AUSGANG RASSEGNA ITINERANTE 2013-2014

5 Settembre 2013

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AUSGANG

RASSEGNA ITINERANTE 2013-2014

Forte di due stagioni che hanno visto imporsi la rassegna come la migliore offerta musicale rock romana con oltre 300 concerti all’attivo, una presenza di pubblico in continua crescita e partecipata da tanti artisti e amici, proponendo il meglio della musica indipendente italiana e del rock alternativo internazionale, Ausgang annuncia i primi appuntamenti della stagione indoor 2013/2014.

Doppia serata inaugurale, GIOVEDI 12 E VENERDI 13 SETTEMBRE, con CROCODILES e BUILT TO SPILL al Blackout Rock Club. La formazione di San Diego e sicuramente tra le proposte più interessanti oggi in circolazione nel panorama indie rock americano.

Grande attesa anche per i Built to Spill, band di culto dell’alternative rock d’oltreoceano. Per loro in arrivo anche un nuovo lavoro in studio, dopo l’ultimo There is no enemy del 2009. In apertura concerto Disco Doom e The Resonars.

Sempre il 13 settembre, presso la Città dell’Altra Economia, Ausgang curerà con le selezioni musicali di NON DJ SELECTA ed ECHOES L’AFTERSHOW di SHORT THEATRE, il festival di corti teatrali giunto quest’anno all’ottava edizione.

Giovedi 24 ottobre, sempre al Blackout Rock Club, sarà la volta degli A PLACE TO BURY STRANGERS. La formazione newyorkese arriva a Roma per presentare il nuovo lavoro “Strange Moon”.

Venerdi 25 ottobre l’Angelo Mai Altrove Occupato ospiterà i GIRLS IN HAWAII. La formazione belga dopo un lungo silenzio dovuto alla tragica scomparsa del batterista torna sulle scene con il nuovo lavoro “Everest”.

Il 7 novembre si torna al Blackout con il live unplugged in solo di KAKI KING. L’autrice e chitarrista di Atlanta riabbraccerà così il pubblico romano, molto caloroso con lei nelle sue precedenti apparizioni.

L’11 novembre appuntamento imperdibile con il doppio live di LOCAL NATIVES e CLOUD CONTROL. I primi ritornano finalmente a Roma per presentare il nuovo album “Hammingbird” mentre i secondi sono decisamente saliti sul trampolino dell’indie rock che conta, con il secondo lavoro “Dream Cave”.

Il 23 novembre gli appassionati di rock italiano non mancheranno l’appuntamento con i MASSIMO VOLUME. Tra le band più influenti del rock indipendente italiano, Emidio Clementi e soci presenteranno il nuovo album “Aspettando i Barbari” a distanza di tre anni dal precedente, “Cattive Abitudini”.

Il 25 novembre infine, sempre sul palco del Blackout Rock Club spazio alla psichedelia degli UNKOWN MORTAL ORCHESTRA. La band di Portland ha pubblicato nel 2013 il nuovo album “II”.Prima di loro sul palco gli olandesi MOZES AND THE FIRST BORN.

 

DI SEGUITO TUTTE LE INFO SPECIFICHE CON DATE, VENUE E COSTI DEI CONCERTI,

LE BIO DEGLI ARTISTI PRINCIPALI

A QUESTO LINK E’ POSSIBILE SCARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEGLI ARTISTI.

 

GIOVEDI 12 SETTEMBRE

In collaborazione con New Life Promo & Grinding Halt Concerti

CROCODILES @ BLACK OUT ROCK CLUB

VIA Casilina, 713 – Roma

CONCERTO ORE 22,00 – INGRESSO 10EU

CROCODILES

I Crocodiles sono originari di San Diego, California, è attivi dal 2008. Il primo album ‘Summer of Hate’ è stato un fulmine a ciel sereno capace di risvegliare l’interesse per le nuove band californiane come loro e i No Age. L’attenzione mediatica sulla band è stata da subito pressante e i Crocodiles hanno risposto con altri due album incredibili, ‘Sleep Forever’ nel 2010 (prodotto da James Ford) e ‘Endless Flowers’ nel 2012.

