AUSGANG – RASSEGNA ITINERANTE – AGGIORNAMENTO CONCERTI – WIDOWSPEAK+THE FUCKING SHALALALAS+SIMONE OLIVIERI (04/05), DIECIUNITASONANTI + PAOLO BENVEGNU’ (07/05), MURDER BY DEATH (08/05)
30 Aprile 2013

AUSGANG
RASSEGNA ITINERANTE
SABATO 4 MAGGIO
XL
presenta
SUPERSANTO’S CLUB @ LANIFICIO 159
WIDOWSPEAK , THE FUCKING SHALALALAS, SIMONE OLIVIERI
CONCERTO ORE 22:00 – INGRESSO 8EURO
MARTEDI 7 MAGGIO
DIECIUNITASONANTI @ LE MURA
Special Guest: PAOLO BENVEGNU’
CONCERTO ORE 22:00 – INGRESSO 5EURO
MERCOLEDI 8 MAGGIO
MURDER BY DEATH @ LANIFICIO159
CONCERTO ORE 22:00 – INGRESSO 10EURO
Tre appuntamenti questa settimana con la Rassegna Itinerante Ausgang, Tre concerti essenzialmente rock per chi vuole scoprire cosa bolle nel pentolone underground italiano ed internazionale.
Sabato 4 maggio arrivano al Lanificio159 i Widowspeak, band americana composta da Molly Hamilton e Robert Earl Thomas, nota per il suo stile rock and roll trasognante, tinto di atmosfere da film western.
Prima di loro sul palco due interessanti progetti musicali emergenti romani: Simone Olivieri e The Fucking Shalalalas.
Martedi 7 Maggio i romani Dieciunitàsonanti presentano in anteprima per il pubblico de Le Mura il nuovissimo album “Dove”, in uscita a giugno 2013. Produttore del disco e ospite d’eccezione della serata sarà Paolo Benvegnù.
Mercoledi 8 maggio, sempre al Lanificio159 appuntamento con i Murder By Death. Nel nuovo lavoro “Bitter Drink Bitter Moon”, pubblicato il 25 settembre 2012, la band di Bloomington riesce a creare un universo sonoro variegato, ricco e raffinato, miscela di melodie positive e luminose e di immaginari desolati e malinconici.
Di seguito Bio e Foto:
WIDOWSPEAK
I Widowspeak sono una band americana composta da Molly Hamilton e Robert Earl Thomas, nota per il suo stile rock and roll trasognante, tinto di atmosfere da film western. Formatisi nel 2010, pubblicano due singoli nel 2011 e l’album di debutto la stessa estate per la Captured Tracks. I Widowspeak attirarono subito l’attenzione della critica per l’ampiezza del loro suono, la voce incalzante di Hamilton e le linee di chitarre, di Morriconesca memoria, tracciate da Thomas; attingendo alle ballate pop degli anni ’50 così come alla psichedelia degli anni ’70, per creare delle languide melodie da botta e risposta. Al che seguì un lungo tour che portò la band anche in Europa, dove poterono dare sfoggio del loro sound caldo e nostalgico.
All’inizio del 2012, i Widowspeak hanno iniziato a scrivere quello che sarebbe divenuto il loro secondo album “Almanac”, nel periodo in cui iniziarono ad incombere fosche profezie sulla fine del mondo. Sebbene non fosse per nulla convinto del fatto che un’Apocalisse fosse imminente, Hamilton iniziò a comporre testi immersi in immaginari di distruzioni, colmi di tenebre e terrore, ispirati da un’esperienza universale di fine imminente. Iniziarono così a realizzare dei demo in sala prove: Thomas modellò le idee in canzoni, sperimentando arrangiamenti più corposi e articolati. Il bianco e il nero divennero Kodacromia, i toni smunti divennero saturi. I Widowspeak avevano iniziato ad esplorare le melodie degli Appalachi e i ritmi del deserto, fosse quello del Sahara, che il grande Sud Ovest Americano, oltre ad incorporare nel loro suono strumenti acustici e slide guitar, scaturita dall’ amore comune per Neil Young.
