Beautiful Place”, un bel lavoro che si inserisce nella tradizione del miglior rock inglese che a tratti ricorda però anche gruppi come REM, e tutto il Paisley Underground. Video – Segui Nick Jackson su Facebook

NICK JACKSON (chitarra e voce), PHIL ABRAM (chitarra), BEN JACKSON (batteria), JON WOOD (basso)

SABATO 17 MAGGIO

JUST ONE NIGHT

Ingresso Libero

Concerto ore 22,30

Ad oltre 35 anni dalla registrazione del cult album Just One Night – doppio live di Eric Clapton – la formazione guidata dal bassista Mick Brill ripropone i brani di questa pietra miliare della discografia di “Slow Hand”.

Tulsa Time, After Midnight, Setting Me Up, Cocaine, Wonderful Tonight, Rambling On My Mind sono solo alcune delle canzoni più belle che verranno riproposte stasera, con quel caratteristico British Sound che distingue Clapton da tutti gli altri bluesmen… Una serata imperdibile!!!

GEORGE SIMS (chitarra), MICK BRILL (basso & voce), MARCO “POLLICINO” MAGNONI (chitarra), MARCO QUAGLIOZZI (keyboards), PIERO PIERANTOZZI (batteria)

MERCOLEDÌ 21 MAGGIO

THE BULLDOGS

“Beatles revolution”

Ingresso Libero

Concerto ore 22,30

“Bene. Grazie a tutti da parte mia e del gruppo, e speriamo proprio di aver superato questo provino!”: nemmeno John Lennon, dette queste parole, avrebbe immaginato che sarebbe finito tutto, che quello “sul tetto” sarebbe stato l’ultimo concerto dei Beatles. Era mezzogiorno del 30 gennaio 1969, gli studi della Apple Records, al numero 3 di Savile Row, a Londra, avevano vissuto ore molto difficili per i Beatles. Litigavano spesso, Lennon aveva minacciato di lasciare il gruppo, Harrison se ne era proprio andato e gli altri tre avevano pensato di sostituirlo con l’amico Eric Clapton. Ma poi Ringo andò da George e rimise le cose a posto. Però il malessere proseguiva. Ognuno si sentiva stretto nel mondo Beatles, che sembrava dorato e immenso soltanto per chi guardava da fuori. Lo stato di depressione fu accentuato dalle riprese (di mattina: che insulto per chi lavorava solo di notte, tutta la notte!) per un documentario sui Beatles in sala d’incisione, che avrebbero dovuto realizzare per contratto. Così, per dare un taglio all’operazione McCartney propose un concerto. Dove? Su un transatlantico, nel deserto? Nessuno voleva tornare all’incubo dei live, dopo aver avuto paura di morire, dopo quell’agosto del 1966. E nessuno voleva andare lontano. Così quasi per gioco venne fuori l’idea del tetto di Savile Row: tutti furono d’accordo, perché avrebbero soltanto dovuto salire delle scale.

La musica dei Beatles arrivò e avvolse la frenetica strada londinese in un’atmosfera surreale, fra bombette e minigonne, strada paralizzata, fan impazziti che cercavanno di salire sui tetti adiacenti per cogliere un’immagine. La polizia provò a formare la performance e, per quanto nessuno dei quattro sembrava aver voglia di quell’esibizione, per un attimo prevalse il vecchio spirito di gruppo e nel filmato si vede chiaramente George che, con aria di sfida, riaccende l’amplificatore e la band pretende di terminare Get Back.

Un concerto “da Beatles”, da grande band, che testimoniò quanto avrebbero avuto ancora da dire quei quattro ragazzi (i più vecchi, John e Ringo, avevano 28 anni). E del resto, mentre quel materiale sarebbe finito in archivio per essere pubblicato come testamento dell’aprile del 1970, il valore della band emerse nell’album Abbey Road, composto nell’estate successiva.

Paradossalmente, proprio in quei giorni, 5 anni prima, ma sembrava un secolo, i Beatles in concerto a Parigi, ebbero la notizia che I wanna hold your hand aveva ottenuto la prima posizione in America, avevano conquistato la terra dei loro miti, di Elvis. E parteciparono all’Ed Sullivan Show trovando un’America ancora sotto shock per la morte di Kennedy, ma pronta a iscriversi alla Beatlemania, il club che aveva invaso l’Europa.

I Bulldogs ricreeranno quell’atmosfera proponendo i brani registrati in quelle session e tutto il contenuto del concerto: Let it Be, The Long and Winding Road, For You Blue, I Me Mine, Get Back, I’ve Got a Feeling, Dig a Pony, Don let me down, Two of us….

La band si è formata nel 2009, circa 150 concerti, attraversano tutta la produzione Beatles, proponendo anche brani della carriera solistica dei Fab Four. Puntano sull’impatto di chitarre, basso, piano e batteria, anche per i pezzi più elaborati. Tutto questo per immaginare che cosa sarebbe stato un vero concerto di John, Paul, George e Ringo, davvero “naked”, spogliato e ridotto a puro rock’n’roll, la molla che ha scatenato i Beatles, la band che ha cambiato la musica e probabilmente ha contribuito alla svolta sociale degli anni Sessanta.

Alessandro Errichetti (voce, chitarra, basso), Fabiano De Biagi (voce, basso, tastiere), Fabio Maccheroni (voce, chitarra), Andrea Secli (voce, batteria)