I tour e i concerti si moltiplicano, portando il gruppo ovunque, e a suonare con importanti act. Durante il 2011 i Crocodiles hanno preso parte al tour europeo degli White Lies, fatto un headline tour sold-out in in Italia, e suonato nei più prestigiosi festival europei ed americani. La sferragliante miscela di ritmi proto disco, muri di suono e chitarre garage ha portato i Crocodiles a condividere tour anche con Holy Fuck e The Horrors.

I Crocodiles sono una delle band di punta della scena alternative americana, uniti a doppio filo anche dalla romantica relazione che lega Brandon Welchez a Dee Dee, cantante delle Dum Dum Girls e sex symbol indiscussa della scena indie statunitense.

 

 

VENERDI 13 SETTEMBRE

In collaborazione con New Life Promo

BUILT TO SPILL + DISCO DOOM + THE RESONARS@ BLACK OUT ROCK CLUB

VIA Casilina, 713 – Roma

CONCERTO ORE 22,00 – INGRESSO 15EU

BUILT TO SPILL

I Built To Spill hanno composto e registrato alcuni dei migliori album degli ultimi 20 anni, e i loro spettacoli dal vivo sono considerati anche migliori, se band come Modest Mouse, The Strokes e Deathcab for Cutie si sono dichiaratamente ispirati a loro per sviluppare il proprio sound. Pubblicato da ATP Records, il loro ultimo lavoro “There Is No Enemy”, è stato uno dei preferiti da critica e pubblico, che li ha portati in tour per i principali club e festival di Stati Uniti, Europa e Australia, senza però toccare l’Italia. Ora, con un nuovo album in arrivo, e con alle spalle tour in compagnia di Dinosaur Jr. e Kings of Leon, una nuova sezione ritmica, la band è pronta a tornare in Italia e accrescere ancora di più la sua fama di eccezionale band dal vivo e sul disco.

 

 

VENERDì 13 SETTEMBRE

DOPOFESTIVAL SHORT THEATRE 8

Dj Set: Non Dj Selecta – Echoes

@ “Città dell’Altra Economia – Cafè Boario”

Fino alle ore 01:00 ingresso da LA PELANDA – Centro di Produzione Culturale

Piazza Orazio Giustiniani, 4 – Roma

A partire dalle ore 01:00  ingresso dalla CITTA’ DELL’ALTRA ECONOMIA

Largo Dino Frisullo – Roma

INGRESSO LIBERO

 

DOPOFESTIVAL SHORT THEATRE 8 | DEMOCRAZIA DELLA FELICITA’

Quest’anno Short Theatre fa festa: dalla collaborazione con affermate realtà della scena indipendente romana nasce il Dopo Festival. Un’utopica Democrazia della Felicità che non va a dormire. Almeno nel weekend.

NON DJ SELECTA

Comincia la sua attività come dj e speaker presso Radio Città Aperta di Roma, una delle radio militanti storiche della capitale, dove attualmente lavora Non ama la competizione che spesso rovina lo spirito del divertimento tra i dj, da qui il suo nome d’arte Non-dj Selecta, anche omaggio alla filosofia della festa di un Buon Non-compleanno in “Alice nel paese delle meraviglie”. Ama la musica a 360 gradi e ama le donne della musica. Sempre pronta a mettersi in gioco per una nuova avventura perché come dice Erica Jong “Bisogna fare sempre le cose di cui ha più paura che il coraggio s’impara a gustare col tempo”.