Mentre le composizioni prendevano vita, divennero qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso dai semi fatalisti da cui erano scaturite. Queste canzoni non erano più incentrate sulla fine del Mondo, ma sulla vita e la morte delle stagioni, la gioventù, l’amore, e la natura ciclica di tutte le cose. La band finì così per scegliere il nome “Almanac” per tributare tutti quei volumi annuali che da sempre forniscono predizioni sul tempo atmosferico, i movimenti lunari e solari e altri fenomeni astronomici. Ma le canzoni parlano anche del periodo di cambiamento che stiamo vivendo: i “bei vecchi tempi” in contrapposizione al frenetico presente, e un senso di perdita, ma anche di avventura, che questo genera.
L’album è stato registrato da Kevin McMahon (Swans, Real Estate) in un fienile vecchio di un secolo nella Hudson River Valley dello stato di New York durante i mesi di transizione tra estate e autunno. Lavorando con McMahon, Thomas ha sviluppato ulteriormente il suono della band, introducendo linee su linee di chitarre, piani Rhodes, organi e harmonium.
Se il primo album dei Widowspeak è una raccolta di cartoline, inviate dai posti visitati durante il loro primo anno di formazione, allora il secondo album è una guida scritta dopo che sono riusciti a trovare la loro dimora sonora e hanno imparato a viverla.
SITO UFFICIALE
widowspeak.bandcamp.com
SIMONE OLIVIERI
Simone Olivieri dà alle stampe il suo primo, omonimo album nel Giugno 2011: chitarra acustica e un piccolo esercito di strumenti – pianoforte, organetti, celesta, mellotron, arpa da tavolo, violoncello, basso, batteria e cianfrusaglie varie – con l’aiuto di qualche amico e di un vecchio registratore a nastro. Una volta pubblicato il primo disco Simone comincia a suonarlo dal vivo prima da solo, poi ampliando la formazione col fondamentale contributo dell’amico Paolo Testa (Lapingra) ad organo, fisarmonica e toy piano, poi con quello del fedele batterista Daniele Misischia, infine col prezioso apporto di Daniele Gennaretti (Western Noise Orchestra) al basso e la occasionale quanto illuminante presenza di Paola Mirabella (Honeybird and the Birdies) ai cori e al flauto. Dopo essersi fatto ri-conoscere in questa nuova veste e con una stagione dal vivo alle spalle, nella quale divide il palco anche con Gionata Mirai (Il Teatro degli Orrori), Poppy’s Portrait e C+C=Maxigross con Marco Fasolo (Jennifer Gentle), nel Settembre 2012 Simone Olivieri fa uscire il nuovo album, l’EP La Mongolfiera Magica, che vede il passaggio alla lingua italiana.
THE FUNCKING SHALALALAS
Kurt Cobain che incontra Regina Spektor. Il sogno di rivedere i Moldy Peaches sul palco. Nascono piu o meno così i Fucking Shalalalas, per un colpo di fulmine tra la chitarra di Alex e la voce di Sarah. Dal vivo vi presentano il loro primo EP, sei pezzi da ascoltare e riascoltare!”
DIECIUNITASONANTI
Vite vissute tra il rassicurante senso di appartenenza e il bisogno di andarsene, tra la ricerca di un rifugio sicuro e l’ambizione per spazi più aperti. Aspirazioni, desideri e sentimenti che cercano quotidianamente il posto per esprimersi. “Dove” è il luogo in cui ti vorresti trovare, quello in cui ti trovi tuo malgrado, quello che dopo tanto tempo – forse – finalmente riesci a raggiungere.
“Dove” (Modern Life, distribuzione Audioglobe), secondo full lenght delle Dieciunitàsonanti, vede la produzione artistica di Luca Novelli (Mokadelic) e la collaborazione alla produzione e alle voci di Paolo Benvegnù, grazie ai quali il suono e la scrittura della band romana conferma la personale cifra stilistica in equilibrio tra indie e pop confermando quanto di buono dimostrato sul fronte delle liriche e trovando finalmente compimento in un suono più ricco e maturo. Il gruppo ha all’attivo il disco “Manuale d’ascesa e caduta” (Modern Life, distribuzione Audioglobe) e un’infinità di EP (“La cura migliore”, Autoprodotto 2005), singoli, compilation. Anni e anni di concerti su e giù per lo stivale hanno permesso alla band di dare un senso pieno a luoghi comuni come “fare la gavetta” o “live coinvolgente”. Nell’estate del 2008, dopo aver vinto le selezioni regionali del Lazio, suonano nel prestigioso festival Italia Wave; sempre nel 2008, vengono segnalati dal portale Kataweb tra le prime 10 realtà indipendenti più interessanti del momento nel concorso per il MEI 2008. Nel 2009 suonano all’Auditorium Parco della Musica di Roma per la serata conclusiva della seconda edizione di Avvertenze Generali; il 2010 è l’anno di uscita di “Manuale d’ascesa e caduta”, presentato il 10 ottobre al Circolo degli Artisti di Roma; l’anno successivo sono tra gli ospiti principali della rassegna Generazione X 2011, che li vede duettare con Samuele Bersani sul palco dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Nel frattempo, concerti su concerti.