ECHOES

Yuri Toccacelli è uno dei 3 Untitled Djs e cofondatore di di E-Square e Loose Habit. Ha suonato nei migliori club della capitale come Lanificio159, Carrozzerie, Rising Love, Dimmi, e nel resto d’Italia, come il festival Streamfest 2010 (Salento), il Klang di Arezzo e molti altri. Ha condiviso il palco con artisti internazionali come WhoMadeWho, Buraka Som Sistema, Does It Offend You, Yeah?, These New Puritans, Peter Kruder, ed italiani come Meg, Bugo, Scuola Furano, Useless Wooden Toys, Fare Soldi. Partito da sonorità electro e nu rave ha levigato sempre più il suo suono ed oggi il tratto distintivo delle sue selezioni è il raffinato gusto per certe sonorità dance, grazie anche alla condivisione della consolle, come dj resident di Loose Habit, con Francisco.

 

GIOVEDI 24 OTTOBRE

In collaborazione con New Life Promo

A PLACE TO BURY STRANGERS@ BLACK OUT ROCK CLUB

VIA Casilina, 713 – Roma

CONCERTO ORE 22,00 – INGRESSO 13 EU

A PLACE TO BURY STRANGERS

Torna in Italia la band più rumorosa di New York e, dopo tre album e numerosi EP, si appresta a presentare un lavoro totalmente nuovo, l’album “Strange Moon”, una raccolta di cover della band indipendente americana “Dead Moon” per la quale gli A Place to Bury Strangers provano una vera e propria venerazione.

Sorti dalla scena indipendente di New York, che si è conglomerata intorno agli ormai celebri locali della Bowery su Manhattan e di Williamsburg a Brooklyn, e che negli uffici della Death By Audio ha la propria mecca. Oliver Ackermann fondatore e leader degli A Place to Bury Strangers, è proprio il gran capo della Death By Audio, un locale sì, ma anche una ditta che produce pedaliere ed effetti per chitarre, usati da tutte le più importanti band mondiali, come gli U2 e i Nine Inch Nails. E proprio da questa fonte di ispirazione che nascono gli A Place to Bury Strangers: la loro musica è una ondata travolgente che ha conquistato negli anni centinaia di fan in tutto il mondo, tour dopo tour, disco dopo disco. “Dead Moon” è l’evoluzione punk del loro suono, che incarna lo spirito nichilistico e live della band, una di quelle che merita davvero di essere vista dal vivo, nell’appiattimento globale di questi anni X. Sudore, rumore, caos, luci abbaglianti: come disse una volta un giornalista, assistere ad un concerto degli A Place to Bury Strangers e come infilarsi a piena velocità nella nebbia, abbaglianti sparati, dritti, verso l’esplosione finale.

 

VENERDI 25 OTTOBRE

In collaborazione con Dna Concerti

GIRLS IN HAWAII @ ANGELO MAI ALTROVE OCCUPATO

Viale delle Terme di Caracalla 55/a

CONCERTO ORE 22,00

GIRLS IN HAWAII

Dopo anni di silenzio seguiti alla tragica perdita del batterista, il gruppo belga decide di tornare sulle scene.

Con la loro natura prorompente Antoine Wielemans – voce, chitarra, Lionel Vancauwenberghe – voce, chitarra, Brice Vancauwenberghe – chitarra e cori, Christophe Léonard – chitarra, sintetizzatori e Daniel Offermann – basso e percussioni, hanno prima di tutto fatto un’apparizione al Deep in the Woods Festival, una sorta di seconda casa per loro, e poi al Great Escape di Brighton. Soddisfatti e felici di aver ritrovato il loro pubblico, i cinque belgi decidono di tornare in studio per registrare finalmente il seguito dell’acclamato Plain Your Escape. Il nuovo materiale ha preso forma in tre sessions che si sono svolte in un antico maniero vicino Parigi ed è stato poi lavorato dal leggendario produttore Tchad Blake, collaboratore di un’infinità di band tra cui Pearl Jam e Black Keys. Il nuovo album dal titolo “Everest” vedrà la luce a settembre 2013 su Naive. La band nata alla fine degli anni 90 per iniziativa dei due fratelli Antoine (voce) e Denis (batteria) Wielemens pubblica l’album d’esordio From Here to There nel 2003 ottenendo un grandissimo successo che porta il quintetto in giro per il mondo per un lunghissimo tour. Stremati da questa esperienza i cinque belgi temevano di aver perso la loro spontaneità e freschezza ma dopo qualche mese di dubbi e domande la band si è improvvisamente sentita pronta a tornare al lavoro ed ha ritrovato l’energia e l’entusiasmo per tornare in studio. Presi i sacchi a pelo si sono rinchiusi in un vecchio casale abbandonato a Pussemange, un villaggio semi deserto nelle Ardenne francesi. Qui nel silenzio e in un proficuo isolamento hanno scoperto che la loro innocenza era rimasta perfettamente intatta. Il tour li aveva resi più sicuri delle loro possibilità e più esperti senza però danneggiare la loro spontaneità. Così nel 2008 vede la luce Plan Your Escape. Tutto ciò che avevamo amato nell’album di debutto si ritrova anche in questo secondo lavoro: le melodie inzuppate di malinconia, ma mai disperate, le mille influenze pop e la massa di bellissimi dettagli che si svelano solo dopo numerosi ascolti. Ma in questo album c’è anche di più: nel corso del loro tour i Girls hanno imparato il segreto per il brano pop perfetto, apparentemente innocente che che non riesci levarti dalla testa, arricchito da sontuosi arrangiamenti e da voci armoniose e dolci. L’album viene accolto molto positivamente da pubblico e critica e la band riparte per un lungo tour. Nel 2010 la tragica scomparsa di Denis Wielemans è l’inizio di un lungo periodo di silenzio.

 

 

GIOVEDI 7 NOVEMBRE

In collaborazione con Barley Arts e New Life Promo

KAKI KING @ BLACK OUT ROCK CLUB

VIA Casilina, 713 – Roma

CONCERTO ORE 22,00 – INGRESSO 15EU (a sedere) – 12EU (in piedi)

KAKI KING

Il pubblico italiano la ama e lei ricambia. Non è un mistero che Kaki King abbia con il nostro paese un legame privilegiato, con ben 40 date tenute in Italia tra il 2009 e il 2012. Un legame che si consolida ancora una volta con sei nuovi concerti a novembre, nei quali l’artista con base a Brooklyn si esibirà in unplugged solo. A un anno e mezzo dalla sua ultima visita, la giovane chitarrista proporrà, in location adatte a valorizzare il suo inconfondibile sound, i brani tratti dal sesto full-length “Glow”, uscito nell’ottobre 2012.

Artista visionaria e iconoclasta, in dieci anni di carriera Kaki King ha ridefinito il ruolo del musicista solista, esplorando le differenti possibilità del suo strumento e cercando soluzioni sempre nuove, al di fuori dei canoni predefiniti. Dagli esordi nel 2002 con “Everybody Loves You” – a oggi il suo unico disco completamente in acustico – , King ha sempre sovvertito le aspettative realizzando una serie di album ciascuno dei quali costituisce un genere a sé.

Un talento che le ha valso riconoscimenti da più parti, dalle collaborazioni con artisti del calibro di Timbaland e Foo Fighters, alla partecipazione a colonne sonore di film (tra cui due brani originali in “into the Wild “ di Sean Penn) e serie tv, fino ai numerosi tour mondiali di fronte a un pubblico sempre crescente.“Glow”, il suo ultimo innovativo disco uscito a fine 2012 per la Velour Music Group, sfugge a tutte le definizioni: una raccolta evocativa ed esuberante di paesaggi sonori, brillante, ricco di inventiva e straordinariamente ispirato. Registrato con il tecnico del suono D. James Goodwin nel clima bucolico dell’ Isokon Studio di Woodstock (NY), “Glow” si avvale di una produzione meno patinata in favore di un sound fluido nel quale l’estro dell’artista possa esprimersi al pieno delle sue potenzialità.