“Dove” uscirà il 7 Giugno 2013 e verrà presentato in anteprima il 7 Maggio a Le Mura di Roma, con la partecipazione speciale di Paolo Benvegnù.
SITO UFFICIALE
http://www.diuesse.it/
MURDER BY DEATH
All’apparenza i Murder By Death sembrano un quintetto di Bloomington con un nome ironico e inquietante. Ma dietro la geografia e il nomignolo si nasconde una band di cantautori meticolosi e colti, caratterizzata da uno stile orchestrale raffinato, elaborato eppure immediato di ballate indie rock.
Il percorso dei Murder By Death iniziò nei primi anni 2000, suonando, come la maggior parte dei gruppi universitari del midwest, di fronte a piccole folle in luoghi decadenti e durante deliranti feste in casa.
Dopo aver speso la maggior parte dei primi anni di attività a cercare di farsi conoscere al di fuori del circuito dei campus universitario, i Murder By Death sono stati capaci di creare una carriera musicale lunga e fruttuosa: 10 anni di attività, 5 album, centinaia e centinaia di date in giro per il globo e un fedelissimo numero di ammiratori in costante crescita!
Ciò che colpisce di più è il loro suono energico, unico nel suo genere. Gli ingredienti del gruppo sono le melodie gutturali del violoncello di Sarah Balliet, la risonante voce da baritono e la chitarra del cantante/chitarrista Adam Turla, le percussioni del batterista Dagan Thogerson, la sezione ritmica post-punk del bassista Matt Armstrong e i tocchi del polistrumentista Scott Brackett (pianoforte, tromba, fisarmonica, mandolino, voce, percussioni).
Nel nuovo lavoro Bitter Drink, Bitter Moon, pubblicato il 25 settembre 2012, la band riesce a creare un universo sonoro variegato, ricco e raffinato, miscela di melodie positive e luminose e di immaginari desolati e malinconici.
SITO UFFICIALE
http://www.murderbydeath.com/
SUPERSANTO’S CLUB @ LANIFICIO 159
WIDOWSPEAK , THE FUCKING SHALALALAS, SIMONE OLIVIERI
CONCERTO ORE 22:00 – INGRESSO 8EURO
MARTEDI 7 MAGGIO
DIECIUNITASONANTI @ LE MURA
Special Guest: PAOLO BENVEGNU’
CONCERTO ORE 22:00 – INGRESSO 5EURO
MERCOLEDI 8 MAGGIO
MURDER BY DEATH @ LANIFICIO159
CONCERTO ORE 22:00 – INGRESSO 10EURO
Tre appuntamenti questa settimana con la Rassegna Itinerante Ausgang, Tre concerti essenzialmente rock per chi vuole scoprire cosa bolle nel pentolone underground italiano ed internazionale.
Sabato 4 maggio arrivano al Lanificio159 i Widowspeak, band americana composta da Molly Hamilton e Robert Earl Thomas, nota per il suo stile rock and roll trasognante, tinto di atmosfere da film western.
Prima di loro sul palco due interessanti progetti musicali emergenti romani: Simone Olivieri e The Fucking Shalalalas.
Martedi 7 Maggio i romani Dieciunitàsonanti presentano in anteprima per il pubblico de Le Mura il nuovissimo album “Dove”, in uscita a giugno 2013. Produttore del disco e ospite d’eccezione della serata sarà Paolo Benvegnù.
Mercoledi 8 maggio, sempre al Lanificio159 appuntamento con i Murder By Death. Nel nuovo lavoro “Bitter Drink Bitter Moon”, pubblicato il 25 settembre 2012, la band di Bloomington riesce a creare un universo sonoro variegato, ricco e raffinato, miscela di melodie positive e luminose e di immaginari desolati e malinconici.