Dagli echi di musica da camera di “Great Round Burn” alle suggestioni celtiche di “King Pizel”, l’album abbraccia una combinazione di stili diversi per sfoggiare l’eclettico talento compositivo di Kaki. Le accordature non convenzionali, gli arrangiamenti orchestrali ad opera del quartetto d’archi newyorkese ETHEL, e le tecniche percussive insolite sono tutti al servizio della protagonista assoluta del disco, la chitarra riverberata. L’album, interamente strumentale, segna una sorta di nuovo inizio nel percorso artistico della musicista attraverso un ritorno alle origini, a partire dalla riscoperta del rapporto simbiotico con la sei corde.


 

LUNEDI 11 NOVEMBRE

In collaborazione con New Life Promo e Comcerto

LOCAL NATIVES + CLOUD CONTROL @ BLACK OUT ROCK CLUB

VIA Casilina, 713 – Roma

CONCERTO ORE 22,00 – INGRESSO 18EU

LOCAL NATIVES

Hanno da poco pubblicato il loro attesissimo secondo album Hummingbird per la PIAS anticipato dal singolo intitolato Breakers. Impegnati nel tour che toccherà l’Europa, il Regno Unito e gli Stati Uniti, hanno annunciato la loro partecipazione ai più importanti Festival: Coachella, Primavera Sound 2013, Governors Ball a New York. Sono successe molte cose nel tempo che intercorre tra i due album, Gorilla Manor, che, come ricorderete, è stato acclamato dalla critica e considerato Best New Music Debut Album e Hummingbird. Tra recensioni entusiastiche e spettacoli televisivi, Gorilla Manor ha lanciato la band sulla scena mondiale, li ha visti headliner in tutta l’America e in Europa, nonché supporter di band come Arcade Fire e The National, ospiti dei maggiori festival di tutto il mondo, con più di 100.000 copie vendute solo negli Stati Uniti. Al termine di questa esperienza on the road, la band si è rifugiata in una sala prove/studio allestita in un bungalow abbandonato a Silverlake, questo ha dato loro la massima libertà nel provare e sperimentare. Quest’esperienza in ultima analisi li ha condotti verso nuove sperimentazioni, sia strumenatali che sonore, presentando una tavolozza musicale più ampia, e sfidandoli a crescere. La band afferma che Hummingbird è nato in un contesto emotivo intrappolato tra due poli opposti. Nei due anni seguenti l’uscita di Gorilla Manor, la band ha visto un susseguirsi di alti e bassi che non avevano mai vissuto prima; mentre i loro sogni musicali si realizzavano, i rapporto personali vacillavano. Le canzoni di Hummingbird incarnano questa specie di dicotomia – sono fragili e potenti, ricchi e semplici, carichi di tensione e sicuri di sé.

Quando arrivò il momento decisivo di incidere queste canzoni, la band dopo aver iniziato la produzione a Montreal, si è trasferita a Brooklyn, arruolando come co-producer Aaron Dessner (The National), conosciuto durante il tour. E’ la prima volta che incidono fuori della loro California, e proprio questo trasferimento è la fisica manifestazione della loro voglia di lavorare oltre quello che sentono familiare. In effetti Hummingbird è stato proprio quello che ci voleva. Il brillante brano di apertura You & I è il biglietto da visita dell’album, batterie sintetiche, caldi organi e chitarre surfy, e la firma della band con altissime armonizzazioni. Heavy Feet si sposa bene con battiti di mani e pochi accordi con uno sferzante rullante, ed uno dei più notevoli ritornelli dell’album, mentre Ceilings suona come una canzone dei Fleetwood Mac con basso mixato. Colombia, che è stata scritta in onore della madre di un membro della band, scomparsa improvvisamente lo scorso anno, è la canzone strappalacrime dell’album, una lettera d’amore di un figlio ad un genitore che si sviluppa in una splendida complessità orchestrale attorno un semplice e lamentoso coro.

CLOUD CONTROL

Dream Cave – il secondo album dei Cloud Control – è il risultato di un periodo di isolamento, oppressione ed esposizione al musicalmente sublime e ridicolo.

Come il loro album di debutto Bliss Release, il nuovo album è pieno di classiche canzoni cantautorali e melodia. A dispetto del loro debutto, Dream Cave vede la band porre un taglio alla proprie radici ed abbracciare uno spirito di sperimentazione meglio esemplificato dall’epoca di Check Your Head dei Beastie Boys o da un disco dei Led Zeppelin. Alister (Wright; voce, chitarra): “Ricordo Jeremy dire a proposito di Dojo Rising “rendiamolo più tipo Beastie Boys”. Questo mi ha colpito profondamente, nella maniera in cui riescono a mixare il tutto. Tra le mie band favorite – Flaming Lips, Beastie Boys, Yo La Tengo – quello che hanno in comune è il modo di creare gli album, muovendosi tra differenti stili e tecniche di registrazione per ogni canzone pur mantenendo la loro caratteristica. Spero che questo album sia così.

Sebbene gli stili e gli approcci varino all’interno del disco, l’ispirazione più strana arriva nella title track, dove uno dei più grandi cantanti del mondo, è stato immaginato intrappolato sottoterra in una grotta.

Alister: “La nostra sala prove è un posto lugubre e pieno di muffa. In quel periodo mi stavo interessando di Roy Orbison e, spendendo molto tempo nella sala prove sono finito con l’immaginare quale canzone avrebbe volute cantare se fossimo stati intrappolati in una caverna per venti anni. Così è nata Dream Cave.”

Heidi (Lenffer; voce, tastiere): “Siamo finiti a visitare quattro differenti sistemi di grotte e abbiamo fatto delle registrazioni in ognuno di questi posti. Stavamo cercando il giusto riverbero. Per la title track, Dream Cave, siamo stati una giornata in un’antica cava romana registrando le nostre voci.”

A parte i giorni spesi per le registazioni vocali nelle grotte, i Cloud Control hanno passato due mesi in uno studio di registrazione casalingo nel Kent con Barny Barnicott(Kasabian/Arctic Monkeys/U.N.K.L.E/Placebo). Nonostante la band stesse lavorando 17.000 km lontano da casa, l’esperienza è stata stranamente più familiare, che registrare l’album di debutto Bliss Release (registrato a casa, per lo più dal vivo su nastro). Alister: “Era strano registrare questa volta, non era poi così diverso dal nostro set up casalingo. Eravamo in Inghilterra ma potevamo essere ovunque. Eravamo di base nel paese ma praticamente non siamo mai usciti. Alla fine della giornata, stavi solo cercando di registrare alcune cose attraverso dei microfoni.”

Prima di fermarsi in uno studio di registrazione, i Cloud Control hanno trascorso innumerevoli ore a bordo di furgoni e tourbus.

Dall’uscita di Bliss Release, hanno collezionato più di quattrocento concerti in giro per il mondo come band support di Vampire Weekend, Weezer e Arcade Fire. Un effetto collaterale inaspettato è stato l’assimilazione di un insieme di influenze provenienti dalle collezioni di cd della crew della band in tour.

Alister: “Penso che il nostro disco sia stato influenzato dalla musica ascoltata dalla crew sul tourbus. George Michael, Pentagram, Warren G…”. “E’ stata l’unica musica ascoltata come band. Di solito abbiamo gusti differenti.” Dream Cave è la conseguenza di un duro inverno britannico, una sala prove umida, di una sindrome da assedio su un’isola francese e della colonna sonora dei viaggi in tourbus. C’è qualcosa di magico quando i Cloud Control suonano insieme, la loro musica è più delle loro influenze – musicali e non – per creare qualcosa di unico. Ascoltate Dream Cave.