Di seguito Bio e Foto:
WIDOWSPEAK
I Widowspeak sono una band americana composta da Molly Hamilton e Robert Earl Thomas, nota per il suo stile rock and roll trasognante, tinto di atmosfere da film western. Formatisi nel 2010, pubblicano due singoli nel 2011 e l’album di debutto la stessa estate per la Captured Tracks. I Widowspeak attirarono subito l’attenzione della critica per l’ampiezza del loro suono, la voce incalzante di Hamilton e le linee di chitarre, di Morriconesca memoria, tracciate da Thomas; attingendo alle ballate pop degli anni ’50 così come alla psichedelia degli anni ’70, per creare delle languide melodie da botta e risposta. Al che seguì un lungo tour che portò la band anche in Europa, dove poterono dare sfoggio del loro sound caldo e nostalgico.
All’inizio del 2012, i Widowspeak hanno iniziato a scrivere quello che sarebbe divenuto il loro secondo album “Almanac”, nel periodo in cui iniziarono ad incombere fosche profezie sulla fine del mondo. Sebbene non fosse per nulla convinto del fatto che un’Apocalisse fosse imminente, Hamilton iniziò a comporre testi immersi in immaginari di distruzioni, colmi di tenebre e terrore, ispirati da un’esperienza universale di fine imminente. Iniziarono così a realizzare dei demo in sala prove: Thomas modellò le idee in canzoni, sperimentando arrangiamenti più corposi e articolati. Il bianco e il nero divennero Kodacromia, i toni smunti divennero saturi. I Widowspeak avevano iniziato ad esplorare le melodie degli Appalachi e i ritmi del deserto, fosse quello del Sahara, che il grande Sud Ovest Americano, oltre ad incorporare nel loro suono strumenti acustici e slide guitar, scaturita dall’ amore comune per Neil Young.
Mentre le composizioni prendevano vita, divennero qualcosa di nuovo, qualcosa di diverso dai semi fatalisti da cui erano scaturite. Queste canzoni non erano più incentrate sulla fine del Mondo, ma sulla vita e la morte delle stagioni, la gioventù, l’amore, e la natura ciclica di tutte le cose. La band finì così per scegliere il nome “Almanac” per tributare tutti quei volumi annuali che da sempre forniscono predizioni sul tempo atmosferico, i movimenti lunari e solari e altri fenomeni astronomici. Ma le canzoni parlano anche del periodo di cambiamento che stiamo vivendo: i “bei vecchi tempi” in contrapposizione al frenetico presente, e un senso di perdita, ma anche di avventura, che questo genera.
L’album è stato registrato da Kevin McMahon (Swans, Real Estate) in un fienile vecchio di un secolo nella Hudson River Valley dello stato di New York durante i mesi di transizione tra estate e autunno. Lavorando con McMahon, Thomas ha sviluppato ulteriormente il suono della band, introducendo linee su linee di chitarre, piani Rhodes, organi e harmonium.
Se il primo album dei Widowspeak è una raccolta di cartoline, inviate dai posti visitati durante il loro primo anno di formazione, allora il secondo album è una guida scritta dopo che sono riusciti a trovare la loro dimora sonora e hanno imparato a viverla.
SITO UFFICIALE
widowspeak.bandcamp.com
SIMONE OLIVIERI
Simone Olivieri dà alle stampe il suo primo, omonimo album nel Giugno 2011: chitarra acustica e un piccolo esercito di strumenti – pianoforte, organetti, celesta, mellotron, arpa da tavolo, violoncello, basso, batteria e cianfrusaglie varie – con l’aiuto di qualche amico e di un vecchio registratore a nastro. Una volta pubblicato il primo disco Simone comincia a suonarlo dal vivo prima da solo, poi ampliando la formazione col fondamentale contributo dell’amico Paolo Testa (Lapingra) ad organo, fisarmonica e toy piano, poi con quello del fedele batterista Daniele Misischia, infine col prezioso apporto di Daniele Gennaretti (Western Noise Orchestra) al basso e la occasionale quanto illuminante presenza di Paola Mirabella (Honeybird and the Birdies) ai cori e al flauto. Dopo essersi fatto ri-conoscere in questa nuova veste e con una stagione dal vivo alle spalle, nella quale divide il palco anche con Gionata Mirai (Il Teatro degli Orrori), Poppy’s Portrait e C+C=Maxigross con Marco Fasolo (Jennifer Gentle), nel Settembre 2012 Simone Olivieri fa uscire il nuovo album, l’EP La Mongolfiera Magica, che vede il passaggio alla lingua italiana.