 

GIOVEDI 21 NOVEMBRE

In collaborazione con New Life Promo

MASSIMO VOLUME @ BLACK OUT ROCK CLUB

VIA Casilina, 713 – Roma

CONCERTO ORE 22,00 – INGRESSO 12EU

MASSIMO VOLUME

Il nucleo originario dei Massimo Volume si forma a Bologna nell’inverno del 1991. Nel 1993 il gruppo firma il primo contratto discografico per la Underground rec. E’ il momento di STANZE, il primo album. Il suono della band è personalissimo. Pezzi d’impatto, tesi e distorti, si mescolano a momenti più introspettivi: brani come “Alessandro”, “In nome di Dio”, “Stanze Vuote”, pur mantenendo una forte carica emotiva, si muovono in questo senso. L’album ha un ottimo riscontro di critica e pubblico.

I concerti si susseguono a ritmo incalzante e la band sembra ormai pronta a un’ulteriore svolta.

Le major si accorgono del gruppo e, agli inizi di marzo, i Massimo Volume vengo messi sotto contratto dalla Wea che pubblica il loro secondo lavoro LUNGO I BORDI. La produzione artistica viene affidata a Fausto Rossi, da sempre modello per Clementi e soci, di un modo di fare musica fuori dai canoni imposti dal mercato. Ne nasce un rapporto a tratti difficile, ma ispirato al punto da dare vita a una delle pietre miliari del nuovo rock. Il gruppo si libera definitivamente da ogni legame con modelli stranieri. Il disco è potente, dal suono inconfondibile. “Il primo Dio”, “Meglio di uno specchio”, “Inverno ’85”, “Fuoco fatuo”, diventano nel giro di poco tempo dei classici.

Si accorge di loro anche John Cale, che si propone come produttore di DA QUI, il loro terzo lavoro. La direzione del disco viene però affidata a Steve Piccolo (già Lounge Lizard). E’ il 1997. I Massimo Volume passano alla Mescal. Rispetto al precedente lavoro, DA QUI risente del progetto portato avanti da Clementi e Sommacal nel periodo intercorso tra i due album: una sorta di laboratorio in cui i nuovi pezzi hanno preso forma attraverso delle performance dal vivo per voce, chitarra e harmonium.

Emidio Clementi debutta nel frattempo come scrittore, prima di ritornare con i Massimo Volume per CLUB PRIVÉ, la cui produzione artistica è affidata a Manuel Agnelli degli Afterhours. I Massimo volume si sciolgono nel 2002, e Clementi prosegue la sua carriera tra parola scritta e musica, collaborando spesso proprio con Agnelli.

La band si riforma nel 2008 in occasione del Traffic Festival, la cui direzione artistica è di Agnelli; un concerto e la colonna sonora live del film muto “La caduta della casa degli Usher”. L’attività dal vivo riprende e il gruppo annuncia anche la pubblicazione di un nuovo album, dopo quello dal vivo BOLOGNA NOV. 2008. Nel 2010 infatti viene realizzato CATTIVE ABITUDINI, a cui fa seguito ASPETTANDO I BARBARI del 2013.

 

 

SABATO 23 NOVEMBRE

In collaborazione con New Life Promo

UNKNOWN MORTAL ORCHESTRA @ BLACK OUT ROCK CLUB

VIA Casilina, 713 – Roma

CONCERTO ORE 22,00 – INGRESSO 13EU

UNKNOWN MORTAL ORCHESTRA

E’ arrivato all’inizio del 2013 come un fulmine a ciel sereno, il nuovo album degli Unknown Mortal Orchestra su Jagjaguwar, in cui il cantautore neozelandese via Portland, Ruban Nielson sposa la psichedelia e la miscela sapientemente con il tocco Blues dell’America più verace. Il risultato finale: pensate a Steview Wonder che produce la Plastic Ono Band ed estrae delle vere e proprie gemme degne dell’epoca delle Nuggets Compilation. Un assalto frontale che ha ottenuto ammiratori sia tra i pesi massimi dell’hip hop americano (?uestlove, El-P, Big Boi) che tra gli eroi del mondo indie (Liars e Toro Y Moi). Psichedelia per l’anima o un’anima psichedelica. Questo è il mistero che si cela dietro il trio, completato dal bassista Jacob Portrait e dal batterista Greg Rogrove.

 

 

INFO:

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