THE FUNCKING SHALALALAS
Kurt Cobain che incontra Regina Spektor. Il sogno di rivedere i Moldy Peaches sul palco. Nascono piu o meno così i Fucking Shalalalas, per un colpo di fulmine tra la chitarra di Alex e la voce di Sarah. Dal vivo vi presentano il loro primo EP, sei pezzi da ascoltare e riascoltare!”
DIECIUNITASONANTI
Vite vissute tra il rassicurante senso di appartenenza e il bisogno di andarsene, tra la ricerca di un rifugio sicuro e l’ambizione per spazi più aperti. Aspirazioni, desideri e sentimenti che cercano quotidianamente il posto per esprimersi. “Dove” è il luogo in cui ti vorresti trovare, quello in cui ti trovi tuo malgrado, quello che dopo tanto tempo – forse – finalmente riesci a raggiungere.
“Dove” (Modern Life, distribuzione Audioglobe), secondo full lenght delle Dieciunitàsonanti, vede la produzione artistica di Luca Novelli (Mokadelic) e la collaborazione alla produzione e alle voci di Paolo Benvegnù, grazie ai quali il suono e la scrittura della band romana conferma la personale cifra stilistica in equilibrio tra indie e pop confermando quanto di buono dimostrato sul fronte delle liriche e trovando finalmente compimento in un suono più ricco e maturo. Il gruppo ha all’attivo il disco “Manuale d’ascesa e caduta” (Modern Life, distribuzione Audioglobe) e un’infinità di EP (“La cura migliore”, Autoprodotto 2005), singoli, compilation. Anni e anni di concerti su e giù per lo stivale hanno permesso alla band di dare un senso pieno a luoghi comuni come “fare la gavetta” o “live coinvolgente”. Nell’estate del 2008, dopo aver vinto le selezioni regionali del Lazio, suonano nel prestigioso festival Italia Wave; sempre nel 2008, vengono segnalati dal portale Kataweb tra le prime 10 realtà indipendenti più interessanti del momento nel concorso per il MEI 2008. Nel 2009 suonano all’Auditorium Parco della Musica di Roma per la serata conclusiva della seconda edizione di Avvertenze Generali; il 2010 è l’anno di uscita di “Manuale d’ascesa e caduta”, presentato il 10 ottobre al Circolo degli Artisti di Roma; l’anno successivo sono tra gli ospiti principali della rassegna Generazione X 2011, che li vede duettare con Samuele Bersani sul palco dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Nel frattempo, concerti su concerti.
“Dove” uscirà il 7 Giugno 2013 e verrà presentato in anteprima il 7 Maggio a Le Mura di Roma, con la partecipazione speciale di Paolo Benvegnù.
SITO UFFICIALE
http://www.diuesse.it/
MURDER BY DEATH
All’apparenza i Murder By Death sembrano un quintetto di Bloomington con un nome ironico e inquietante. Ma dietro la geografia e il nomignolo si nasconde una band di cantautori meticolosi e colti, caratterizzata da uno stile orchestrale raffinato, elaborato eppure immediato di ballate indie rock.
Il percorso dei Murder By Death iniziò nei primi anni 2000, suonando, come la maggior parte dei gruppi universitari del midwest, di fronte a piccole folle in luoghi decadenti e durante deliranti feste in casa.
Dopo aver speso la maggior parte dei primi anni di attività a cercare di farsi conoscere al di fuori del circuito dei campus universitario, i Murder By Death sono stati capaci di creare una carriera musicale lunga e fruttuosa: 10 anni di attività, 5 album, centinaia e centinaia di date in giro per il globo e un fedelissimo numero di ammiratori in costante crescita!
Ciò che colpisce di più è il loro suono energico, unico nel suo genere. Gli ingredienti del gruppo sono le melodie gutturali del violoncello di Sarah Balliet, la risonante voce da baritono e la chitarra del cantante/chitarrista Adam Turla, le percussioni del batterista Dagan Thogerson, la sezione ritmica post-punk del bassista Matt Armstrong e i tocchi del polistrumentista Scott Brackett (pianoforte, tromba, fisarmonica, mandolino, voce, percussioni).
Nel nuovo lavoro Bitter Drink, Bitter Moon, pubblicato il 25 settembre 2012, la band riesce a creare un universo sonoro variegato, ricco e raffinato, miscela di melodie positive e luminose e di immaginari desolati e malinconici.
SITO UFFICIALE
http://www.murderbydeath.com/
